ROMA, terremoto Abruzzo e ricostruzione, ultime notizie -
Dal terribile trauma alla rinascita, grazie al coraggio di 398 tenaci e coraggiose maestre: 3.500 fra bambini e adolescenti de L'Aquila hanno superato la paura e il dolore generati dal terremoto del 6 aprile 2009 così, facendosi guidare dalla mano forte e rassicurante delle loro insegnanti. Le storie di questa guarigione collettiva, guidata da un team di esperti dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (Ido), che per primo in Italia ha capito che la scuola avrebbe potuto avere un ruolo sociale determinante nell'aiutare i più giovani a oltrepassare la barriera dello smarrimento e del terrore, sono diventate un libro-racconto dal titolo "Le 398 meravigliose maestre dell'Aquila" (Edizioni Magi).

 I curatori, Federico Bianchi di Castelbianco (direttore dell'IdO) e Magda Di Renzo (psicologa del Cipa-Centro italiano di psicologia analitica e dell'IdO stesso), hanno presentato il volume oggi a Montecitorio, nella sala stampa della Camera, alla presenza di esponenti politici di tutti gli schieramenti. C'erano il senatore Pd Franco Marini, ex presidente del Senato, la presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, del Pdl, l'Udc Paola Binetti e il vice presidente vicario dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello. L'incontro è stato moderato da Marida Lombardo Pijola, giornalista de "Il Messaggero".

"Progetto sperimentale per contrastare gli effetti del trauma tramite la scuola": recita così il sottotitolo del libro, che però racconta ben più di un semplice 'esperimento'. Nelle quasi 300 pagine ci sono prima di tutto le vite palpitanti e desiderose di tornare alla normalità delle quasi 400 maestre che si sono fatte aiutare dagli esperti dell'IdO per avere la forza necessaria a elaborare il loro lutto e dedicarsi anima e corpo ad aiutare i loro ragazzi. E poi ci sono le storie dei 2.000 bambini e dei 1.500 adolescenti che, in aule di fortuna, capannoni, tende e palestre hanno ripreso a giocare e a sperare grazie ai loro insegnanti.

Il progetto rientra nel programma 'L'Aquila torna a volare', voluto dal ministero dell'Istruzione (Direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione) ed è stato appunto realizzato dall'Istituto di Ortofonologia di Roma. L'iniziativa, durata un anno, è la prima nel suo genere ed è stata portata avanti nelle scuole primarie e secondarie della città colpita dal sisma. Il libro racconta a chi non ha vissuto in prima persona l'Aquila del dopo terremoto una verità importante, che non emerge dalle cronache: "Sono state le donne- spiegaa Bianchi di Castelbianco- a consentire alla città di sopravvivere e questo libro lo dimostra, lo dimostrano queste maestre". Emblematica la storia di quell'insegnante che per tre giorni si è interrogata su come raccontare ai suoi bambini la famosa storia dei tre porcellini. "Come faccio- si chiedeva- a raccontare loro che la casa di mattoni reggerà?". Poi, in sogno, la soluzione: la maestra racconterà che esiste una quarta casa nella favola, una casa "anti-sismica". I disegni dei bambini contenuti nel libro raccontano la guarigione con i simboli. All'inizio ci sono mostri e vulcani pronti ad esplodere, poi appaiono ragazzini vincenti e frasi che raccontanto di un terremoto sconfitto.

"Speriamo che situazioni del genere non si ripetano mai più - commenta Valentina Aprea -, ma ora sappiamo che esiste un modello per uscire dal trauma. Il libro unisce al rigore scientifico di un testo di psicoterapia, il pathos di un diario delle esperienze quotidiane dei sopravvissuti. Tutto ruota intorno alla scuola. I bambini impreziosiscono questi racconti con le loro riflessioni ingenue, ma profonde. Gli adulti, e in particolare le donne insegnanti e madri rappresentano l'unico elemento di continuità in una realtà nella quale i bambini hanno perso tutti i loro punti di riferimento".

Nel libro, aggiunge Franco Marini, "emerge tutto il carattere abruzzese, la scuola ha fatto un lavoro incredibile per aiutare ragazzi sconvolti, un lavoro che resta nella memoria, con le donne che hanno avuto un ruolo fondamentale. Il lavoro svolto dall'equipe dell'Istituto di Ortofonologia è senza dubbio prezioso".

A L'Aquila, dopo il sisma, "educare significa anche consentire ai ragazzi di reimparare a vivere la normalità", sottolinea Gaetano Quagliariello. "La sfida delle maestre de L'Aquila e degli psicologi coinvolti in questo progetto- prosegue- è fare in modo che il trauma del terremoto e la conseguente perdita di punti di riferimento non comprometta nei più giovani il processo di formazione in corso. Da qui il progetto: aiutare le maestre affinché possano aiutare i bambini e i ragazzi e farsi carico del peso del loro disagio".

Chiuso Paola Binetti, che senza esistazioni sottolinea come "questo libro sia la testimonianza di un miracolo, questi bambini sono nati due volte, la prima all'amore dei loro genitori, la seconda all'amore dei loro insegnanti. Davanti ad una città distrutta vien fatto però di pensare che le macerie del cuore non sono più facili da rimuovere di quelle materiali... Eppure questa delicata operazione di ricostruzione interiore è stata fatta da un gruppo di maestre che hanno messo in gioco tutta la loro passione educativa per prendersi cura dei loro allievi. Ed è da qui che riparte la nostra speranza per l'Aquila, da questo giovani che non hanno avuto paura di ricordare, di rielaborare e di ricominciare a studiare, a fare amicizia, a sognare".

Per gli autori l'esperienza aquilana è stata "un grande privilegio, questa esperienza- spiegano Di Renzo e Bianchi di Castelbianco- ha rappresentato un laboratorio di vita anche per chi ha lavorato con questi insegnanti. La ricostruzione della società aquilana parte dalla scuola perchè è l'unico spazio in cui è possibile reimparare a vivere la normalità. Le insegnanti sono l'unico punto di riferimento in una realtà che ha perso le coordinate e, in quanto donne, sono naturalmente capaci di occuparsi del mondo affettivo". E le insegnanti dell'Aquila ce l'hanno fatta.

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it

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