Dal 5 settembre, per quattro giorni, il collettore fognario del Lago di Bolsena ha riversato liquami nelle acque del lago, a causa della rottura dell’ultima pompa funzionante nella stazione n. 19, sita sul territorio di Capodimonte. La situazione di abbandono del collettore è tale che nella maggior parte delle stazioni scarseggiano le pompe in grado di garantire un corretto trasporto dei liquami.

I dati raccolti recandoci personalmente sui siti delle stazioni di pompaggio attorno al lago, ci dicono che nel comune di Gradoli i liquami si riversavano in un campo privato mentre nel comune di Grotte di Castro le acque fognarie finivano nella cunetta stradale. Nel comune di San Lorenzo i liquami si riversano in un fosso, probabilmente perchè la stazione del collettore è sprovvista di pompe funzionanti.


Stesso problema sussiste, da settimane, a Valentano, dove le acque nere dei Felceti si riversano nel Fosso Spinetto: i liquami riversati nei fossi, nei campi o nelle cunette sono destinati a defluire nel lago al primo acquazzone). A Bolsena un problema simile al livello del Fosso del Cimitero ha obbligato il sindaco ad emanare un divieto di balneazione per un tratto di costa pari ad un chilometro. In più, nel corso dei mesi scorsi, fenomeni di malfunzionamento delle pompe hanno generato ripetuti riversamenti di liquami sui lungolaghi di Capodimonte e anche di Montefiascone.

Grazie alla perizia dei tecnici del Cobalb – pur costretti a lavorare con mezzi insufficienti, e pagati solo irregolarmente - è stato appurato che la pompa di Capodimonte ha ripreso a funzionare ed il riversamento per ora è cessato. Non è cessata l’emergenza, e certamente non esiste modo di sanare il danno provocato dai ripetuti riversamenti nel Lago.


A questoA punto noi cittadini ci interroghiamo: com’è possibile un tale stato di dissesto del sistema fognaria, sia a livello comunale, sia a livello di collettore circumlacuale? Un dissesto che minaccia non solo la balneabilità delle spiagge – a tal punto che medici sconsigliano di fare il bagno ai bambini -, ma anche la salute globale, ecologica, del Lago di Bolsena, in continuo degrado.

Ci interroghiamo sulle responsabilità in merito a salute pubblica e salvaguardia ambientale: risulta che da alcuni anni sono venuti meno i fondi economici in grado di garantire la regolare manutenzione del collettore. Eppure sulle bollette dell’acqua dei singoli cittadini insiste una voce economica che è destinata allo smaltimento delle acque reflue: a quanto ammonta questa somma annualmente e a cosa è attualmente destinata?


Constatiamo con rammarico che a fronte delle disfunzioni del collettore, é stata scarsa l’informazione ai cittadini, come se prevalesse una tendenza all’omertà per timore delle ripercussioni sull’economia turistica. Ma non siamo certi che tale atteggiamento da struzzi sia utile agli interessi della collettività, specie se non corrisponde ad azioni concrete per risanare la salute delle acque del lago.

Sappiamo che se nel 2015 il dato sulla salute del lago non ha recuperato il livello ‘buono’ (attualmente è sceso a livello ‘sufficiente’), le collettività dovranno pagare delle multe cospicue imposte dalla CEE; quali sono ad oggi le strategie attuate dalle amministrazioni locali per non incorrere nella sanzione?


Ci chiediamo: perché di tutti questi riversamenti negli mesi scorsi non è stata informata tempestivamente l’ARPA (agenzia regionale per la protezione ambientale), che avrebbe dovuto monitorare, giorno per giorno, lo stato di inquinamento sanitario delle acque? Eppure questo è previsto dalle normative vigenti. Se l’ARPA non viene coinvolta nei singoli eventi di inquinamento improvviso o cronico, ci sembra che venga meno la stessa attendibilità dei dati pubblicati dalla medesima Agenzia, che risultano parziali e non aggiornati.

Alla luce di tutto cio’, come coordinamento dei comitati cittadini del Lago di Bolsena, sollecitiamo la creazione di un Protocollo di intervento per la salvaguardia del lago e per i casi di emergenze da inquinamento. Tale Protocollo dovrebbe nascere in concertazione con tutti i
sindaci dei Comuni del lago, gli assessorati all’Ambiente, le associazioni di cittadini e gli organismi preposti alla salvaguardia dell’ambiente.   

Fonte: Coordinamento dei Comitati cittadini Lago di Bolsena

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