PROCURA DI CIVITAVECCHIA APRE INCHIESTA SU BOSCO ENEL MAI REALIZZATO. Inchiesta Centrale di Civitavecchia: Fare Verde esprime sua  soddisfazione.
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L’associazione ambientalista Fare Verde esprime soddisfazione per la notizia che la procura della repubblica di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla mancata realizzazione del bosco che doveva sorgere dietro la centrale a carbone, dove attualmente sono i vecchi serbatoi del combustibile.
Inoltre, i carabinieri del nucleo operativo ecologico mentre stavano effettuando un sopralluogo nell’ambito dell’inchiesta sul bosco, hanno notato la fuoriuscita di olio da un serbatoio, avviando un’ulteriore indagine e iscrivendo nel registro degli indagati un dirigente Enel responsabile della struttura.


La valutazione d’Impatto ambientale, parte integrante del decreto che autorizzò la riconversione a carbone dell’impianto, stabiliva che le previste prescrizioni dovevano essere ottemperate prima della chiusura del cantiere della centrale. Tra queste appunto la realizzazione del bosco.
Il procuratore capo di civitavecchia, dottor Gianfranco Amendola, vuole chiarire i motivi della mancata realizzazione del parco che avrebbe un estensione di 40 ettari. “Le associazioni ambientaliste – dichiara il circolo tarquiniese di Fare Verde – denunciarono la mancata realizzazione del bosco nell’area dei serbatoi, rompendo il grave silenzio che regnava su questa vicenda.


Il parco deve essere realizzato in quell’area retrostante la centrale, poiché costituisce uno “schermo” rispetto all’impianto industriale e un polmone verde per l’intero territorio, Tarquinia compresa. Inoltre, è un intervento previsto dai decreti che autorizzarono la riconversione a carbone dell’impianto.
Invitiamo i Sindaci del comprensorio – conclude Fare Verde - a sollecitare l’Enel affinché il bosco sia realizzato al più presto.

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