Ultime news - Unonotizie.it - Da tempo la nostra scuola ha manifestato attenzione e sensibilità nei confronti di un fenomeno ormai dilagante e che ci vede tutti coinvolti singolarmente e soprattutto come comunità. La dignità ed il rispetto che la persona umana richiedono ci inducono ad operare e a coinvolgere i ragazzi in iniziative che gli consentano di comprendere la necessità del rispetto delle regole, la tolleranza, l’importanza e l’unicità della diversità, il bisogno e il valore dell’aiuto e del sostegno reciproci, di “piccoli” atti concreti da parte di tutti.

L’azione che la scuola, grazie alla sollecitudine della dirigente prof.ssa Maria Antonietta Bentivegna e dei docenti, ha già intrapreso, è sulla linea della recente proposta di legge, ora in discussione al Senato, ovvero la “tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti” attraverso “azioni di carattere formativo ed educativo rivolte” a tutti coloro “che frequentano le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado” (art. 1 Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo). La risposta dei nostri studenti alle sollecitazioni, evidenti nei testi selezionati che proponiamo di seguito, ci sembra la migliore conferma alla validità della strategia che si sta attuando.

Campagna di informazione, prevenzione e contrasto del Cyberbullismo nella scuola 2015-2016 Obiettivi: Sensibilizzare i giovani sull'uso corretto dei social network; informazione sugli utilizzi illeciti e inopportuni per un’adeguata riflessione sui propri comportamenti. Contenuti: Previa rilevazione della percentuale degli studenti che utilizza i social network (mediamente il 95%) si spiegheranno agli alunni : - Le concrete possibilità di accesso alle informazioni del proprio profilo da parte di terzi invitandoli a riflettere sulla inopportunità di diffondere dati personali ed individuare le cautele da adottare. - Gli usi illeciti dei social: ingiuria e diffamazione, cyberbullismo, diffusione di materiale pornografico; conseguenze legali.
-La conferenza del 22 febbraio 2016 tenuta dal Dr. Massimiliano Siddi, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Viterbo, alla quale hanno partecipato le classi : 1A, 1BS, 1CS, 1DS, 1AS, 2AS, 2BS, 5D, l'attività è proseguita nelle classi 1 A sp, 1C , 1D , 1ES, 2A, 2A Sp. , 2AS, 2CS, 2DS , 2D, 2E, 3B , 3C ,3D , 4AS, 4B , 4C, 4CS, 4F, 4E, 5CS
-Dopo la conferenza dibattito e riflessioni sull’argomento nelle classi.

Sappiamo VERAMENTE cosa significa la parola bullismo? Oppure ci basta conoscere la “solite parole” che tutti hanno da dire? Beh, non penso sia giusto per tutti coloro che OGNI giorno e intendo veramente tutti i giorni, si sveglino con l’angoscia o con l’ansia di essere vittima di questo fenomeno. È ormai cosa comune a tutti noi giovani chiedersi se c’è qualcosa che non va in noi, se non siamo abbastanza oppure semplicemente se è colpa nostra. Questo è quello che i ragazzi vittime di bullismo si chiedono costantemente, ogni singolo giorno, pensando sia colpa loro se qualcuno li insulta, li picchia o li infastidisce. Perché, sì, le vittime del bullismo sono persone più deboli psicologicamente o fisicamente che non riescono ad autodifendersi ed è proprio per questo che il sostegno morale e fisico di qualcuno è sempre fondamentale.
Cosa ne penso del bullismo? Che insieme al razzismo e all’omofobia sia la negazione, lo scarto dell’intelligenza umana, qualcosa a cui le persone si aggrappano perché non capaci di pensare. È semplice seguire la massa, la difficoltà è argomentare. Qualcuno dice che le persone di colore sono da evitare? Lo penso anche io! Così è semplice, è questo quello che avviene nel 90% delle volte quando le persone non riescono ad avere personalità.
Michele Moretti 1BS

Il bullismo è la cosa più crudele che una persona possa subire. Non si può discriminare qualcuno solo perché porta gli occhiali o perché è in sovrappeso; le persone non sono strumenti. La bellezza del mondo consiste proprio nella ricchezza di diversità ed unicità. In realtà sono proprio coloro che hanno comportamenti da bulli ad avere dei problemi e a nascondersi dietro una maschera da finti leader. Essere leader vuol dire, invece, diventare il punto di riferimento per un gruppo di persone senza imporsi con la forza e la violenza e coloro che li sostengono lo fanno volentieri non per paura o per autoprotezione.
I bulli se ne lavano le mani dicendo “ERA SOLO UNO SCHERZO”, ma è proprio per quello scherzo che molte persone hanno rischiato la vita.
Non si deve imparare ad obbedire ma a gestire la propria libertà.
Carlotta Lenci 1BS

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