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ROMA / 14-10-2008

RAPPRESENTANZA SINDACALE, SISTEMA CONTRATTUALE, DETERMINANTI DEL SALARIO

 

accordi separati:    un boomerang  ?

 

Focus di discussione promosso dalla costituenda Associazione di politica sociale e culturale per il lavoro con il patrocinio del CRS

   

Roma 22 ottobre 2008, ore 15.30

 

Sala della Pace, Provincia di Roma

Palazzo Valentini

Via IV Novembre 119/a

 

 

Presiede Mario Tronti    Presidente del CRS

Giovanni Naccari: la costituenda Associazione

 

Piergiovanni Alleva – Università di Ancona: introduzione al tema

 

 

                                                                    Tavola rotonda

Loris Campetti – il Manifesto - moderatore

Alfonso Gianni – Sottosegretario Governo Prodi

Alfiero Grandi – Sottosegretario Governo Prodi

Enrico Panini – Segretario Confederale CGIL

Gianni Rinaldini – Segretario Generale FIOM-CGIL

 

 

 

                                                                           Dibattito

  

Occorre prendere atto dell’estremo stato di inaffidabilità, di mancanza di regole, di inefficienza e anche di pericolosità per il benessere di milioni di lavoratori cui è pervenuto il sistema delle relazioni sindacali e delle fonti di produzione delle norme collettive.

I tre lustri che ci separano dall’accordo del luglio ’93 hanno prodotto una definitiva usura del metodo e del sistema di relazioni industriali, che quell’accordo inaugurava.

Il riproporsi di contratti separati, nell’inesistenza di adeguati verifiche di rappresentatività e misure di verifica della effettiva rappresentanza ha ormai reso impraticabile, con l’incrociarsi di prevaricazioni, di polemiche, di ultimatum, e di ribellioni, il prezioso ambito che la Costituzione garantisce all’esplicazione dell’autonomia collettiva e, nei contenuti, l’ha resa incapace di garantire ai lavoratori condizioni di benessere.

I lavoratori italiani hanno sulla carta i sindacati più potenti di Europa, ma i più bassi salari europei e un mercato del lavoro fonte di precarietà e di ingiustizie.

Occorre, allora, risalire questa china, fissando i muri maestri di una costruzione del modo di essere e funzionare dell’autonomia contrattuale collettiva, dialetticamente intrecciata col disposto legislativo, che coniughi democrazia ed efficacia nel perseguimento di obiettivi di giustizia sociale.

La riflessione e la discussione vertono, dunque, su possibilità e caratteristiche di un tale progetto.


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