Scosse di terremoto: Italia a elevato rischio terremoti -
Oltre 100.000 chilometri quadrati del territorio italiano sono a rischio sismico, e "ad elevato rischio sismico sono circa il 50% dell'intero territorio nazional ed il 38% dei Comuni". Circa 29.500, invece, sono i chilometri quadrati del paese a rischio idrogeologico. 5,8 milioni le persone abitano in un territorio a rischio idrogeologico, a fronte di 1,3 milioni di edifici. 25 milioni sono, invece, gli italiani che vivono in zone a rischio sismico, (circa 3 nelle aree ad alto rischio e 22 a rischio medio) a fronte di 6,3 milioni di edifici. E' un rapporto decisamente preoccupante quello contenuto in 'Terra e sviluppo, decalogo della Terra 2010- Rapporto sullo stato del territorio italiano', una ricerca effettuata dal neonato centro studi del Consiglio nazionale dei geologi italiani, in collaborazione con il Cresme.

Il rapporto, presentato in Campidoglio a Roma, secondo il presidente del Consiglio dei geologi, Pietro Antonio de Paola, fotografa "un'Italia dal territorio fragile". Le aree "ad elevata criticita' idrogeologica- ha spiegato De Paola- rappresentano il 10% della superficie italiana e riguardano l'89% dei comuni. Quelle ad elevato rischio sismico sono circa il 50% dell'intero territorio nazionale ed il 38% dei Comuni. E' chiaro che con queste cifre la tutela della popolazione residente in queste aree, il risanamento idrogeologico e la messa in sicurezza del patrimonio da eventi disastrosi diventano prioritari per il Paese. Per questo e' necessario che cresca la consapevolezza degli amministratori locali e della politica".

Scorrendo la "classifica" delle regioni a piu' alto rischio idrogeologico spicca, sopra ogni altra, l'Emilia Romagna, con 4.316 chilometri quadrati di superficie esposta. Segue il Piemonte (con 3.097 chilometri quadrati), la Campania (2.598), la Toscana (2.542), la Lombardia (2.114) ed il Trentino-Alto Adige (1.653). Il Lazio ha 1.309 chilometri quadrati a rischio, mentre la Liguria e' la regione meno a rischio con "soli" 470 chilometri. In queste aree sono esattamente 1,26 milioni gli edifici a rischio, di cui circa 6000 scuole e 531 ospedali. Ben il 19% della popolazione residente nella aree critiche vive in Campania.

Differente, ma ugualmente allarmante, la mappa del rischio sismico elevato. I comuni italiani interessati sono 725 contro i 2.344 che sono stati inseriti nella lista di quelli a rischio medio. Nel primo gruppo risiedono 3 milioni di abitanti e sono presenti 6,3 milioni di edifici per 12,5 milioni di abitazioni. La regione italiana con la maggior superficie esposta al rischio elevato e' la Sicilia con 22.874 chilometri quadrati. Nell'isola sono a rischio quasi 1,5 milioni di edifici, tra cui 4.856 scuole e 390 edifici ospedalieri. Seguono la Calabria (15.081 chilometri, 719.481 edifici, 3.130 scuole e 189 ospedalieri), la Toscana (14.408 chilometri, 563.501 edifici, 2.864 scuole e 248 ospedalieri), la Campania (12.319 chilometri, ben 865.778 edifici di cui 4.608 scuole e 259 ospedalieri) ed il Lazio (10.344 chilometri, 517.508 edifici, di cui 2571 scuole e 249 ospedalieri).

L'Emilia Romana ha 7.203 chilometri esposti e 329.591 edifici coinvolti, di cui 1650 scuole e 196 edifici ospedalieri. Le regioni dove si sono verificati i due piu' recenti e drammatici terremoti, l'Abruzzo e l'Umbria hanno, rispettivamente, 9.032 e 6.814 chilometri quadrati esposti al rischio, una superficie in termini assoluti piu' bassa di tante altre regioni ma proporzionalmente molto piu' alta. Completamente esenti da rischio elevato solo la Valle d'Aosta, la Sardegna ed il Trentino-Alto Adige.

L'ultima parte del rapporto e' infine dedicata ai costi. Secondo Cng e Cresme e' stato di oltre 213 i miliardi di euro il costo per il dissesto idrogeologico e dei terremoti in Italia dal dopoguerra ad oggi. Poco piu' di 27 i miliardi investiti dal 1996 al 2008.

Agenzia Dire ( www.dire.it )

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