Contattaci Associazioni
iscriviti alla newsletter iscriviti alla newsletter diventa fan di unonotizie su facebook diventa fan
cerca   
home | attualità | cultura | SALUTE | ambiente | agroalimentare | turismo | sociale | spettacolo | scienza-tech | sport | mistero | eventi
ULTIME NOTIZIENORD ITALIA |CENTRO ITALIA |SUD ITALIA |LAZIO |TUSCIA
NOTIZIE
CIVITAVECCHIA (RM) / 06-11-2008

AUTOSTRADA CIVITAVECCHIA LIVORNO: LA POLITICA DEI NO E LA POLITICA DEI SIGNORSI'

Ora va di moda il decisionismo, il "fare".

Alla gente piace. Piace Brunetta, il ministro che vende fumo e pensa a far rigare dritti i dipendenti pubblici ( perché  non pensa seriamente a togliere i privilegi economici, previdenziali e sociali della sua casta?); piace la Gelmini che ha deciso di tornare a 30 anni fa.

Questa moda imperversa anche nel centrosinistra e così, dalle Alpi all’Etna, dal Tirreno all’Adriatico, c’è la corsa a chi decide di più.

Ma non sono mai decisioni ponderate, valutate e soppesate dopo attente analisi di costi e benefici, sono decisioni propagandistiche : “CHI È PIÙ BRAVO DI ME?” si sente sussurrare lungo tutta la penisola.

Anche nel nostro piccolo non scherziamo. Abbiamo cominciato con la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Civitavecchia, e adesso picchiamo giù sodo con la realizzazione dell’autostrada Civitavecchia-Livorno. Per dare il senso del livello di decisionismo, abbiamo avuto la convocazione contemporanea dei consigli comunali di Tarquinia e Montalto di Castro, neanche si trattasse di un evento eccezionale. Invece si è trattato, ancora una volta, del cedimento degli interessi locali agli interessi economici di gruppi ben determinati.

Nessuno nega che il tratto dell’Aurelia, tra Civitavecchia e Livorno non risponda da tempo alle esigenze del traffico moderno; è evidente a tutti che in alcune parti è purtroppo pericoloso. Per questi motivi si era sempre chiesto a gran voce l’ammodernamento dell’Aurelia, la sistemazione della stessa in autostrada e non si voleva assolutamente la costruzione di un nuovo tracciato che avrebbe mangiato terreno fertile e produttivo all’agricoltura.

La memoria corta dei decisionisti, poi, rasenta il ridicolo quando  si riporta come una grande conquista l’abbandono del tracciato a monte.

Per la verità, lo ricordo agli smemorati, il primo tracciato della SAT era proprio a valle, tra l’attuale Aurelia e la strada litoranea. Contro questa proposta si levarono associazioni di coltivatori, commercianti, cittadini che si espressero in democratiche manifestazioni di protesta.

Oggi si vende questa ipotesi come la soluzione di tutti i problemi e le amministrazioni esprimono i loro pareri su tracciati di massima. Tracciati di massima! Senza calcolare l’impatto del cemento, degli svincoli, dei piani da rialzare...

Certo, è più facile dire sempre sì, è più propagandistico il decisionismo, ma ricordo con rimpianto quando nella sinistra insistevamo sulla necessità di un nuovo modello di sviluppo, che coniugasse economia e ambiente; ricordo ancora Berlinguer dichiarare che era necessario introdurre elementi di socialismo (non il socialismo, ma elementi di socialismo) per avere una società più giusta.

Io non sono per il no a tutti i costi, ma per l’autonomia e la democrazia nelle scelte.

Certe omologazioni tra centrosinistra e centrodestra stridono troppo!

Forse proprio pensando alla futura autostrada gli Etruschi decisero di costruire la loro città, Tarkna, sulla collina, lontani dal cemento e dal traffico.

 


dal blog di Emanuela Fanelli

http://www.emanuelafanelli.splinder.com/


torna a home page Torna a: home page invia ad un amico Invia ad un amico stampa Stampa
Ultime news dalla rete:

commentiCommenti
  nessun commento...









OmniaTour






















Questa sera TV







autorizzazione n°7/08 Registro Stampa Tribunale di Viterbo
Iscrizione Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) al numero 18164
direttore responsabile Sergio Cesarini
P.Iva 01927070563
© Copyright 2012 Euriade s.r.l.
archivio notizie | video archivio | siti utili | sitemap | Livescore