LAZIO ultime notizie GRADOLI - VITERBO – www.unonotizie.it – Aggiornamenti 8 Giugno - Ieri durante il processo di appello le parti civili hanno chiesto alla corte di riconfermare la sentenza emessa in primo grado e di condannare di nuovo
Paolo Esposito e Ala Ceoban all'ergastolo. La Ceoban sarebbe sempre ritenuta la mente dell'organizzazione, mentre esposito continua a essere ritenuto un burattino nelle mani della moldava.

Oggi tocca alla difesa che dovrà pronunciare la propria arringa tentando di mutare le sorti del processo. Il 13 Giugno la sentenza.


LAZIO ultime notizie GRADOLI - VITERBO – www.unonotizie.it – Inizia un altro, scomodo capitolo nel giallo di Gradoli. Tornano oggi in aula presso la corte d’Assise d’appello di Roma Paolo Esposito e Ala Ceoban, condannati all’ergastolo in primo grado per il duplice omicidio di Tatiana Ceoban, (compagna di Esposito e sorella di Ala), e di Elena la figlia adolescente di Tatiana. La donna e la ragazza moldave erano scomparse misteriosamente il 30 maggio 2009 senza lasciare alcuna traccia.

La corte è presieduta da Mario D’Andria e composta tra gli altri da Giancarlo De Cataldo, gli stessi giudici che hanno assolto Raniero Busco, condannato in primo grado a 24 anni per l’assassinio di Simonetta Cesaroni, nel caso dell’omicidio di  Via Poma.

Oggi e domani 8 Giugno saranno ascoltate le difese e le parti civili, ovvero Elena Nekifor, madre di Tatiana ed Ala, e la piccola Erika, la bambina nata dalla relazione tra Esposito e la moldava. La Corte, poi, si pronuncerà sulle richieste istruttorie delle difese e infine, provvederà a emanare la sentenza d’appello.


Il giallo di Gradoli ha avuto inizio nel 2009 quando, il 30 maggio scompaiono Tatiana Ceoban e la figlia Elena di 13 anni. Due giorni dopo, il 1 Giugno Paolo Esposito si reca dai carabinieri per denunciare la scomparsa delle due donne.

Trascorse le prime settimane dalla scomparsa, la tesi dell’allontanamento volontario inizia a farsi troppo debole per gli stessi inquirenti. L’11 giugno si una prima svolta nelle indagini con il blitz nella villetta di Cannicelle di proprietà di Esposito e il rinvenimento di alcune tracce ematiche; quindi il sequestro e l’apertura di un fascicolo da parte della Procura per sequestro di persona. Le ricerche, nel frattempo, proseguono a tamburo battente ma l’esito è sempre negativo.

Paolo Esposito, di professione elettricista, è arrestato il 1° luglio, la cognata Ala il 5 agosto. Per entrambi l’accusa è duplice omicidio e occultamento di cadavere. Nonostante gli inquirenti non abbiano mai trovato né i corpi, né l’arma del delitto, l’accusa si regge sul ritrovamento di molte tracce di sangue attribuibili a Tatiana Ceoban nella villetta del convivente.

Il 18 gennaio 2010 è datata la notifica di conclusione delle indagini preliminari e il 4 giugno successivo inizia il processo che, nonostante gli scontri tra avvocati, periti e superperiti, si concluderà un anno più tardi con la sentenza di ergastolo.

Nel corso della prima udienza d’appello, il 21 maggio scorso, il procuratore generale Alberto Cozzella ha chiesto la conferma del carcere a vita per Esposito ed Ala, confermando in pieno la tesi accusatoria del sostituto Renzo Petroselli, titolare del fascicolo aperto il primo giugno di tre anni fa, secondo cui Ala avrebbe orchestrato il delitto per prendere il posto della sorella Il procuratore generale, convinto del movente passionale, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado emessa il 13 maggio 2011.

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