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BARCELLONA / 03-11-2008

BARCELLONA: VERTICE SUI VALORI SPORTIVI


Con la partecipazione del nostro Presidente Nazionale Alcanterini e la presenza di oltre cinquanta delegazioni di associazioni nazionali si sono svolti a Barcellona, senza soluzione di continuità l’Assemblea della International Sport and Culture Association  e quindi il Congresso Europeo dello Sport per tutti, promosso - unitamente all’ISCA - dalla Confederation Europenne Sport Santè (CESS) .  Nei quattro giorni d’intenso lavoro assembleare e seminariale  hanno preso parte ai lavori anche molti rappresentanti di enti ed organismi internazionali privati e istituzionali, tra i quali il Direttore della Sezione Sport per la Commissione Europea, Michal Krejza, che si è intrattenuto con lo stesso Presidente Alcanterini sulle problematiche relative alla promozione delle attività propedeutiche al fair play. Le riunioni si sono svolte presso il Museo dello Sport Catalano “Colet”, il nuovo e  straordinario Museo Olimpico e dello sport internazionale, proseguite presso l’Istituto Superiore di Scienze Motorie INEFC sulla ridente Collina di Montjuic e concluse alla presenza del Presidente dell’ISCA Mogens Kirkeby , del Presidente della CESS, Tony Llop, del Segretario Generale della V.Presidenza del Governo della Catalogna, Rafel Niubo (ex Presidente della CESS) del Presidente dell’UBAE, Gil Modrono, nonché dello stesso Krejza, con una straordinaria cerimonia finale presso il più grande impianto sportivo-ricreativo recentemente inaugurato alla periferia di Barcellona , l’Eurofitness Cornellà Arena, affidato alla gestione della UBAE (Unione Barcelonina del Deporte), dotato di modernissime strutture al coperto ed una megapiscina di un ettaro per un complessivo di oltre 45.000 metri quadri.

Il grande appuntamento di Barcellona, segue a quelli di Papendal (Olanda) Copenghagen (Danimarca) Porto Rose (Slovenia) e Kuala Lumpur (Malesia) in cui si è progressivamente sviluppata, affinata e consolidata un’alleanza strategica che realisticamente può portare ad una svolta epocale sul modo di concepire il fatto sportivo, ovvero come domanda che viene dal sociale e quindi come movimento e come esigenza prioritaria di un servizio cui deve essere data una risposta istituzionale ed europea, di pari livello a quello sanitario, se non superiore, perché a pieno titolo nel contesto del welfare  e perché straordinariamente funzionale all’attività di prevenzione nel campo della salute. Per questo, dal Segretario Generale catalano, Rafel Niubo, è venuta la proposta di rendere la giusta cultura e la corretta pratica dello sport e del fitness obbligatori e fiscalizzati per legge: questa sarebbe la più salutare e certa riforma, una sorta di rivoluzione copernicana dello sport, da cui potrebbero uscire anche tanti altri modi di concepirlo e da cui tanti soggetti oggi allo stato contemplativo potrebbero concorrere ad ottimizzarlo anche in termini tecnici… Non ci dobbiamo dimenticare che nella seconda metà dell’Ottocento, l’Associazionismo dell’epoca, in parte oggi sopravvissuto o vivo e vegeto come lo stesso CIO, gli esponenti dell’epoca, tra cui lo stesso de Coubertin, determinarono dal loro confronto la formulazione tuttora vigente dello sport, nelle sue diverse articolazioni , ma con un profilo prevalentemente tecnico, elitario, speculativo.
Quella fase, durata oltre un secolo, deve essere considerata superata e ci si deve dedicare adesso all’umanità che è cresciuta per numeri ed esigenze sociali con un progetto che veda la qualità della vita come il primo degli obiettivi possibili  da raggiungere attraverso la cultura e la salute ovvero la riproposizione etica dello sport, come mezzo di elevazione del grado di socialità della società civile nel mondo, quindi come formidabile mezzo per il raggiungimento di traguardi apparentemente irraggiungibili come la pace, la tolleranza di ogni diversità, il rispetto di ogni minoranza, nonostante la recessione economica, le grandi piaghe epidemiche, le guerre, il terrorismo, l’esplosione demografica e l’arroganza dei padroni della Terra.
Complessivamente, il due movimenti, ISCA e CESS, rappresentano oggi quanto di più aggiornato e moderno ci possa essere in tema di sport sociale, di sport per tutti di etica sportiva: Sono gli ultimi nati in ordine di tempo, fondati entrambi tra il 1993 e il 1995 da quadri  dirigenti e associazioni in parte in comune. Oggi le due Organizzazioni che amministrano uno sterminato patrimonio di risorse, di impianti e attività con circa 40 milioni di persone coinvolte in circa 100 paesi e oltre 150 associazioni nazionali in tutta l’ Europa e nel Mondo (con una presenza massiccia in America Latina ed in estremo Oriente, oltre che in diversi Paesi dell’Africa)  sono e stanno divenendo la soluzione alternativa allo stereotipo del campionismo
Alla conclusione dei lavori assembleari, la International Sport and Culture Association ha adottato all’unanimità un documento poi condiviso anche dal Congresso Europeo dello Sport per tutti e che il Comitato Nazionale Italiano Fair Play pubblica in appendice a questa News: il documento si va ad aggiungere a quello varato dall’Assemblea EFPM a Nicosia venti giorni fa.

     


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