Sicilia, ultime news Messina - Si è ufficialmente costituita LA RETE DEI COMITATI NOTRIV SICILIANI, che comprende gruppi organizzati nelle città di Marsala, Sciacca, Menfi, Castelvetrano, che si estende fino ai comuni dell’area sud orientale della Sicilia tra cui Noto, Scicli, Caltagirone, Vittoria, Modica, ecc.

Si tratta di un’iniziativa di grande importanza, che sottolinea l’impegno e l’attenzione con cui tanti cittadini ed organizzazioni stanno seguendo la questione delle trivellazioni gas-petrolifere nel Canale di Sicilia e nella terra ferma della Sicilia, dopo il boom di autorizzazioni concesse nei mesi scorsi dal Ministero per le Attività Produttive (off-shore) e dall’Assessorato all’Industria della  Regione Siciliana ( on-shore) .

Nonostante la formale opposizione di vari esponenti politici del territorio si ritiene infatti che occorra una costante opera di vigilanza da parte dei “Comitati No Triv” , in modo da  contrastare la politica del Ministero per l’Ambiente e dello Sviluppo Economico e dell'Industria così come dell'Assessorato all'Industria della Regione Siciliana, che continuano ad elargire Permessi di Ricerca e Concessioni a tante nuove Compagnie Petrolifere, incuranti della vocazione della Regione Sicilia nei nuovi scenari internazionali quale polo di attrazione turistico-culturale e terra di produzioni agro-alimentari d'eccellenza. La situazione è allarmante poichè  al di là delle dichiarazioni rassicuranti del Ministro Prestigiacomo o dei Politici Regionali e di alcuni esponenti della maggioranza di governo, nelle settimane trascorse la senatrice siciliana Simona Vicari, componente della commissione industria di Palazzo Madama, affiancata dal presidente di Commissione Cesare Cursi, dal capogruppo Maurizio Gasparri e dal vice Gaetano Quagliariello, ha presentato un disegno di legge che intende riformare la legislazione in materia di ricerca e produzione di idrocarburi, introducendo – tra le altre cose – procedure meno complesse per il rilascio delle autorizzazioni.

Una proposta che, come sottolinea il giornalista Federico Rentina sul Sole 24 Ore,  appare difficilmente conciliabile con la nuova norma del Codice ambientale, “che prevede una drastica stretta ai nuovi permessi per le esplorazioni e addirittura un divieto perfino alle indagini prospettiche entro 5 miglia dalla costa”.

 Alla luce delle suddette considerazioni e della gravità della situazione della Sicilia che continua ad attirare Petrolieri da ogni dove, anche per la sua legge regionale del 2003 molto favorevole a loro,  è nata l'esigenza di costituire la Rete dei Comitati NOTRIV Siciliani, che  intende avviare una propria campagna per la salvaguardia del Canale di Sicilia e del Territorio Siciliano tutto e si dichiara pronta a preparare nuove iniziative per le prossime settimane in diversi centri del territorio siciliano.

 
COMITATI NOTRIV 

(WWW.NOTRIV.IT)


Neppure il più grave disastro ambientale della Storia, nel Golfo del Messico, scalfisce i nostri governanti. La Prestigiacomo che di mestiere fa la ministra dell'Ambiente (anche se non ci crede nessuno) ha posto il vincolo di trivellazione a 5 miglia dalle coste. Qualunque persona dotata di senso civico avrebbe fatto vietare OGNI trivellazione alla ricerca del petrolio nelle acque italiane. Non lei, non è il suo mestiere. Per sicurezza, nel caso una piattaforma dovesse esplodere, sono allo studio dei grandi cartelli boa raffiguranti la Prestigiacomo con la scritta: "Ogni macchia di petrolio deve arrestarsi a 5 km dalla costa". La marea galleggiante si fermerà e l'Italia sarà salva. La ministra però è fiduciosa sulle fuoriuscite di petrolio e la possibile scomparsa della vita nel Mediterraneo: "L'impegno del governo a difesa dei propri 'giacimenti naturali' è pieno. Lo sviluppo delle attività produttive è altresì sostenuto in un ambito di regole chiare che pongono in primo piano la tutela ambientale".
( Riflessione tratta dal Blog di Beppe Grillo)


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