CARBOMAT, IL FUTURO DELLE NANOTECNOLOGIE: Catania, convegno internazionale del CNR-IMM con oltre cinquanta scienziati. Ultime notizie - Nanocapsule che salvano cellule malate? Nanotubi capaci di
riparare il sistema nervoso danneggiato da malattie degenerative?
Sensori in grado di rilevare quantità infinitesimali di gas?
Dispositivi elettronici con dimensione dell’ordine dei nanometri e
con prestazioni superiori degli attuali? In futuro potrebbe essere
possibile grazie all’impiego delle nanotecnologie. Se ne parlerà a
Catania nel corso di “Carbomat”, il
workshop internazionale sui sistemi di carbonio a bassa
dimensionalità (nanotecnologie) in programma da lunedì 5
dicembre alle ore 9 al Museo Diocesano di
Catania (Piazza Duomo – Via Etnea, 8 ).
Il convegno, organizzato da due ricercatori
della sezione catanese dell'Istituto per la Microelettronica e
Microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Silvia Scalese e
Antonino La Magna, prevede la partecipazione di oltre cinquanta
scienziati e studiosi provenienti da diciotto paesi, dall'Europa al
Nord America, dal Brasile all'Iran e al Giappone. Si tratta, dunque,
di un importante momento di confronto tra studiosi di fama mondiale e
di un’occasione d’incontro tra la ricerca scientifica e
l'industria tecnologica.
Nella prima sessione (lunedì 5 dicembre)
interverranno, tra gli altri, gli invited
professors Eleanor
E. B. Campbell, direttore della
“School of Chemistry” all'Edinburgh University (UK) ed esperta di
sistemi elettromeccanici in nanotubi di
carbonio; Michele Lazzeri
(IMPMC Paris, Francia), uno dei
massimi esperti teorici delle tecniche Raman per l’identificazione
non distruttiva di grafene; Vladimir I.
Falko (Lancaster University, UK),
studioso di fama mondiale dei conduttori a bassa dimensionalità e
responsabile europeo dei progetti pilota sul grafene. Gli
interventi saranno coordinati da Silvia Scalese e Antonino La Magna.
Nelle altre
sessioni Michele
Penza,
fisico
dell'ENEA
di Brindisi, si occuperà di
applicazioni dei nanotubi di carbonio per sensori di gas ad alta
sensibilità sull'esempio della stazione
sperimentale Nasus 1
per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, realizzata
da un gruppo
di ricercatori da lui diretto; Maurizio
Prato,
(Università di Trieste), studioso di
nanotecnologie applicate alla neuroingegneria e alle neuroprotesi si
occuperà di “drug-delivery” (cioè a dire la somministrazione di
farmaci tramite l'iniezione di sistemi di rilascio controllato
solamente in una specifica zona, evitando il contatto potenzialmente
nocivo con organi non interessati); Franco
Cataldo (Actinium
Chemical Research srl) descriverà i processi di sintesi chimica di
fullereni e grafene; Miklos
Kertesz,
(dipartimento di Chimica della Georgetown University, USA) illustrerà
la simulazione di molecole organiche incapsulate in nanotubi di
carbonio.
“Carbomat”,
dunque, disegna nuovi scenari per la biologia,
la medicina, la diagnostica e l'elettronica
e
conferma il ruolo internazionale di Catania e dell'Etna
Valley nel
campo della ricerca scientifica sui sistemi di carbonio a bassa
dimensionalità.