Il filo conduttore che la
Commissione ha scelto per le proprie iniziative è la violenza sulle
donne, con un quadro di progetti e provvedimenti tesi a denunciarla e
a combatterla.
Quando si parla di
violenza sulle donne è l’accezione più ampia del termine
‘violenza’ che bisogna tenere presente.
L’esclusione delle
donne dalla politica e dalle aree decisionali potrebbe sembrare non
riconducibile al concetto di violenza, se intendiamo la violenza
soltanto come azione aggressiva di tipo fisico o psicologico. Ma la
violenza che le donne subiscono e pagano in termini di qualità della
vita e di depauperamento del loro potenziale vitale deriva anche, e
soprattutto, dalla loro esclusione dal lavoro, dalla decisione, dalla
rappresentanza e in generale dalla possibilità di occupare posizioni
sociali autenticamente paritarie e non discriminate. E’ da questa
violenza estesa che possiamo più correttamente interpretare le
aggressioni entro le relazioni affettive e parentali, nonché le
violenze psicologiche, che vede ancora le donne, assurdamente,
oggetto di derisione, delegittimazione, umiliazione, offesa, sul
lavoro o nelle relazioni private o pubbliche.
E’ nel corso di un
Consiglio comunale (tenuto il 9-1-2009) specificamente dedicato alla
sicurezza delle donne, che la Commissione delle Elette ha chiesto e
ottenuto che si votasse uno specifico provvedimento che vincola il
Comune di Roma a costituirsi parte civile in tutti i procedimenti
giudiziari connessi a violenze sulle donne.
Nel corso dello stesso
Consiglio si è votata la riattivazione del servizio “H. 24 Donne”
per le donne vittime di violenza che si rivolgono al pronto soccorso;
il rafforzamento dei Centri comunali di accoglienza per le donne
vittime di violenza; il rifinanziamento di tutte le attività
comunali relative al contatto e al recupero delle donne sfruttate e
schiavizzate dal mercato del sesso e a seguire tutta una serie di
provvedimenti per la sicurezza delle donne in aree degradate e
potenzialmente pericolose per le donne durante gli spostamenti in
città.
Ritengo di particolare
pregnanza il successo della Commissione nell’aver promosso e
ottenuto una delibera specifica contro la pubblicità lesiva della
dignità della donna. Si tratta di una delibera che obbliga il Comune
di Roma a recepire e rendere operativa la risoluzione n. 2038 del 3
settembre 2008 del Parlamento europeo relativa all’impatto del
marketing e della pubblicità sulla parità tra uomini e donne. Si
tratta di una direttiva che in Italia, forse più che altrove in
Europa, ha urgente bisogno di essere applicata e sostenuta. La
delibera prevede la stesura di un regolamento interno di affissione e
pubblicità per inibire gli spazi di proprietà comunali a tutte
quelle immagini che ledono la dignità delle donne attraverso la
rappresentazione femminile secondo stereotipi, mercificazione del
corpo, modelli sessisti.
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