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ARICCIA (RM) / 13-10-2008

RIFIUTI ED INCENERITORI, ECCO L'ENNESIMO MEGA AFFARE AI DANNI DEI CITTADINI. ''LA REGIONE LAZIO NON SCENDA A PATTI SCELLERATI''

 

Sabato 18 i cittadini in corteo ad Albano.

 

Ha un nome preciso, e cioè deliver or pay, la regola secondo la quale la quantità di rifiuti da conferire ad un inceneritore viene fissata d’autorità fin dall’inizio, insieme alla tariffa di conferimento. In questo modo i Comuni, indipendentemente dagli obiettivi di raccolta differenziata conseguiti, sono costretti a pagare comunque il quantitativo di rifiuto indifferenziato eventualmente non conferito all’inceneritore”. È quanto affermato in una nota Andrea Tupac Mollica, Coordinatore dei Verdi dei Castelli Romani e Claudio Fiorani, Portavoce dei Verdi di Albano.

“Questo accordo di massima - spiegano Mollica e Fiorani - già siglato per i quattro inceneritori della Sicilia, potrebbe essere introdotto ora per il termovalorizzatore di Acerra. Temiamo che anche nella Regione Lazio qualcuno raccolga le raccomandazioni dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) e promuova questa ennesima truffa per i cittadini. A quel punto - proseguono i due esponenti dei Verdi -ogni politica virtuosa sul ciclo dei rifiuti verrebbe definitivamente sepolta. Nessun Comune sarebbe disposto a fare la raccolta differenziata e a pagare pure il  conferimento dei rifiuti all’inceneritore”.

“Tutto ciò - proseguono Mollica e Fiorani - è il preludio alla reintroduzione su scala nazionale del Cip6, il meccanismo truffa che per decenni ha finanziato, con i soldi dei contribuenti italiani, questi impianti onerosi e altamente inquinanti,  sottraendoli alle energie rinnovabili. Tra gli impianti che non possono assolutamente rinunciare ai Cip6, pena il suo fallimento economico finanziario, c’è ovviamente in cima alla lista il gassificatore di Albano”.

“Sabato 18 ottobre alle 15.30 - concludono Mollica e Fiorani - saremo in piazza Mazzini ad Albano per aprire il corteo cittadino contro questo intollerabile sfregio al nostro territorio ed alla qualità della vita delle nostre comunità”.

M.R.


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