INTERVISTA A MICHEL ONFRAY. A Roma per presentare ''Il Crepuscolo di un idolo''. Ultime notizie - Roma - Bien, bien…. Ribellarsi a Freud non e’ affatto un male, anzi! Chi veramente deve essere punito sono, a mio parere, coloro che alimentano questa assurda leggenda di Freud e che non vogliono vedere ed approfondire questa storia che e’, non mi stanco di ripeterlo, una grande affabulation”. Michel Onfray, il filosofo che dice di simpatizzare per il ‘socialismo libertario’ di Proudhon, e’ a Roma per presentare il suo fortunato libro (ben 150 mila copie vendute) uscito un anno fa in Francia ‘Le Crepuscole d’un idole. L’affabulation freudienne’ (ed. Grasset), ora nella versione italiana ‘Il Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane’ (ed. Ponte alle Grazie).

Lo incontro all’hotel Santa Chiara a poche centinaia di metri dalla libreria ‘Amore e Psiche’ aperta nel 1992, su progetto dello psichiatra Massimo Fagioli, e che di recente ha ricevuto dal Comune di Roma la denominazione di ‘Bottega storica’ con il massimo del punteggio per le ‘Architetture d’Autore’.  E proprio di Fagioli e del suo libro ‘Istinto di Morte e Conoscenza’ del 1971 (ora pubblicato in tedesco, ‘Todestrieb und Erkenntnis’) in cui propose, quarant’anni fa, la ‘Teoria della Nascita’ che gli procuro’ nel 1976  l’espulsione dalla Spi, la Societa’ di Psicoanalisi Italiana, si parla, come di altri critici del freudismo, Masson, Ellemberg, Grunbaum, Sulloway. E Onfray mostra visibilmente di apprezzare lo psichiatra romano (‘bien, bien’) ben noto al suo editore francese, per aver svelato ‘l’inganno’ e la ‘frode’ del freudismo.

Chi tocca Freud rischia grosso: non riceve repliche nel merito dei propri studi e delle proprie ricerche, ma insulti gratuiti e violenti, quasi fosse un reato rifiutare Freud.

 “Ma chi deve esser punito sono coloro che invece di vedere e studiare e approfondire questa assurda affabulation della psicoanalisi  – aggiunge, tendendo tra le mani ‘Todestrieb und Erkenntnis’ – calunniano chi cerca di studiare questa storia, di capire come sono andate esattamente le cose: e’ Freud che ha tradito, mentito, falsificato, saccheggiato per costruire su se stesso la propria leggenda. E’ questa affabulation che va svelata ed annientata”.

Come dire, Fagioli da psichiatra e lei Onfray, da filosofo, fate i vostri studi e il vostro lavoro con assoluto rigore…
”E’ quel che dovrebbe fare ogni intellettuale e per quel che mi riguarda ogni filosofo degno di questo nome”, chiosa il 52enne filosofo francese fondatore dell’Universite’ Populaire a Caen perche’ quella ufficiale che lui ha abbandonato – ricorda - trascura la pratica della filosofia nella vita quotidiana e i più recenti sviluppi del pensiero in rapporto alle scienze.

Un anno fai il suo libro provoco’ un terremoto nel mondo culturale francese e furono gli intellettuali di  ‘sinistra’, quella piu’ vicina al ’68, Elisabeth Roudinesco, Bernard-Henri Levy, Julia Kristeva, Alain de Mijolla, i suoi piu’ ‘feroci’ critici: qual’e’ il motivo? “ Innanzitutto c’e’ un malinteso. Non hanno mai letto a fondo Freud, non conoscono il freudismo e si sono lasciati ingannare dal millantatore di Freud: pur avendo dato vita al ’68 alla cui base ci fu il marxismo-freudiano, non si sono mai presi la briga di studiare Freud a cominciare dallo stesso Lacan, che ha alimentato l’influenza della psicoanalisi fino ai giorni nostri. Un movimento che riteneva, erroneamente, Freud un liberatore, un illuminato, un uomo di sinistra. In realta’ non hanno letto bene Freud, non hanno studiato a fondo il freudismo e dopo il ’68 tutti gli ex-comunisti si sono riconvertiti nel business della psicoanalisi che in Francia e’ un’autorita’ intoccabile, una Chiesa pronta a scomunicare”. 

