ACQUAPENDENTE - Ultime notizie sanità Tuscia -
Nella ridefinizione del Presidio Ospedaliere di Acquapendente va tenuto conto della peculiarità della posizione geografica dello stesso che è situato all'estremo confine nord della provincia di Viterbo e della stessa Regione Lazio, costituendo oltre che storico presidio di zona per i comuni dell'Alto Lazio di fatto un nodo di attrazione e punto di riferimento per le comunità viciniori dell'Umbria oltre che della Toscana.

In questo senso il presidio ospedaliere deve necessariamente conservare ed anzi implementare alcune caratteristiche: deve mantenere una effettiva polifunzionalità onde consentire la soluzione di bisogni di salute specifici che, ancorché limitati sul piano della intensità assistenziale, non possono limitarsi ad un generico reparto di medicina, non consentendo questa scelta monospecialistica la risoluzione effettiva di una serie di situazioni a forte impatto sulla popolazione e risolvibili direttamente in loco con il conseguente ricorso ad una mobilità sanitaria forzata e non giustificabile.
Il presidio ospedaliere deve inoltre sviluppare ulteriormente sia livelli di integrazione ospedaliera rispetto al Polo Ospedaliero Centrale ed alle altre strutture ospedaliere extra provinciali che dovranno per specializzazione, tecnologia, e capacità di alta intensità assistenziale garantire un percorso per l’acuzie, sia al proprio interno livelli di integrazione per i percorsi diagnostico terapeutici relativi alla cronicità (pazienti cardiologici, diabetici, geriatrici, oncologici, pneumologici, con demenza, con necessità riabilitative, etc.).
È in questa logica che quanto previsto dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera deve necessariamente essere integrato con quei servizi che garantiscano effettivamente le necessità sopra evidenziate pena una risposta non coerente con i principi che il piano stesso afferma di voler perseguire.

In questo senso le macrofunzioni da assicurare sono le seguenti:
1.    Funzioni Core
2.    Modulo Emergenza di tipo C con medicina orientata alla gestione di definite condizioni di
acuzie e subacuzie
3.    Attività di day hospital e di day service a garanzia dei percorsi diagnostico terapeutici;
4.    Chirurgia programmata;
5.    Attività specialistiche ambulatoriali e strumentali aggiuntive;
6.    Attività di degenza infermieristica
7.    Integrazioni assistenziali tra reparti medici e MMG.

Preso atto di quanto sopra si dovrà provvedere a garantire:
1.   Funzioni Core
a.    Punto unico di accesso, integrato con i servizi sociali dell’Ente locale
b.    Specialistica ambulatoriale a supporto dei percorsi assistenziali per la cronicità
e.    Ambulatorio infermieristico di comunità
d.    Diagnostica di base (radiologia, laboratorio/punto prelievi)
e.    Continuità assistenziale
f.    Assistenza domiciliare integrata

2.   Modulo Emergenza di tipo C con medicina orientata alla gestione di definite condizioni di acuzie e subacuzie
a.    con collegamento chiaro alla rete di emergenza regionale
b.    con copertura assistenziale sulle 24 h fornita da medici ospedalieri e da personale infermieristico dedicato
e.    2 posti letto osservazione breve intensiva
d.    15/20 posti letto di medicina generale
e.    postazione 118
f.    elisuperficie
attraverso questa organizzazione, sulla base di protocolli concordati, andrà garantita una prima diagnostica ed il successivo trattamento in loco dei casi compatibili con la propria realtà assistenziale, o il trasporto (primario o secondario) del paziente presso l’ospedale di emergenza più idoneo per la specifica condizione clinica. Andrà prevista, ad integrazione dei servizi in loco l’attivazione del Teleconsulto Cardiologico e Radiologico.

3.    Attività di day hospital e di day service a garanzia dei percorsi diagnostico terapeutici Nell’ambito della logica sopra chiarita, al fine di una migliore risposta alle necessità dell’utenza, si rende inevitabile prevedere la presenza di 2 posti letto di day hospital multidisciplinare con la possibilità di mantenere alcune attività compatibili con il contesto assistenziale e con le finalità proprie del presidio, a garanzia di alcuni percorsi diagnostico terapeutici anche relativi a cronicità altrimenti non praticabili, con forte disagio per una popolazione spesso anziana e di certo fragile che si troverebbe costretta a percorsi verosimilmente non più regionali e certamente ad alta criticità.

