USA, LA PENA DI MORTE COLPISCE ANCORA. Ucciso Troy Davis, condannato alla pena di morte. Ultime news Stati Uniti  - Nel carcere di Jackson in Georgia, alla fine ha prevalso la barbarie e Troy Davis è stato ucciso con un'iniezione letale alle 5.08 di questa mattina (ore 11.08 locali), come ha spiegato al portavoce del carcere Kristen Stancil. Davis era stato condannato per l'omicidio di un poliziotto nel 1989 e il suo caso che nel corso degli anni aveva visto rinvii, sospensioni e ritardi nell'esecuzione della pena, aveva attirato l'attenzione della scena internazionale sull'annosa questione della pena di morte negli USA.

Anche questa mattina si è ripetuto qualcosa di simile, con un ritardo di quattro ore rispetto all'ora prevista, dovuto a un ultimo appello presentato dai difensori di Davis, poi rifiutato dalla Suprema Corte. A nulla sono servite le proteste e le mobilitazioni contro la sua esecuzione, la petizione on-line che ha raccolto quasi un milione di firme, le recenti adesioni alla campagna di papa Benedetto XVI, dell'ex presidente Jimmy Carter, dell'arcivescovo Desmond Tutu e di molte voci dell'establishment politico americano e internazionale.

Il New York Times aveva ammonito bollato ieri l'esecuzione come "un terribile errore" e il portavoce del ministero degli Esteri francese aveva definito "una colpa irreparabile" l'esecuzione, mentre una manifestazione si e' svolta in serata anche davanti alla Casa Bianca, per ottenere un intervento del presidente. Barack Obama, tuttavia, ha fatto sapere di non voler interferire in una questione ''che riguarda le procedure uno stato federato'' degli Stati Uniti.

Il grande movimento a favore di Troy Davis si era creato soprattutto per la scarsità di prove a suo carico, dovute, come ha spiegato l'ex direttore della Cia ed ex giudice William Sessions, a ''ritrattazioni di testimoni, accuse di coercizione da parte della polizia'', sette dei nove testimoni hanno infatto modificato o ritrattato le proprie dichiarazioni, alcuni dicendo di essere stati costretti dalla polizia a testimoniare contro di lui. Davis che avrebbe meritato almeno un altro processo, era imputato dell'omicidio dell'agente Mark MacPhail, ucciso fuori da un Burger king a Savannah mentre stava soccorrendo un senzatetto che era stato picchiato.

In questi anni Davis non si è mai lasciato andare alla depressione in questi anni e anche questa mattina, è andato incontro ai familiari della vittima che erano venuti ad assistere all'esecuzione, affermando che "L'incidente di quella notte non è colpa mia. Non avevo una pistola. Non ho ucciso vostro figlio, padre o fratello. Sono innocente".    

Commenti

salve sono un ragazzo di Napoli,attualmente detenuto agli arresti domiciliari .In Alcuni Stati nel mondo esiste ancora la pena di morte ,ma io credo che la pena di morte non è solo quella che ti uccidono fisicamente ,la vera pena di morte e quella di essere messi fuori da una socetà e guardati sempre come una bestia visto che viviamo in un Paese dove tutti sanno solo puntare il dito verso tutti giudicando e disprezzando., mentre che io credo che persone che hanno commesso un errore devono essere aiutate sia solcialmente che moralmente, ma la cosa piu dolorosa e che sei propio abbandonato dalle istituzioni che per rendere le cose migliore puo reintegrare socialmente quete persone che tante volte sbagliano per fame e per sopravvivenza e non fanno parte di una mala società ma solo di una vita insostenibile e invivibile la quale oggi ci fa riflette sulla vita se venire al mondo e un dono o una sciagura .colgo l´occasione per porvi distinti saluti......
commento inviato il 22/09/2011 alle 6:36 da salvatore lo giudice   
in certi casi.ci vorrebbe anche in italia perche´non ci si puo´ mai rassegnare.per le vittime innoccenti che vanno morendo ingiustamene ho per incidenti ho coinvolti tragedie altrui ingiustamente mi domando spesso chi li paga aquesti innoccenti.caduti senza un perche´ quindi da parte mia e tante tante tante ancora tante personi.ci starebbe bene anche in Italia la pena di morte.
commento inviato il 22/09/2011 alle 9:12 da anonimo  
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