Una breve pausa, un sospiro e poi l’affondo: “per aver dimostrato, documenti alla mano, che il freudismo e la psicoanalisi riposano su una gigantesca affabulazione, a sua volta fondata su una serie di leggende, sono stato trattato da fascista, da nazista: ma il fascista, il nazista e’ Freud e nessuno dei miei critici ha finora saputo smontare queste mie conclusioni”. Dunque un Freud fascista e nazista divenuto pero’ misteriosamente ‘icona’ di una ‘certa sinistra’ francese ma anche italiana: come lo spiega?
“Perche’ non hanno letto le opere di Freud! Leggano ‘Perche’ la guerra?’, testo tenuto nascosto, capiranno bene che Freud simpatizzava per i cesarismi politici del XX secolo: scrisse una dedica estremamente elogiosa a Mussolini (“A Benito Mussolini, rispettosi saluti da parte di un vecchio che riconosce nella persona del dirigente un eroe della cultura. Vienna, 26 aprile 1933”); appoggio’ il regime austro-fascista del cancelliere Dollfuss (“Il governo austriaco e’ certo un regime ‘piu’ o meno fascista’”, dichiara Freud al suo amico medico Max Schur e nonostante cio’ “aveva tutte le nostre simpatie”, ricorda anni dopo il figlio Martin) fino a restare indifferente al massacro perpetrato dalla Heimwehr tra gli operai (1500-2000) di Vienna; collaboro’ con gli emissari dell’Istituto Goring perché la psicoanalisi potesse continuare a esistere sotto il regime nazionalsocialista di Hitler. Freud non spese una parola contro il fascismo e il nazismo, anzi”. E nel libro Onfray riporta una lettera di Freud a Eitingon in cui decreta che “occorre collaborare col regime nazista per mantenere a galla la psicoanalisi. Percio’ lavoreranno insieme a Matthias Goring, cugino del Maresciallo […]
Poi in ‘Psicoterapia del Terzo Reich’, lo storico Geoffrey Cochs scrive: “anche nei peggiori momenti della persecuzione nazista (gli psicoanalisti) ebbero la possibilita’ di proseguire la loro attivita’”.

Insomma, e’ una favoletta il Freud perseguitato dai nazisti perche’ ebreo…
“Di contro invece, c’e’ il suo odio per la sinistra che e’ a prova di bomba: si scaglio’ contro Wilhelm Reich, colpevole di simpatie bolsceviche e a causa del suo marxismo fu estromesso da Freud (e da sua figlia Anna), e questo accadeva in piena dittatura nazista. Di Freud spesso sappiamo solo quello che di lui hanno fatto i marxisti-freudiani, che è ben lontano dai testi freudiani”. E cosi’ lavorando su testi, opere e corrispondenze di Freud, il filosofo francese ha scoperto il ‘saccheggio’ e l’appropriazione indebita di concetti di altri autori (“Freud ha formulato la sua ipotesi sull’inconscio in seguito a numerose letture in particolare filosofiche, le piu’ importanti delle quali sono Schopenhauer e Nietzsche” e non sulla base della sua “auto-analisi”, senza dimenticare che il termine ‘inconscio’ lo usarono prima di lui Schelling e von Hartman) e la falsita’ dei ‘casi clinici’ riportati da Freud: di essi, da Anna O. a l’Uomo dei Lupi, dal piccolo Hans a Dora, nessuno fu realmente curato e meno che mai e’ stato guarito.

Qual’e’ stato lo stimolo per uno studio cosi’ approfondito e ricchissimo di bibliografia? “E’ stato il ‘Libro Nero della Psicoanalisi’ del 2002: quando e’ uscito fu accolto in Francia da tante critiche e la piu’ tenera fu ‘e’ un libro fascista’. Siccome nella mia universita’, impostata sulla Contro-storia della Filosofia, ho a che fare con migliaia di persone, ho pensato che qualcuno potesse averlo letto. E cosi’ ho cominciato a interessarmi di Freud partendo dal Libro Nero e mi sono accorto che diceva il vero: chi mentiva era la Roudinesco che aveva definito il Libro Nero fascista! Insomma, mi sono reso conto che il freudismo e’ una grande truffa di cui alcuni eretici come Reich e Fromm pur avendo preso le distanze quell’impostore e millantatore di Freud, non si sono resi conto fino in fondo. Ribellarsi a Freud non e’ fatto un male”.

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