4.    Chirurgia programmata

Sicurezza e garanzia per il paziente:
Gli interventi in regime di Day Surgery non vengono effettuati all’ospedale di Belcolle ma in quello di Ronciglione dove la lista di attesa  è di 9 mesi ed oltre.
I chirurghi che operano presso l’Ospedale di Acquapendente sono gli stessi che operano anche a Viterbo (Es. primario Otorino, primario ed dirigente traumatologia, chirurghi del rep. Chirurgia di Belcolle….), inoltre anche  chirurghi dell’Ospedale di Acquapendente effettuano turni di guardia in chirurgia d’Urgenza a Belcolle.
Pertanto la sicurezza e garanzia dell’intervento per il paziente sono certamente assicurate anche nel nostro ospedale.

TIPOLOGIA DI  INTERVENTI CHIRURGICI   

Presso l’Ospedale di Acquapendente nell’anno 2009 sono stati effettuati 1500 interventi chirurgici.
Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2010  sono stati eseguiti presso l’U.O.C. di chirurgia generale 437 interventi di Chirurgia Generale con un incremento percentuale di circa il 20% rispetto all’analogo periodo del 2009.
Nel 20% dei casi si è trattato di interventi con carattere d’urgenza eseguiti  in buona parte su utenti  delle regioni limitrofe che hanno ritenuto per comodità e per professionalità di rivolgersi alla nostra struttura.
La tipologia di interventi eseguiti ricalca la statistica nazionale con al primo posto gli interventi di Ernioplastica inguinale (103 casi) seguiti dagli interventi di Colecistectomia (60 casi), dagli interventi su Ano e Stoma (55 casi), dalla Safenectomia (35 casi) e dalla patologia neoplastica del colon retto (20 casi).
I controlli di qualità  eseguiti, a cura dell’azienda, hanno sempre rilevato  che i criteri di efficienza chirurgica  sono stati  ampiamente rispettati al pari delle strutture ospedaliere più grandi.
A conferma di ciò la verifica della provenienza dei pazienti ci ha dimostrato una mobilità in entrata presso i reparti chirurgici nel nostro ospedale pari al 55 %  delle prestazioni eseguite.
L’analisi dei report alla U.O.C. di Chirurgia eseguiti dall’azienda nel primo trimestre del 2010 ha evidenziato:
Indici di Attività
- Aumento del tasso di operabilità  dal 75%  al 81%
- Diminuzione della degenza  media  del  20 % (degenza media per ricoveri ordinari pari a 5.23gg)  a fronte di un aumento dell’attività chirurgia del 30% confortata da un tasso di Pre-oepedalizzazione pari all’82%.

Personale
- Diminuzione  delle teste medie equivalenti globali pari al 13% con un risparmio di spesa pari al 12%.

Costi
L’analisi di questi parametri deve essere fatta tenuto conto dell’incremento dell’attività chirurgica pari al 30%.
-    Diminuzione della spesa farmaceutica pari al 30%
-    Costi di presidi Chirurgici e materiali sanitari di reparto e di sala operatoria pari a quelli dell’analogo periodo del 2009.

Ricavi
- la valorizzazione dell’attività di ricovero ha avuto un incremento pari al 44%
- la valorizzazione dell’attività ambulatoriale ha avuto un incremento pari al 44%

Margine  operativo
-  la comparazione dei costi e dei ricavi nel primo trimestre  del 2009 mostrava un disavanzo pari  a 60.878,10
- la comparazione dei costi e dei ricavi nel primo trimestre del 2010 mostra una perfetta parità di bilancio.

Dalla relazione regionale risultano 479 Interventi Chirurgici (ordinari/DS) nell’anno 2009, a cui vanno aggiunti interventi di oculistica (Cataratta ) +  60 APA di Chirurgia per un totale di circa 1100 interventi.

Pertanto con la creazione di 6/8 posti letto di Week Surgery associati a 2 posti letto di day-surgery si garantirebbe la totalità delle prestazioni chirurgiche in essere a vantaggio di una popolazione  prevalentemente anziana che non dovrebbe quindi spostarsi a Viterbo o in altra sede fuori Regione.
L’esistenza di una Week surgery in Acquapendente  potrebbe inoltre dare  la possibilità di effettuare  interventi chirurgici di media complessità anche per pazienti in lista di attesa presso il P.O. Belcolle.
Un ultima considerazione, infine, merita la nostra localizzazione geografica posta al confine con altre Regioni. Eliminando in nostro presidio Ospedaliero o abbassando il livello delle nostre prestazioni chirurgiche perderemmo la possibilità dell’ultima barriera per evitare la mobilità passiva diretta verso altre aziende extra  regionali perdendo nello stesso tempo quella mobilità attiva che la regione Toscana e la regione Umbria ci stanno concedendo per la distanza dei loro Presidi Ospedalieri dalle località site a ridosso dei nostri confini.

