Psicofarmaci troppo facili per bambini iperattivi, o presunti tali. Una pratica che punta a nascondere i rischi per i piccoli pazienti e che porta gli onorevoli dell'Udc Paola Binetti, Antonio De Poli e Nunzio Testa a depositare un'interrogazione parlamentare nella quale chiedono al ministro della Salute, Fazio, piu' controlli e l'eventuale chiusura di quei centri autorizzati al trattamento dell'Adhd (la sindrome da iperattivita' e deficit dell'attenzione) e che operano appunto senza il rispetto ferreo delle regole. I parlamentari hanno preso le mosse dalla vicenda - resa nota dalle registrazioni audio recentemente pubblicate da "Giu' le mani dai bambini", il piu' rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Italia - degli psicofarmaci somministrati ai bambini senza il consenso informato dei genitori, minimizzando gli effetti collaterali e promettendo "effetti eccezionali e a rischio zero". A convincerli le registrazioni delle interviste alla mamma di Napoli e alla psicologa di Milano che rispettivamente hanno contattato 'Giu' le mani dai bambini', denunciando palesi violazioni ai protocolli ministeriali di tutela dei piccoli pazienti.

"E' assolutamente vietato- afferma Binetti- l'utilizzo di queste discusse molecole psicoattive senza il consenso informato dei genitori, ai quali occorre comunicare obbligatoriamente e con la massima chiarezza tutti gli effetti collaterali potenziali.

Ciononostante, risulta che non sempre i protocolli descritti vengono applicati con il necessario rigore: in alcuni centri la prassi abituale rivela infatti la massima trascuratezza, come risulta da recenti registrazioni audio di interviste spontaneamente rilasciate dalle famiglie interessate e pubblicate on-line. Desideriamo quindi sapere quali iniziative urgenti ed immediate il ministro Fazio intende porre in essere per impedire il ripetersi di questi gravi illeciti perpetrati ai danni della salute dei bambini in cura, e se non ritenga necessario promuovere con sollecitudine iniziative per rafforzare i controlli e per sospendere le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione di queste molecole".

A seguito della denuncia di 'Giu' le mani dai bambini', l'Istituto superiore di sanita' ha sollecitamente avviato una procedura di verifica, i cui risultati non sono ancora stati resi noti. Sul punto interviene anche Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di Giu' le mani dai bambini: "Ci sono ancora verifiche in corso, ma le registrazioni parlano da sole. Per il caso campano, alle prime indagini risulterebbero dei fogli firmati dalla mamma di Napoli. Peccato che il consenso debba essere -per legge- 'informato': le autorita' sanitarie ritengono di aver svolto il proprio servizio di tutela facendo firmare alla famiglia un modulo in bianco in mezzo a molti altri, senza spiegare nulla, senza evidenziare i potenziali effetti collaterali, senza sottoporre alla famiglia i possibili percorsi terapeutici alternativi? Se l'idea di informazione e sensibilizzazione che hanno le strutture sul territorio e' quella di un mero adempimento burocratico, non ci siamo: qui e' un gioco la salute dei bambini".

Inoltre, prosegue Poma, "questo caso sta portando alla luce altre anomalie, centri che a detta di operatori sociali sul territorio paiono non in grado di garantire proposte alternative allo psicofarmaco per la cura dell'iperattivita', con il risultato che la scelta delle famiglie non e' affatto consapevole, ma obbligata: alle famiglie a volte viene detto 'noi possiamo garantire solo il farmaco'. Questo e' inaccettabile, il ministro deve avviare un'indagine: i cittadini devono sapere dove le terapie non farmacologiche - garantite dalla legge - sono erogate, e quali Centri invece applicano le norme del Ministero solo sulla carta. Per far questo, e' necessario anche conteggiare le ore di terapia non farmacologica erogate: l'Iss- chiude il portavoce di Giu' le mani dai bambini- deve includere questi dati nel proprio monitoraggio, e i dati devono essere resi pubblici".

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it

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