Al via le Feste della Castagna della Tuscia
-  Presentate dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Viterbo. Un appuntamento immancabile nel mese di autunno, giunto alla settima edizione, e che quest’anno vede coinvolti fino al 6 novembre i Comuni di Canepina (11-31 ottobre), Caprarola (30 ottobre-6 novembre), Carbognano (23- 31 ottobre), Latera (23-31 ottobre), San Martino al Cimino-Viterbo (24-31 ottobre), Soriano nel Cimino (30 settembre-17 ottobre) e Vallerano (9 ottobre–1° novembre).

In programma oltre 150 appuntamenti tra stand enogastronomici, eventi folcloristici, musica e spettacoli, visite guidate ai palazzi storici, cene nelle taverne e caldarroste in piazza per tutti. Un’opportunità per trascorrere il fine settimana degustando i prodotti tipici, fare escursioni nei castagneti e riscoprire antiche tradizioni.

“Insieme all’assessore provinciale all’Agricoltura Franco Simeone − ha dichiarato Ferindo  Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo − abbiamo valutato con attenzione se fare o meno una presentazione ufficiale delle Feste della Castagna, in considerazione della pessima stagione produttiva a causa delle avverse condizioni climatiche e della diffusione del cinipide. Ma sia dai Comuni sia dai produttori ci è giunto l’invito proprio in una fase negativa a mantenere elevata la promozione del prodotto. In tal senso le castagne, così come il vino e l’olio, consentono una saldatura perfetta tra territorio, tradizioni e prodotto, ravvivando l’economia in un periodo di bassa stagione. Grazie a queste iniziative, organizzate da Enti locali e Pro loco, e all’attività di comunicazione predisposta per l’occasione dall’Ente camerale e dalla Provincia le piazze si riempiono, gli esercizi commerciali fanno affari, le strutture ricettive ospitano turisti, crescono le vendite dei prodotti tipici: insomma la Tuscia diventa una vetrina naturale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Viterbo Franco Simeone: “Abbiamo deciso di riconfermare questa tradizione anche per lanciare un segnale d’attenzione e di fiducia nei confronti degli agricoltori. Abbiamo di fronte a noi un bivio: dobbiamo scegliere se condannare la nostra provincia a diventare un dormitorio di Roma o se, al contrario, vogliamo rilanciare l’economia valorizzando la ‘ricchezza ambiente’ che il territorio ci offre, sostenendo in primo luogo le produzioni tipiche. Questo può avvenire solo se siamo capaci di fare squadra e lavorare tutti insieme in un’unica direzione che è quella di sostenere il comparto agricolo prendendo coscienza che si tratta del settore trainante dell’economia viterbese. Con la Camera di Commercio l’unità d’intenti c’è, è chiara ed evidente, e lo dimostrano le tante iniziative che stiamo organizzando in stretta collaborazione. Un appello va rivolto soprattutto in direzione della Regione affinché investa di più nel sostegno alla nostra agricoltura, un’agricoltura di qualità che produce ricchezza, occupazione e, come in questo caso, promuove turismo”.

Proprio sul tema del turismo si è inserito il segretario generale della Camera di Commercio Franco Rosati, proveniente dall’inaugurazione del Visituscia a Civita Castellana: “Ho colto grande entusiasmo e dinamismo tra i nostri operatori turistici, determinati a promuovere il prodotto ‘Tuscia’ puntando proprio sul turismo enogastronomico, come testimonia l’adesione ai progetti dell’Ente camerale ‘Welcome in Tuscia e ‘Ospitalità Italiana-Marchio Tuscia Viterbese’, che complessivamente coinvolgono oltre 300 imprese del territorio”.

Le Feste della Castagna della Tuscia sono promosse con il contributo e patrocinio della Camera di Commercio di Viterbo e della Provincia di Viterbo e il patrocinio di ATLazio, ARSIAL, Comunità Montana Alta Tuscia Laziale, Comunità Montana dei Cimini e Associazione Nazionale Città del Castagno.

Per saperne di più sulle Feste della Castagna della Tuscia e consultare il programma: www.tusciaviterbese.it




La castagna nella Tuscia
Con il 30% della produzione regionale e l'8% di quella nazionale le castagne nella Tuscia occupano da sempre un ruolo di primo piano, ancor più avvalorato dal riconoscimento comunitario per la Castagna di Vallerano DOP. Nella provincia sono diffuse diverse qualità iscritte nell'elenco nazionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali: il Marrone dei Monti Cimini e il Marrone di Latera. Appartenente alla qualità del "Marrone Fiorentino", il Marrone dei Monti Cimini ha trovato in questa zona il suo habitat più idoneo, per cui è considerato dagli esperti uno dei migliori d'Italia. Questo territorio comprende i comuni di Ronciglione, Caprarola, Soriano nel Cimino, Canepina, Vallerano e Viterbo. La polpa dolce è di ottima qualità e presenta una buona resistenza ai processi industriali. La maturazione dei frutti avviene intorno alla seconda decade di settembre per un periodo di circa 20 giorni. Il Marrone di Latera, prodotto nell'alta Tuscia, presenta un colore tendente al rossiccio. Il sapore è dolciastro, più o meno intenso. La raccolta delle castagne avviene manualmente per tutto il mese di ottobre. Nella tradizione gastronomica locale le castagne vengono utilizzate fresche, soprattutto arrostite o lessate in padella con l'odore di del finocchio selvatico. Un particolare modo di conservarle consiste nella loro trasformazione in castagne secche (Mosciarelle), dalle quali si ottiene la farina per fare il "Castagnaccio".

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