BULLICAME, I BAGNANTI SUONANO LA SVEGLIA AL SINDACO. Ultime notizie Tuscia - Viterbo - E’ questa la sintesi
emersa agli occhi di molti che hanno assistito alla seduta consiliare
del 17 dicembre presso il comune di Viterbo. E’ stata una lunga e
snervante seduta fin troppo soverchiata dagli interventi dei due
esperti in materia di acque termali, il prof. Pagano e l’altro
prof. Piscopo dell’università della Tuscia. In questa circostanza
non c’era la presenza del prof. universitario Chiocchini come era
avvenuto questa estate presso l’Università della Tuscia in una
sala di s. Maria in Gradi. Ed in quella sede, sempre in tema di
acque termali, ci fu un vero scontro, alquanto acceso, tra gli
esperti Chiocchini ed il suo collega Piscopo nel sostenere “tesi
diametralmente opposte”.
Sorvoliamo su questa
seduta come pure sul convegno di qualche mese addietro avvenuto
presso il Pianeta Benessere e promosso dalla associazione
FederTerme. Da tutti questi incontri per chi vi abbia semplicemente
presenziato da spettatore ha potuto percepire come le finalità
vadano sempre nella stessa direzione ovvero quella di mantenere e
perpetuare una “posizione di predominio” in fatto di
“sfruttamento” delle acque termali del viterbese. Il termine
“sfruttamento” fu pronunciato inavvertitamente in quel convegno
da un manager di una impresa termale e che poi subito si corresse
dicendo che il termine appropriato da usarsi, era appunto non
“sfruttamento” ma quello di “utilizzazione” delle acque
calde. Ma molti ci risero sopra e capirono la vera portata di quel
lapsus freudiano cogliendone uno squarcio di verità!
Ma torniamo nuovamente
alla seduta consiliare ed a quello che dissero i due consiglieri
della minoranza Alvaro Ricci e l’avv. Mezzetti. L’intervento di
quest’ultimo ha suscitato molto clamore nei presenti con la sua
affermazione che le terme di Chianciano, assai note anche in Europa,
utilizzano una sorgente con una portata di appena 14 l. al secondo
mentre le sorgenti viterbesi hanno una potenzialità intorno ai 90 l.
al secondo.
Poi il prof. Pagano
asseriva come ai tempi di oggi vi sia una tendenza, per gli utenti
termali, divenuti più esigenti, a voler piscine più spaziose e di
conseguenza la richiesta di acqua calda si è fortemente
accresciuta. E’, questa affermazione, un punto cruciale, opinabile
in ogni caso, che comprometterebbe l’allargamento a nuovi complessi
termali in questa nostra area di Viterbo. Ogni complesso termale
dovrebbe avere secondo questa tesi un fiume o un lago tutto per sé.
Noi frequentatori delle pozze Carletti e del Bullicame ne dubitiamo
molto di questa sopravvenuta esigenza nel tempo. Tale tesi potrebbe
interpretarsi come una sorta di scappatoia per avvantaggiare una
situazione di duopolio esistente ed offrire nel contempo un ancora di
salvataggio a giustificazione di quel Pozzo in “nero” che è
sotto le mire dalla magistratura. E dai vènti che spirano e dalle
non casuali parole del sindaco Marini si può avere una chiave di
lettura che produce disillusione per tutti quelli che vedono con
altre prospettive le potenzialità di sfruttamento del bacino
acquifero. Infatti quel pensiero del sindaco in cui il medesimo si
magnificava della sua amministrazione che deve essere orgogliosa per
la presenza dei complessi termali esistenti in quanto danno
concretamente una notevole occupazione…a noi persone ordinarie ha
fatto molto pensare.
Chi sa mai se durante
quella seduta consiliare il signor Sindaco abbia, per un attimo
almeno, ripensato alla barbina figura fatta dalla città di Viterbo
allorché, qualche tempo addietro, gli operatori “Rai” vennero
per un servizio sul Bulicame e dovettero ripartire delusi di fronte
alla “Callara” completamente a secco!
L’acqua era
completamente sparita, ma non era un episodio casuale; per tutta
l’estate i bagnanti hanno molto spesso imprecato contro gli
“invisibili dei” che facevano trovare le vasche asciutte! Quando
si manca di rispetto nei confronti della gente con fatti del genere
si commette un imperdonabile affronto. Si compie una forma di vera
violenza!
Francamente ci saremmo
aspettati molto di diverso dalle parole di un sindaco che milita in
un partito che inneggia alla “ libertà”. La parola “Libertà”
è di un valore unico ed immenso e dovrebbe ispirare per davvero le
scelte di ogni amministrazione verso il bene comune e nell’interesse
unico e solo della cittadinanza. Libertà di fare scelte
amministrative in modo trasparente e cristallino si deve coniugare
con la libertà dei i cittadini di vedere il patrimonio pubblico non
soggetto a “vassallaggi” di sorta come sta accadendo nei fatti
per la risorsa delle acque termali. Dovere di un amministratore
avveduto ed aperto è quello di rimuovere ostacoli alla libera
iniziativa di intrapresa, pubblica o privata che fosse. La libertà
d’intrapresa va incoraggiata e non ostacolata da impedimenti di
sorta. Occorrono segnali decisamente forti e coerenti per
eliminare annose barriere se si vogliono sfruttare appieno le
ricchezze naturali delle acque calde nel rispetto dell’ambiente.
Favorire il monopolio o posizioni oligarchiche non crea prosperità.
La prosperità non va difesa a vantaggio di pochi ma va diffusa e
allargata nella società: porta molti altri posti aggiuntivi di
lavoro. Erigere dighe a difesa dello status quo e di interessi
precostituiti è un modo delittuoso in senso economico. Le barriere
che hanno fatto da “tappo allo sviluppo economico del viterbese ”
a detta dell’avvocato Mezzetti nel settore del termalismo vanno
rimosse una volta per tutte.
Le ex-Terme Inps vanno
recuperate appieno ed affidate ad un soggetto economico nuovo per
rompere definitivamente una situazione ingabbiata da un predominio
conservatore.
Avvalersi di tecnici può
essere utile ma il loro punto di vista non può soverchiare su mille
altre considerazioni di varia natura. In certe circostanze “voler
forzare la realtà dei fatti adagiandosi sul solo parere dei tecnici”
è come voler gettare alla gente polvere negli occhi. Si tratta
pur sempre di visioni di “parte” che non sgombrano le molte ombre
che da tempo perdurano sul “termalismo” viterbese! “Più
gli errori della politica appaiono vistosi e più fortemente la
stessa politica li nega”! C’è questo vizio atavico
nell’abecedario del politico. Per molte menti e per noi uomini
della strada vale quel detto riportato nella stele di un grande
Mausoleo: “ Ognuno crede… come vuole”! E’ bellissimo e lo
facciamo nostro perché profuma di “Libertà”, fa parte di un
credo che chiunque può sposare! Nel giornale “L’Opinione” si
riporta un titolo intelligente e molto significativo: Terme di
Viterbo - Patrimonio di Tutti”. Poi nella parte finale vi è
scritto… in quell’area, di acqua ne esiste “Una disponibilità
per fare otto Chianciano e mezza”. Chianciano è un paese di
provincia ed è un centro conosciuto nell’intera Europa. Viterbo
capoluogo di provincia è un centro del tutto misconosciuto per
l’Europa tutta! Ma la differenza di fondo tra Viterbo e Chianciano
non sta tanto nell’ acqua ma, per nostra sfortuna, sta nelle
menti che ne guidano le sorti!
Voci dal Bullicame