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ROMA / 01-10-2010

GOVERNO SILVIO BERLUSCONI, FIDUCIA AL SENATO / Premier Silvio Berlusconi su Gianfranco Fini:

Sono 174 i sì e 129 i no: approvate le tre risoluzioni identiche di Pdl, Lega, Fli-Mpa. Il premier: "Governare, anche se a volte sono tentato di lasciare"


"La maggioranza è più forte. La Camera ieri ha approvato il voto di fiducia con una maggioranza più ampia e articolata di quella del 2008. Questo conta e non confusi calcoli elettorali". Il presidente Silvio Berlusconi apre la relazione al Senato sul programma di governo e prova a spazzare via le previsioni che danno per scontato il ritorno alle urne in primavera, dopo che ieri il voto sulla fiducia alla Camera ha dimostrato come siano indispensabili per Pdl e Lega i voti dei finiani di Futuro e libertà.

BOSSI: "NON SI VA A VOTARE, MA NON POSSIAMO PIU' SBAGLIARE" - Un no ad alezioni anticipate cui contribuisce anche Umberto Bossi. Si va ad elezioni? "No", risponde infatti il leader della Lega scuotendo la testa in segno di diniego entrando a Palazzo Madama per l'intervento del Cavaliere. Quanto al ministro dell'Interno che ha profetizzato il ritorno alle urne a marzo, il Senatur afferma: "Maroni è saggio", ma "ormai è passata la fiducia e non si vota adesso", perchè "tutti hanno paura del voto". I finiani sono indispensabili? "A fare i numeri- risponde- mi pare di sì". E a chi gli chiede se abbia sentito Berlusconi, Bossi dice di sì ma si limita a scherzare: "Gli ho detto che andiamo al mare". In ogni caso, "ora non si può piu' sbagliare, oppure si va al voto", sottolinea Bossi: "Lo hanno capito anche i finiani. Io- dice- penso positivo".

BERLUSCONI: "MAGGIORANZA PIU' SOLIDA, GOVERNIAMO" - Al Senato, dove i numeri di Pdl e Lega garantiscono senza problemi la maggioranza all'esecutivo, il premier consegna alla presidenza il discorso tenuto ieri alla Camera, sul quale, dice, "chiedo il voto di fiducia", ma premette un passaggio a braccio in cui dice appunto che "da ieri la maggioranza è più forte. E' questo il dato politico emerso ieri". Quindi sintetizza ai senatori i cinque punti del programma di governo per "completare la legislatura", sottolinea il premier.

"A VOLTE SONO TENTATO DI LASCIARE" - Spazio anche al rammarico, e a una confessione: "Ritengo che si abbia il dovere di continuare a governare anche se non è facile e semplice, e tante volte verrebbe voglia di dire lasciamo ad altri questo sacrificio".

"Confido- insiste il capo del governo- che ancora una volta il libero Parlamento possa riconoscere la serietà e l'impegno con cui abbiamo condotto il Paese in questo periodo segnato dalla peggiore crisi economica dal dopoguerra". C'è "la necessità di fare dei prossimi tre anni la stagione costituente, la stagione delle riforme, la stagione che gli italiani si attendono da chi è chiamato a guidare il Paese e cioè dal governo e dal Parlamento nei rispettivi e importantissimi ruoli".

IL PREMIER SICURO: "ANCHE I FINIANI SARANNO LEALI" - "Ieri c'è stata la fiducia più alta, il risultato più grande della storia di questi due anni. Ne siamo soddisfatti perchè questa votazione chiude una stagione di polemiche interne alla maggioranza che non hanno fatto bene a nessuno". Lo dice Silvio Berlusconi, parlando al Senato in sede di replica nel dibattito sulla fiducia al governo. "Tutti i parlamentari eletti nella maggioranza confermano con il voto di ieri la loro fedeltà al governo", aggiunge il premier. Una sicurezza che il premier estende anche ai finiani di Futuro e libertà: "Sono convinto che tutti svolgeranno con lo spirito costruttivo e leale di sempre il loro mandato", afferma, "anche chi ha fatto una scelta dolorosa di separazione dal Pdl o la sta facendo".

SI' ALLA FIDUCIA ANCHE AL SENATO - Il governo Berlusconi incassa al Senato la sua 38^ fiducia con 174 sì, 129 no, approvando le 3 risoluzioni identiche presentate da Pdl, Lega e Fli-Mpa. I presenti erano 305, i votanti 303, maggioranza fissata a quota 152. Oltre a Pdl, Lega, Fli ed Mpa anche il senatore del gruppo misto Riccardo Villari e quello dell'Union Valdotaine Antonio Fosson hanno detto sì. Il sì di Palazzo Madama segue quello della Camera, arrivato ieri.


Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it


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