TUSCIA, ACQUA PUBBLICA E ARSENICO / perchè i Sindaci non pubblicano le analisi e informano i cittadini? Ultime notizie Viterbo - La mancata deroga concessa all’Italia rispetto il livello massimo di
arsenico (che è bene ricordare è un cancerogeno di classe 1a) nelle acque potabili, ha fatto comprendere quanto le istituzioni italiane tengono conto della tutela della salute dei cittadini. Per ben nove anni non sono state prese iniziative idonee a purificare le acque, tanto è vero che si sarebbe voluta, altra, ulteriore deroga a distribuire per legge acqua a rischio cancerogeno, perché con livelli di arsenico superiori ai 10 μg/l (microgrammi).


La stessa Commissione Europea, interrogata dai Comitati per l’acqua potabile, ha precisato che la negazione della deroga comporta che il livello di arsenico massimo consentito nell’acqua è di 10 μg/l , salvo che nei Comuni indicati dalla Tabella 1, ai quali è stata concessa deroga fino a 20 μg/l. Nessun comune del viterbese è compreso in questa tabella. Pertanto indipendentemente dal recepimento della Direttiva della UE dal Governo, il Decreto Legislativo 31/2001 della Repubblica Italiana, prescrive che l’arsenico massimo consentito è di 10 μg/l.


Questo, a noi sembra dimostri, che sono fuori della legalità,  interpretazioni diverse, in base alle quali i Sindaci appoggiati dall’assessore all’ambiente regionale Marco Mattei, dall’assessore all’ambiente Paolo Equitani e Marcello Meroi presidente della Provincia, continuano a distribuire acqua con arsenico superiore ai 10 μg/l.
La emissione immediata di ordinanze di non potabilità, l’informazione corretta alla popolazione sulle fonti alternative e la distribuzione di acqua potabile con autobotti, avrebbero significato che le istituzioni rispettano i cittadini e tutelano la loro salute, ma così  non è avvenuto e non avviene.


Eppure, la salute dei cittadini non è una questione da sottovalutare. Sono pochi i Sindaci che pubblicano le analisi e informano correttamente sui rischi derivanti dall’ingerimento di acque avvelenate, come dovrebbero, in base alla legge.  Sono pochi i Sindaci che hanno dimostrato sensibilità al problema della salute dei cittadini, distribuendo acqua potabile con autobotti o dotando immediatamente gli acquedotti di dearsenificatori. A questi va il plauso del Comitato acqua potabile e dei cittadini. Tra questi il Sindaco di Vitorchiano che, al di fuori del coro dell’ipocrisia, ha prontamente emesso l’ordinanza di non potabilità, per l’acqua con livello di arsenico superiore ai 10 μg/l, distribuita dall’acquedotto del suo paese.


I Comuni di Ronciglione e Caprarola, poi si approvvigionano in larga parte dal Lago di Vico, che è interessato da una grave situazione d’inquinamento. Nei sedimenti del lago è presente arsenico in misura incredibile, che è bene augurarsi resti immobilizzato nel fondo. Il prof. Giuseppe Nascetti, prorettore dell’Università della Tuscia, ha recentemente informato che dalle analisi degli ultimi carotaggi dei sedimenti del lago è emersa una situazione veramente allarmante: in 1 kg di sedimenti sono presenti grammi  1,5 di arsenico. E questo in aggiunta all’eccessivo carico di nutrienti, alla mancanza di ossigeno oltre i 13-15 metri, alla proliferazione dell’alga rossa (Planktothriz Rubescens) che rilascia mico-tossine tumorigene.
Di fronte a tale situazione quali sono le iniziative volte alla soluzione del problema dell’inquinamento delle acque del Lago di Vico?


Per vincere la sordità delle amministrazioni locali di Ronciglione e Caprarola, che non intendono ancora ricercare forme di approvvigionamento diverse da quella del lago di Vico, quando come è noto la ASL afferma che questa acqua può essere utilizzata soltanto per usi igienici e non deve essere utilizzata come bevanda abituale e per la preparazione di alimenti, il comitato e altre associazioni hanno interessato il Prefetto di Viterbo, la Provincia, la Regione, Ministri, Deputati e Senatori della Repubblica, Parlamentari Europei e per ultimo (il 21 novembre 2010) anche il Presidente della Repubblica.
Anziché aprirsi alla partecipazione e alla trasparenza, le  amministrazioni hanno tentato di nascondere dolosamente, spesso ostacolando addirittura le richieste di chiarezza e i diritti irrinunciabili dei cittadini, sembrando sorde e poco attente alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute dei cittadini.

Quali proposte, infatti, hanno fatto se non quella di negare a lungo l’evidenza? Quali proposte sono state avanzate  per la definitiva soluzione del problema acqua potabile nelle abitazioni dei cittadini ?
Per far comprendere alle amministrazioni l’errore commesso, il comitato acqua potabile in collaborazione con altre associazioni ambientaliste e dei consumatori, ha proposto ai cittadini di richiedere (presso le sedi delle associazioni è ancora possibile compilare le domande), il rimborso del 50% del canone acqua, perché non potabile, pagato nel 2008, 2009 e 2010. Inoltre per il canone 2010, in precedenza al pagamento, di autoridurlo del 50 % .


Per tutta risposta alcuni cittadini stanno ricevendo in questi giorni, lettera raccomandata firmata dalla segretaria comunale di Ronciglione, che richiede il pagamento della differenza, affermando che verrà tolta l’erogazione dell’acqua agli utenti che non la pagheranno.
Vogliamo, in questa informare con piena consapevolezza e determinazione, che la minaccia di togliere l’erogazione dell’acqua a coloro che non hanno effettuato il pagamento per intero del canone, è una minaccia che viene fatta in contrasto con le leggi italiane e non potrà essere applicata. (vedi ultima sentenza 29.11.2010 Tribunale di Castrovillari).


Invitiamo quindi l’amministrazione comunale di Ronciglione ad evitare di porre in essere iniziative contrarie alle leggi dello Stato Italiano e soprattutto evitare di porre in essere iniziative che potrebbero essere interpretate come intimidazioni dei cittadini, colpevoli esclusivamente di pretendere il rispetto del loro diritto all’acqua potabile.


Il comitato acqua potabile, per affrontare nella giusta maniera la questione, ha indetto per sabato 11 dicembre 2010 alle ore 10,00 a Ronciglione, via Roma, Sala delle Conferenze della Banca di Credito Cooperativo, come da programma allegato,  l’ INCONTRO CON I CITTADINI sul tema  “ IL LAGO DI VICO – L’acqua potabile – Quali iniziative? ” al quale sono state invitate le istituzioni.

Raimondo Chiricozzi

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