E’ in programma oggi, mercoledì 22 agosto alle 21,30 nella piazzetta dell’Oratorio a Vallerano una serata con Raul Poleggi, 86 anni, valleranese doc, autore di otto volumetti dattiloscritti in cui, oltre alle vicende biografiche dell’autore, vengono narrate quelle di un intero paese.

Negli otto libelli sono raccolti in ordine di uscita i “Ricordi del tempo di guerra”, “Ricordi della prima età”, “Altri ricordi di gioventù”, “I ricordi non finiscono mai”, “Notizie varie e curiosità”, “Tanti altri ricordi”, più altre reminiscenze contenute in due supplementi.

I ricordi hanno inizio con l’elenco dei compagni di scuola con i loro soprannomi per identificarli meglio, oramai quasi tutti morti; con la figura dei suoi genitori, il padre Lorenzo rimasto orfano di padre a soli dodici anni. A ventitré anni emigra in America, la Merica come alcuni dicevano, insieme ad altri valleranesi, tornò nel 1919 e con i risparmi, nel 1920 sposa Novelia.

I racconti di Poleggi mettono in luce i cambiamenti subiti da Vallerano, la localizzazione di negozi e uffici, come per esempio quella dell’ufficio postale, e delle varie mansioni come quella del portalettere Giovanni detto “bustino” che ritirava anche i giornali alla stazione della ferrovia e li portava al giornalaio. Tra i quotidiani c’erano “Il Piccolo”, “Il Littorale” (sportivo ), “La Tribuna illustrata” e il “Marc’Aurelio” di satira pungente mentre “La Settimana Enigmistica” dopo la guerra fece la comparsa a Vignanello. Il cinema invece inaugurato a Vallerano nel 1949 in viale Trieste, i film si proiettavano il sabato sera o la domenica pomeriggio, il biglietto costava sessanta centesimi.
 
Rare erano, per mancanza di mezzi di trasporto, le gite dei valleranesi, si andava a piedi al Crocefisso o a Sant’Eutizio. La Poggiata, il martedì di Pasqua, era sempre sui castagni della salita. Don Secondo, il parroco una volta all’età di dieci anni, racconta l’autore, “ci portò al convento dei frati sulla Palanzana sui Monti Cimini”.

Una nota di colore che soddisfa la curiosità di molti lettori sono i mestieri oramai del tutto scomparsi: il fabbro ferraio che tosava gli animali e provvedeva alla ferratura, il bottaro o bigonzaro per le botti per il vino per i numerosi vigneti oggi sostituiti dalle nocciole, il “facocchio” che costruiva carretti, poi quelli ancora più umili come l’ombrellaio o l’arrotino che venivano a domicilio, come lo spazzacamino e la lavandaia.

I ricordi del tempo di guerra meriterebbero un lungo approfondimento, basta fare solo menzione di alcuni capitoletti: i “Tedeschi a Vallerano”, la “Caduta di Mussolini”, che il 28 ottobre del ’32 aveva inaugurato la Ferrovia Roma Nord. E ancora la “Partenza dei Tedeschi” il 5 giugno del ’44, nel pomeriggio poiché si era sparsa la voce che gli Anglo Americani erano entrati in Roma”. “L’arrivo delle truppe alleate” a Vallerano il 9 giugno dello stesso anno. Molti altri momenti della vita del paese riaffiorano: in primis “la Festa del patrono San Vittore”, “L’albero della cuccagna e la corsa delle pignatte” i vari luoghi con la loro storia “Il campanile dell’Oratorio” “ Le Colonnette e il Muraglione” “La Chiesola” “ La cascatella delle Ferriere” “La Piazza di Vallerano”. E ancora nei ricordi le istruzioni per un piatto tipico “Le fricciolose ” “il Dialetto valleranese” “Verbi e vocaboli più comunemente in uso” “ Modi di dire” e infine le pagine divertentissime di elenchi che riguardano “I soprannomi”.
 
Anche la storia della famiglia di Raul Poleggi meriterebbe un approfondimento: suo trisavolo era era Costanzo Janni, generale di brigata dello Stato Pontificio (Pio IX papa), che combatté il brigantaggio nel viterbese, il cui figlio Giuseppe ebbe in sposa Teresa, a sua volta nipote del poeta romano Gioacchino Belli, madre del pittore e letterato Guglielmo Janni (ospite per anni a Vallerano).

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