Disastri ambientali e recessione mondiale, ultime notizie Roma -
Alluvioni e incendi disastrosi, questo sta accadendo negli USA, mentre catastrofiche alluvioni colpiscono la già provata isola nipponica e parte del Sud Est asiatico. Un susseguirsi di catastrofi meteorologiche che mettono in crisi scienziati ed economisti mondiali; questi ultimi molto preoccupati perché ci fanno notare che per ogni disastro meteorologico, le ingenti somme per operazioni di emergenza e per ricostruzioni incidono pesantemente sugli equilibri finanziari dei Paesi industrializzati che detengono l'economia mondiale. Pochi hanno il coraggio di dirlo, ma la furia della natura, in particolare in questo momento di crisi finanziaria globale, non fa altro che aprire la strada alla tanto temuta nuova recessione mondiale, peggiore di quella famosa del 1925.


Il passaggio disastroso del tifone Talas, con un bilancio provvisorio di 55 vittime e altrettanti dispersi, non ha fatto rientrare l'allarme sul Giappone centro-occidentale: anzi, la Japan Meteorological Agency ha messo in guardia dai rischi di nuove e pesanti piogge torrenziali, per tutta la settimana entrante. Ora si sta avvicinando un altro tifone, Kulap, che si sta muovendo a nord dell'isola di Minamidaito, prefettura di Okinawa, ed e' probabile che porti venti forti intorno all'isola di Kyushu.

Negli Stati Uniti dopo Irene è arrivata Lee, una violenta tempesta tropicale che è sbarcata sulle coste della Louisiana costringendo il sindaco di New Orleans, Bobby Jindal a dichiarare lo stato di emergenza. New Orleans, lo ricordiamo, fu duramente colpita anni fa dall'uragano Katrina. Molte le abitazioni rimaste senza energia elettrica e molte le inondazioni che hanno colpito le zone della città più basse. Per fortuna la tempesta si è indebolita e così il Centro Nazionale Uragani di Miami ha deciso di declassarla a depressione tropicale. Ma nell'Atlantico nuove cellule depressionarie si stanno attivando e così ci si aspetta l'arrivo di altri uragani. La superficie del mare del    Golfo del Messico fa registrare 30 gradi centigradi, un gradiente termico molto pericoloso. Un uragano, infatti,  è come se fosse un  motore che funziona con il  calore. Più la temperatura del mare superficiale è alta (deve essere di almeno 27°C per dare origine a un uragano) e più è calda e umida l'aria, più forte può diventare un uragano.
Ma se da una parte si accaniscono le piogge, negli stati più interni dell'USA, fino alla California, è in atto da circa un anno una spaventosa siccità. L'agricoltura è in ginocchio. La temperatura soprattutto in Arizona e Texas ha fatto registrare 50 gradi all'ombra. Inevitabili gli incendi che ormai hanno devastato il 50% del patrimonio forestale della California e del Texas.


FONTE: Accademia Kronos

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