REFERENDUM GIUGNO 2011, QUESTO SCONOSCIUTO / Solo il 7% degli italiani conosce i quesiti. Ultime notizie referendum - Roma - Domenica 12 e lunedì 13 giugno il popolo italiano sarà chiamato a votare sul referendum che riguarderà tre temi:

1 - LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA
2 - IL NUCLEARE
3 - IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Il referendum abrogativo, in quanto tale, richiede all'elettore di esprimere la propria preferenza sull'eventualità di abrogare una determinata legge.

E' uno strumento importantissimo attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; è uno strumento di democrazia diretta perchè da la possibilità agli elettori di fornire il proprio parere, o la propria decisione, in merito ad un particolare tema di riforma. Le tematiche in questione sono estremamente importanti, segnano un vero e proprio spartiacque politico ed economico nella società attuale, e richiedono pertanto la massima partecipazione al voto. E' bene, dunque, ricordare su quali leggi si dovrà intervenire.
Secondo quanto evidenziato in un recente sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica, a meno di tre mesi dalla chiamata alle urne, solo tre italiani su quattro sanno che ci sarà un referendum a giugno. Ma la cosa ancora più eclatante è che solo il 7% di quest'ultimi conosce i quesiti.


I quesiti in discussione sono quattro: due riguardano la privatizzazione dell'acqua (modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica; e determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito)

Uno riguarda una abrogazione parziale di norma circa le nuove centrali per la produzione di energia nucleare.

Anche l'ultimo riguarda l'abrogazione parziale di norme, nella fattispecie la legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale. (Fonti: Ministero dell'interno - http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/elezioni/00820_2011_04_05_referendum.html)


I primi due quesiti  riguardano l’abrogazione di alcune norme - decise dal Governo - riguardanti la gestione privata dell’acqua. Se vince il Si, la norma viene abrogata e tutto resterebbe così com'è; al contrario se dovesse vincere il NO si corre il rischio di vedere “privatizzata” la gestione di un bene primario, che è l'acqua, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di costi e qualità del servizio idrico.                               
                                
Il terzo quesito prevede la cancellazione di numerose norme contenute in una serie di provvedimenti che il Governo Berlusconi ha predisposto per il rilancio del nucleare italiano. Come tempestivamente ricordatoci dai nostri ministri è importante "non farsi coinvolgere emotivamente dagli eventi catastrofici che si sono susseguiti in Giappone", ma è evidente come questa immane sciagura abbia riportato all'attenzione dei popoli i rischi che le centrali nucleari - sebbene all'avanguardia - comportano, senza contare l'annoso problema dello smaltimento delle scorie nucleari. Se vince il Si le centrali nucleari NON verranno costruite, se invece vince il NO il Governo ha il via libera nella costruizione di centrali nucleari.                               
                                
Il quarto quesito riguarda l’eliminazione della legge n.51 del 2010 riguardante il legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale. Se vince il SI, la legge viene abrogata e il diritto attualmente esercitabile di NON
comparire in un'udienza penale
decade. Se vince il NO la legge rimane quale e tale.

Se non viene raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il referendum abrogativo non sarà valido. In questo modo decade la volontà popolare e le leggi proseguirenno per il loro iter consueto.

Referendum: ragioni del rilancio del nucleare, l'importanza di ESSERE informati, il futuro dei nostri figli dipenderà dall'esito di questo referendum. Dobbiamo responsabilizzarci. Beppe Grillo è un fiume in piena.


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