Lo sostiene Alvaro Ricci, vice-capogruppo del Pd in consiglio comunale, ripercorrendo le ultime tappe della vicenda.
“Il segretario generale del Comune di Viterbo – dice Ricci - con propria nota del 14 ottobre scorso, ha comunicato al presidente del consiglio e ai capigruppo sostanzialmente due cose. Innanzitutto, che non è necessaria da parte del consiglio comunale una nuova deliberazione sull’appalto della manutenzione del verde pubblico cittadino, in quanto erano già stati dati gli indirizzi del caso: il primo con la deliberazione consiliare del dicembre 2007 e l’altro con successiva deliberazione del commissario straordinario nell’aprile 2008. Quindi, che la gara per la manutenzione del verde pubblico non attiene all’esecuzione di un servizio, bensì di un lavoro pubblico”.
“Ciò significa – prosegue – che il presidente del consiglio toglie, giustamente, l’argomento dall’ o.d.g. del consiglio (inciso: già precedentemente lo stesso argomento era stato inserito, poi nuovamente ritolto, per poi essere nuovamente reinserito). Sembrerebbe quindi tutto “chiaro”. Peccato che il consiglio comunale e la competente commissione consiliare siano stati impegnati tutta l’estate ad elaborare bandi di gara, fare discussioni infinite su competenze, modalità di esecuzione degli interventi ed altre infinite questioni, senza che tutto ciò sia servito a niente, se non a spendere diverse migliaia di euro della collettività”.
“Insomma – prosegue - l’estate se ne va e i problemi del verde restano. Nel frattempo, il 31 agosto scade il contratto di servizio con il Cev, che prevedeva appunto la manutenzione del verde, senza che sia stato dato avvio alla procedura di gara ad evidenza pubblica, come contenuto negli indirizzi dati dal consiglio comunale. Trascorso il 31 agosto, la ditta a cui il Cev aveva affidato il subappalto del verde continua, non si sa a quale titolo, a lavorare, con il grande stupore e all’insaputa del sindaco. A settembre viene avviata una procedura di cottimo fiduciario (una specie di trattativa privata e quindi non gara pubblica), che a mio avviso presenta forti dubbi di legittimità, per un importo di 160.000 euro circa, per garantire la manutenzione del verde fino alla fine dell’anno. Tale cottimo è vinto dalla ditta Daniel Plants con un ribasso del 51% circa, seguendo la procedura prevista per l’appalto di servizi e non di lavori pubblici, contrastando con quanto assunto dal segretario generale nella richiamata nota del 14 ottobre”.
“Questa nota – conclude Ricci – non rappresenta una differenza da poco, visto che la qualificazione e le norme che regolano l’appalto di lavori sono molto diverse da quelle per i servizi. Come andrà a finire? Non lo so, ma una certezza c’è: la confusione regna sovrana”.