Dal punto di vista pratico l’organizzazione di una Week/Day Surgery comporterebbe l’ottimizzazione del personale medico ed infermieristico senza che siano necessarie ulteriori risorse.

In conclusione  alla luce di questi dati è lecito affermare  che  la nostra attività non è certamente di  peso al bilancio sanitario regionale e che pur tenendo conto delle possibili obiezioni qualitative, peraltro non riscontrabili nel nostro caso, ci sembra  opportuno che venga prevista, nel riassetto del P.O. di Acquapendente, una attività chirurgica di Week/Day-Surgery che possa permettere  l’erogazione di tutte le prestazioni a tutt’oggi in essere mantenendo costi d’esercizio, come dimostrato, in pareggio di bilancio.

5.   Attività specialistiche ambulatoriali e strumentali aggiuntive
L’attività ambulatoriale è sempre più funzione strategica per il Presidio Ospedaliero di Acquapendente.
È obiettivo prioritario potenziare tale attività, al fine di contenere i tempi di attesa e dare un supporto ottimale al MMG e PLS, migliorando la qualità dell’assistenza domiciliare e riducendo i ricoveri ospedalieri.
L’attività ambulatoriale deve essere in grado di garantire ogni passaggio relativo ai percorsi di continuità per la cronicità e quindi deve essere presente con le specialistiche proprie dei percorsi (es. diabetologia, cardiologia, pneumologia, oncologia, etc) ma anche con le specialistiche che consentano il governo delle complicanze quanto meno delle più comuni (es. oculistica, fisiatria, neurologia, dermatologia, endocrinologia, reumatologia, ortopedia, attività di riabilitazione, etc.).
A questi andranno aggiunte le specialità di base necessarie alla popolazione e proprie delle attività
ambulatoriali distrettuali (es. pediatria, attività consultoriali, medicina dello sport, odontoiatria, urologia, medicina legale, etc.).
In questo senso, logico potrebbe essere ricondurre ad unicità la sede distrettuale e le attività in essa presenti collocandole all’interno dello stesso Presidio Ospedaliero, con una effettiva diminuzione della spesa, una maggiore integrazione dei servizi (si evitano duplicazioni), ed una semplificazione dei percorsi per i cittadini.

6.   Attività di degenza infermieristica
Dalla analisi epidemiologica della situazione e da considerazioni relative alla efficienza della struttura è logico prevedere, ad integrazione di quanto sopra, all’interno del presidio anche una degenza infermieristica secondo gli standard regionali.
Questa integrazione si rende utile proprio a supporto dei percorsi assistenziali relativi a patologie croniche che per alcune fasi necessitano, pur in un contesto di limitate necessità cliniche, di assistenza infermieristica ad alto impatto (p.e. “svezzamento”, post acuzie, introduzione di nuove terapie etc.).
Si ritiene pertanto utile una presenza di 15 posti letto a degenza infermieristica.

7.   Integrazioni assistenziali tra presidio ospedaliero e MMG
Andranno previste in questo ambito proprio per la peculiarità del presidio modalità operative di integrazione con i MMG.
Questo consentirà l’esplicitazione della massima potenzialità delle attività dell’ospedale, consentendo di evitare le “cadute” nel percorso di presa in carico del paziente con particolare riferimento a quello cronico.

A conclusione va ribadita, così come previsto dal piano, la necessità della unitarietà di direzione locale tra attività ospedaliere ed attività distrettuali a garanzia della massima efficienza del sistema, della integrazione forte tra struttura e comunità locali, tra sociale e sanitario, tra acuzie e assistenza alla cronicità.
Appare quindi in questa ottica non più rinviabile la trasformazione dell’attuale IPAB San Giuseppe e il suo accreditamento come RSA essendo stato adeguato sia l’immobile sia riqualificato il personale (la pratica per l’accreditamento è conclusa e aspetta risposta da oltre un anno).

Fondamentale è infine come mille volte sottolineato il completamento dei lavori della struttura ospedaliera ormai da oltre venti anni iniziati e sospesi, questo ha sicuramente contribuito in questi anni ad un depotenziamento di fatto dell’operatività dell’ospedale penalizzando fortemente operatori e pazienti.

Tempi e modalità di riconversione della struttura dovranno essere seguiti e monitorati da una apposita commissione tra enti locali e ASL coordinate dal Sindaco di Acquapendente.

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