"E' assolutamente indispensabile ritessere il filo della coesione nazionale". E' un Silvio Berlusconi conciliante quello che interviene alla Camera per illustrare i punti programmatici sui quali chiede la fiducia sul proprio governo, nel tentativo di ricompattare la maggioranza dopo la divisione coi finiani di Futuro e Libertà. "Dovremmo lasciarci alle spalle una guerra fredda che troppo spesso divide il Paese: l'Italia, unico Paese dell'occidente, sembra rimanere vittima di un passato che non passa. Spesso- afferma il premier- c'è stata un'opposizione preconcetta, che qualche forza politica ha spinto fino a un linguaggio intriso d'odio. In giro- aggiunge- vedo e sento odio e la storia ci ha insegnato che l'odio arma la mano delle persone". Un clima, sottolinea, accresciuto negli "ultimi mesi" e di cui "tutti dovremmo essere consapevoli".

"RIPARTIRE DALLO SPIRITO RIFORMATORE", E CITA VELTRONI... - Berlusconi cita Walter Veltroni e invita le minoranze a riprendere lo spirito riformatore che a inizio mandato fece parlare di una legislatura costituente. "L'allora leader del Pd Veltroni- spiega il Cavaliere ritornando al suo intervento alla Camera nel maggio 2008, dopo la vittoria elettorale- citò una riflessione di Piero Calamandrei, che condivido in tutte le sue parti e non solo in una parte. Il padre costituente diceva: 'Il regime parlamentare non e' quello dove la maggioranza ha sempre ragione, ma quello dove sempre hanno diritto di essere discusse le ragioni della minoranza che deve avere rispetto per la legittimità della maggioranza e del governo'. Da qui- sottolinea- si deve ripartire per dare un senso a questa legislatura che negli auspici di molti era considerata costituente".

FEDERALISMO, "NESSUNA DIVARICAZIONE NORD-SUD" - Il federalismo fiscale "votato non solo dalla maggioranza, non prevede la minima divaricazione tra Nord e Sud ma, anzi, sarà la cerniera unificante del Paese", assicura Berlusconi. "Attuare il federalismo significa crescere tutti insieme, valorizzando quanto di vi è di meglio in ogni realtà nazionale. Attuare il federalismo significa valorizzare le aree meno sviluppate e rafforzare lo Stato. Con il federalismo fiscale gli italiani dovranno poter usufruire di servizi pubblici di uguale qualità sull'intero territorio nazionale". Il federalismo fiscale "non comporterà maggiori costi per lo Stato e sarà attuato senza un maggiore aggravio della pressione fiscale complessiva. Dall'attuazione del federalismo nascerà una nuova Italia, un'Italia della responsabilità a fondamento di un nuovo patto nazionale".

FISCO, "QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA" - Le nuove iniziative imprenditoriali si vedranno ridotte l'Irap a zero. E' un'ipotesi importante di fiscalità di vantaggio". Ancora: per le famiglie, "l'obiettivo" per ridurre la pressione fiscale è "il quoziente familiare", da raggiungere entro la legislatura, afferma il premier. Il governo vuole, "entro la legislatura", "ridurre la pressione fiscale" e "disboscare la grande giungla" che caratterizza la normativa sul fisco. "Senza creare ulteriore deficit" ci sarà "una graduale riduzione delle tasse per famiglie, lavoro e ricerca", annuncia Berlusconi.

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: "LODO ALFANO POSSIBILE" - "Occorrerà intervenire sulla struttura del Consiglio superiore della magistratura, con una riforma costituzionale per dividere magistrati inquirenti e giudicanti, con il conseguente rafforzamento della separazione delle carriere". Il capo del governo affronta il capitolo giustizia: "L'uso politico della giustizia continua ad essere elemento di squilibrio tra ordini e poteri dello Stato ed è dovere della politica ristabilire il primato che le viene dalla sovranità popolare. Spetta al legislatore fare le leggi, ai magistrati applicarle". Quanto al lodo Alfano, "è all'esame del Parlamento la legge a tutela della alte cariche dello Stato. La stessa Corte costituzione ha riconosciuto che costituisce un interesse apprezzabile" il sereno svolgimento della propria funzione. "Esso può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto". Inoltre, "occorrerà rafforzare, a maggior tutela dei cittadini, anche la normativa sulla responsabilità dei magistrati che sbagliano".

SUD - "Il Sud ha bisogno di regole, di rispetto delle regole e di infrastrutture. Il piano per il Sud dovrà rispondere a queste fondamentali esigenze". "Entro dicembre", prosegue il premier, ci sarà "il progetto esecutivo del ponte sullo Stretto che i governi della sinistra avevano liquidato in 5 minuti di seduta".

"MAFIA, MAI COSI' COLPITA" - "Mai nella storia della Repubblica sono stati inferti così tanti colpi a mafia e criminalità organizzata". L'Italia si è dotata "della normativa antimafia più efficace al mondo", sostiene Berlusconi. Il presidente del Consiglio riconosce poi l'importante ruolo delle forze dell'ordine che hanno lavorato "in perfetta sinergia con l'esecutivo, dando prova che esiste una grande squadra che si chiama stato".

CONTI PUBBLICI - "Dobbiamo essere chiari con i nostri cittadini: non esiste scelta tra rigore e crescita, una tiene l'altra e viceversa", afferma il premier.

"NO AL VOTO, NON POSSIAMO RISCHIARE L'INSTABILITA'" - "Credo che in questo momento non sia nell'interesse del Paese rischiare un periodo di instabilità", sostiene il premier, che allontana così l'idea di elezioni anticipate. "Riteniamo- aggiunge- di fare ogni sforzo affinchè ciò non accada e di moltiplicare l'impegno comune per portare a termine la legislatura". "Questo governo ha operato bene, e non ci sono le condizioni per un'alternativa adesso". Lo dice Silvio Berlusconi parlando alla Camera.

AI FINIANI: "NATI PER UNIRE E NON DIVIDERE" - "E' indubbio che negli scorsi mesi la dialettica interna alla maggioranza molte volte ha superato i limiti fisiologici del confronto delle idee". E' l'ammissione di Silvio Berlusconi, che prosegue: "Chi si è candidato con il Pdl si è impegnato quindi davanti agli italiani a perseguire l'unità e non le divisioni" del partito. "Chi ha dato vita al Pdl lo ha fatto per unire e non dividere".

L'APPELLO AI MODERATI E AI RIFORMATORI: "VALUTINO IL NOSTRO PROGRAMMA, DOBBIAMO GOVERNARE" - "Voglio rivolgermi a tutti gli schieramenti, spero che le mie parole siano ascoltate da tutti. Voglio fare un appello a tutti i moderati e i riformatori, che condividono i visione della libertà della famiglia, dell'economia. E voglio fare un invito alle forze più responsabili dell'opposizione, affinché valutino il nostro programma riformatore senza pregiudizi". Così Silvio Berlusconi, finendo il suo discorso alla Camera. Poi, aggiunge: "Abbiamo il dovere di continuare a governare, nell'interesse del Paese", mettendo in "primo piano il bene comune e l'interesse nazionale". Innanzitutto bisogna superare questo "passaggio delicato della vita politica italiana, le cui sorti sono affidate al senso di responsabilità di tutti e di ciascuno". Da parte sua, assicura, il governo "continuerà a impegnarsi con passione e entusiasmo per un'Italia più libera e prospera".

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it

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