RIVOLUZIONE IN AFRICA
, pericolo per la pace nel Mondo. Ultime notizie - Roma - Tutto è cominciato in Algeria e Tunisia con quella che ai primi di gennaio è stata ribattezzata la rivolta del couscous. La fiammata dei prezzi delle materie prime alimentari sui mercati internazionali aveva reso improvvisamente più acuta la crisi dei due paesi nordafricani. Certo, nessuno avrebbe potuto immaginare un effetto domino tale da mettere in crisi alcuni tra i regimi più solidi del mondo arabo, da quello del tunisino Ben Ali a quello del rais egiziano Mubarak. Eppure così è stato. Anzi. La rivolta si è rapidamente estesa, anche grazie all'uso dei social network come twitter e facebook, fino al Golfo Persico.


Per noi amanti della Democrazia un sospiro di sollievo: finalmente sono crollate le finte democrazie africane e i giovani, tutti insieme, si sono riappropriati della loro vera voglia di fare democrazia. Fin qui tutto bene...e chi di noi non ha esultato? Anche in quei Paesi, mi sono detto, arriva finalmente la giustizia e la legalità e finisce la corruzione dei potenti! Ma  dopo la prima euforia ha iniziato a pervadermi un senso di paura, come un presagio nefasto, l'inizio di qualcosa di sconvolgente. Perché? Le risposte a questo "presagio" sono molteplici. Se cominciamo a rivedere la storia, apprendiamo che molte delle rivoluzioni spontanee nate dalla base, dalla voglia popolare di cambiare sono state poi cavalcate da sciacalli e da altre forze oscure, che hanno successivamente istaurato nuovi regimi e anacronistiche dittature medioevali.


Un esempio per tutti è l' Iran: dopo la cacciata popolare del 1979 di Reza Pahlavi, che tutto sommato aveva modernizzato il Paese, è arrivato, dal suo lungo esilio in Francia,  l'Ayatollah Khomeini che ha fatto piombare in poco tempo tutto l'Iran nel buio del passato, togliendo soprattutto alle donne tutte le conquiste di libertà che avevano acquisito nel periodo dello Scià. A Khomeini,  personaggio che definirei satanico per eccellenza, va riconosciuto il "merito" di aver inventato il martirio personale in nome di Allah, nel senso di trasformare in bombe umane persone plagiate o patologicamente fanatiche al fine di uccidere un'infinità di innocenti in nome di una fantomatica guerra santa. Alla sua morte, in cui tutti noi speravamo in un cambiamento in Iran, non è accaduto nulla, è subentrato un altro religioso, Ali Khamenei, che ha continuato ad esercitare l'oscurantismo komeinista.




Altri esempi di dittature "Medioevali" li abbiamo ancora oggi in Birmania e in Corea del Nord e poi una sequela di finte democrazie come quelle implose in questi giorni nell'Africa del Nord.  Ma tutto questo cosa centra con le mie preoccupazioni? La risposta è sempre l'Iran, oggi gestita da l'erede di Khomeini, Ahmadinejad, un neo piccolo Hitler, un fanatico incolto e pieno di odio verso Israele, che nelle carte geografiche scolastiche e ufficiali del suo Paese ha fatto cancellare la parola Israele. Questo dittatore non aspetta altro che passare alla storia come colui che ha distrutto gli ebrei. Ed è qui che giungono le mie paure! L'altro giorno  Ahmed H. Zewail - 54 anni, premio nobel per la chimica, nel suo discorso nella piazza grande del Cairo ha affermato che il suo secondo discorso l'avrebbe voluto fare a Gerusalemme.


Una gratuita dichiarazione di guerra ad Israele ( invece di pensare a ridare equilibrio e vivibilità al suo Paese, travolto dalla rivoluzione, pensa subito a fare la guerra ad Israele!!). Fatto questo già molto grave, ma non finisce qui! La giunta militare che al momento regge il Paese, per la prima volta dalla guerra Iraq - Iran ha permesso a due navi da guerra iraniane di passare nel canale di Suez ed entrare nel Mediterraneo. Finché al potere c'era Mubarak, alle navi da guerra iraniane era interdetto l'ingresso nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez. Ora invece i militari egiziani hanno infranto questo divieto e si sono messi a fare comunella con i colleghi iraniani. Questo evento ha immediatamente insospettito il mondo occidentale e soprattutto Israele... cosa sta bollendo nelle menti malate dei capi iraniani e dei vertici militari egiziani? 



Al momento l'Europa, e in prima linea l'Italia, vede come pericolo imminente solo un grande esodo di massa di milioni di disperati verso le nostre coste. Un impatto i cui effetti ancora non riusciamo a percepire completamente.... presi come siamo a vedere maggioranza e opposizione ancora intenti a "spararsi" addosso, invece di unirsi per il bene del Paese e affrontare insieme lo tsunami in arrivo. Non so se l'onorevole Bersani, che come apre bocca dice sempre la stessa cosa: " Berlusconi ti devi dimettere!" e il Presidente Berlusconi, che continua a dire: "che con i numeri che ho in Parlamento andrò avanti fino al 2013", si siano resi conto della gravità della situazione.


Temo ancora di no. Eppure questa è una situazione che ci coinvolgerà tutti a breve e certamente non per stare meglio!  Ma a questo pericolo io ne aggiungerei un altro ben peggiore: l'inizio di un nuovo grande conflitto proprio a pochi chilometri da noi, una nuova guerra tra mondo arabo e Israele, fin'ora scongiurato da accordi di non belligeranza tra Israele ed Egitto. Ora che non c'è più Mubarak si è tornati alla "guerra dei 6 giorni". Tutto dipende da quello che accadrà soprattutto in Egitto in queste settimane, se al potere giungeranno fazioni fanatiche islamiche che inevitabilmente si accorderanno con altri gruppi estremisti, soprattutto iraniani, allora dovremmo cominciare a tremare, ma se i giovani egiziani, che hanno dato la spallata al vecchio regime, sapranno organizzarsi bene e vietare agli sciacalli politici di "cavalcare la tigre", allora resterà qualche speranza nel futuro soprattutto per noi  popoli del Mediterraneo. Auguriamoci che questo accada!!


Ennio La Malfa
Accademia Kronos

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