L'EUROPA ABBRACCIA L'AFRICA: una proposta per uscire dalla crisi portando sviluppo nelle aree povere del mondo. Ultime notizie Roma - Sabato
3 dicembre 2011
si terrà presso la Sede
dell’Unione Europea in Italia
il convegno di presentazione della proposta “L’Europa
abbraccia l’Africa”
promossa dal Comitato
di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore.
I lavori, ospitati nella Sala “Spazio Europa” della Sede
dell’Unione Europea in Via IV Novembre 149 a Roma, inizieranno alle
ore 9.00
per concludersi alle 12.00.
L’evento
gode del patrocinio della Rappresentanza
in Italia della Commissione Europea.
L’obiettivo
è quello di porre le basi per incentrare un prossimo programma di
aiuto e sviluppo promosso dalla Commissione Europea sul continente
africano, individuando così un budget da destinare a enti e aziende
europee per la nascita di microimprese o microprogetti in Africa.
Parteciperanno
al convegno i rappresentanti della Commissione Europea, il Comitato
di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore ed
esponenti di imprese, sindacati e associazioni che hanno già da
tempo intrapreso, con il Comitato, progetti di medio e lungo termine
in Africa.
Tra
i relatori, l’On.
Antonio Tajani,
Vice presidente Commissione Europea,
Mons. Piotr Mazurkiewicz,
Segretario generale COMECE (Commission des Episcopats de la
Communauté Européenne), e Maria
Romana De Gasperi,
rappresentante della Fondazione Alcide De Gasperi e sostenitrice del
Comitato.
L’Europa
ha sviluppato un benessere da investire, l’Africa è ricca di
risorse e bisognosa di aiuto.
In Africa vivono 800 milioni di persone, contro i 500 milioni in
Europa, e se è vero che oggi il mondo occidentale sta vivendo una
profonda crisi, è anche auspicabile che non vada incontro a una
chiusura su se stesso, implodendo e cessando di guardare al futuro:
aziende ed enti dei paesi europei possono andare incontro a vantaggi
e sviluppo contribuendo alla crescita di queste aree, che sono tra le
più povere del mondo.
Così
inoltre si eviterebbe, da una parte, l’emigrazione forzata – un
dramma per chi è costretto ad abbandonare la sua terra e un serio
problema da parte dei paesi scelti come destinazione – e,
dall’altra parte, si ridurrebbe la disoccupazione in Europa andando
a creare ricchezza nella vicina Africa.