AMBIENTE, CAVA DI CORCHIANO: PRESENTATO ESPOSTO IN PROCURA,  situazione ambientale grave. Necessaria un'ispezione del comando dei carabinieri.
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La richiesta di ampliamento per la cava di Corchiano finisce sui banchi del ministero dell’Ambiente e di quello per i Beni e le attività culturali. Ugo Sposetti, deputato del Partito democratico, ha presentato un’interrogazione in merito a quella che definisce “un'intensa attività estrattiva  di tufo non autorizzata, condotta dalla società Mondial Tufo srl”.


“L’area interessata dall’attività estrattiva è sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico – scrive Sposetti – e la Regione l’ha inserita nella fascia di rispetto “Costa dei laghi”. Dalla relazione tecnica comunale, emerge un evidente danno ambientale: un’enorme voragine di 4mila metri quadrati per 15 metri di profondità, una ferita insanabile che ha modificato la morfologia territoriale e che mette seriamente a rischio l’integrità delle falde acquifere”.


Il deputato ricostruisce la storia del sito: “Dall'esame della documentazione risulta – continua - che l’originaria attività estrattiva era svolta dalla società Inerservices a seguito di autorizzazione dell‘8 luglio 2003 per estrazione di pozzolana. Il 22 aprile 2006 l’autorizzazione originaria viene volturata dal Comune di Corchiano  alla Mondial Tufo srl. Pertanto viene autorizzata la prosecuzione dell’attività per cinque anni. Tuttavia nel provvedimento di voltura viene erroneamente indicato come oggetto di autorizzazione la coltivazione di pozzolana e tufo, in evidente difformità rispetto a quanto indicato nell’atto originario. In seguito, lo stesso  Comune ha autorizzato l’ampliamento della cava reiterando l’errore. Successivamente  la polizia mineraria ha chiesto al Comune chiarimenti e di adottare in autotutela i dovuti provvedimenti di competenza”.

“A seguito di un’attenta verifica della documentazione depositata presso l’ente – continua – il Comune di Corchiano ha adottato  nel mese di marzo 2011 il provvedimento di sospensione dell’efficacia degli atti autorizzatori per quarantacinque giorni. Il sindaco del Comune di Corchiano, considerata la necessità di difendere un bene comune così prezioso come il territorio oggetto del gravo danno ambientale, dopo aver  constatato che l’attività estrattiva si svolgeva senza le necessarie autorizzazioni  e in aperta violazione delle norme in materia di  tutela dei beni ambientali, archeologici e paesaggistici, ha informato l’Autorità giudiziaria  tramite un esposto inoltrato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo”.
Sposetti chiede infine se “i ministri interrogati siano a conoscenza della grave situazione ambientale venutasi a creare nel Comune di Corchiano e se non si intenda inviare un'ispezione del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente”.

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