I
referendum del 12 e 13 giugno hanno segnato uno spartiacque. Il
rischio di una certa disaffezione era elevato ma i cittadini, con
molta dignità hanno detto NO ai ladri di futuro. Nel caso dell'acqua
hanno deciso che pubblico è meglio. Con il NO al nucleare hanno dato
una ferma risposta a chi s'affannava a ricordarci che "tanto
le centrali francesi e svizzere sono vicine al confine "
e che "non esistono
attività industriali senza rischio"
e hanno rifiutato il ricatto dell'energia quasi regalata: argomento
bidone, perché l'energia elettrica da uranio a conti fatti è quella
più costosa, e poi qual'è il prezzo della paura permanente di chi
vive vicino a un impianto nucleare? Dicendo NO al nucleare i
cittadini hanno rifiutato il ricatto occupazionale e la logica delle
compensazioni, su cui si basa la politica delle grandi opere che
devastano i territori. La vittoria dei cittadini al referendum è
grandiosa perché hanno fatto tutto da soli.
Le botteghe di partito
non hanno mai amato questa troppo popolare consultazione. E pensare
che se il referendum non avesse raggiunto il quorum, Tarquinia
avrebbe avuto i primi reattori nucleari praticamente in casa. Ciò
nonostante gli amministratori, sognando nuove e lucrose
compensazioni, sono stati assenti da strade e piazze a sostenere la
lotta impari combattuta dai cittadini, che oltre all'atomo hanno
dovuto contrastare con il passaparola anche la disinformazione voluta
dal silenzio di stato.
Il vento dei referendum che è spirato anche
nell'Alto Lazio è come il vento del Sud dell'ambulante tunisino che
s'è dato fuoco per denunciare il pizzo pagato a poliziotti corrotti
di un regime corrotto, che lo strangolavano nonostante la sua umile
attività economica. Il vento dei referendum è un vento di libertà
contro quei livelli del potere che non desideravano che i cittadini
s'accorgessero che osare si può. I referendum hanno liberato un
profumo di Costituzione che contrasta con il tanfo di quelli che la
violentano e la ritengono più utile per usi igienico-sanitari. Non
credo che la consultazione referendaria possa aver influito
sull'emersione della vicenda P4 ma è certo che il vento dei
referendum ha aiutato a rimuovere la nebbia.
Sollevato il velo, come
già accaduto con la P2 e poi con la P3, s'intravede un brulichio di
larve fameliche. Dopo l'anziano pedofilo di Arcore e le cricche della
P3. Dopo gli Scajola, i Bertolaso, i Balducci, ecco materializzarsi
quelli della P4, con un personaggio di nome Bisignani. Parassiti che
si muovono nell'oscurità e sanno che la crisi, quella gravissima,
arriverà presto e temono che qualcuno presenti loro il conto, come
responsabili del saccheggio di beni comuni e dello sfascio. Possiamo
solo intuire quanta ricchezza sia finita su conti off-shore di
società anonime celate nei paradisi fiscali. Grecia, Spagna e
Islanda insegnano che la gente si può molto incazzare. In Islanda
un'intera classe dirigente è dovuta scappare dopo essere stata
letteralmente presa a sputi in faccia.
A Civitavecchia le sigle P2,
P3 e P4 sono di casa.
Siamo nella terra dei signori delle rendite.
I GRANDI AFFARI
Quante
opere devastanti incombono su di noi e talvolta rimandano a
personaggi amici di Bisignani. Molte hanno avuto il placet del
sindaco, particolarmente attivo a promuoverle e a presentarle. La
centrale a carbone di TVN è stata imposta al territorio da uno
legato a Bisignani; si chiama Paolo Scaroni, Amministratore Delegato
di ENEL, condannato per inquinamento a Porto Tolle; il sindaco di
Tarquinia poco tempo fa, in un discorso un po' difficile da
comprendere, ha detto che la centrale a carbone sarebbe un problema
solo se inquinasse più della vecchia a olio combustibile. Strana
difesa di TVN.
Anche il mega-progetto industriale dei cinesi,
divoratore di terre agricole, voluto dal potente uomo d'affari
Giancarlo Elia Valori, iscritto alla P2 come Bisignani, vede il
sindaco di Tarquinia molto impegnato a promuoverlo insieme al collega
di Civitavecchia. Il sindaco ha anche tentato di far approvare il
cementificio delle carte fasulle, la cui proprietà è nascosta
dietro la Società Anonima Cordusio SpA. ma i cittadini glielo hanno
impedito, bloccando il progetto. Infine situazioni strane
s'intravedono per la nuova lottizzazione di Marina Velca, pilotata da
una società, Europa Risorse srl, contenitore di società anonime del
Lussemburgo e di società off-shore delle Isole Kaiman.
Il sindaco ha
sempre promesso incontri pubblici per chiarire tutto. Stiamo
aspettando. Salvo rare eccezioni tace il Consiglio Comunale, che
forse non ha nulla da dire, e langue la grande ricchezza di questa
città, l'agricoltura, che il sindaco ha trattato con parole
inquietanti alla presentazione del registro dei tumori. Il video che
lo riprende sarà a breve visibile su vari siti.
Speriamo che il
vento dei referendum continui a spazzare l'Italia e con il piccoletto
di Arcore porti via tanti piccoli rais e le loro corti.
Ernesto
Cesarini