In Liguria, ad Imperia, si è svolto un incontro sull' energia nucleare -
con Gianni Mattioli - docente di Fisica - Università La Sapienza Roma
E' stata organizzata una mobilitazione costante sul territorio per spiegare veramente a tutti perché sia sbagliato tornare indietro ed abbracciare una tecnologia che i paesi più industrializzati stanno abbandonando.
I motivi per non volere il ritorno del nucleare in Italia sono tanti, primo fra tutti quello delle scorie radioattive. Le scorie rappresentano un problema difficile per tutti i paesi che hanno fatto una scelta nucleare.
Dismettere le centrali nucleari obsolete in GRAN BRETAGNA costerà oltre 85 miliardi di sterline (oltre 104 miliardi di euro). E ci vorranno 130 anni. Rispetto alle stime di tre anni fa la stima è aumentata del 30% e probabilmente non sarà la stima definitiva.
Per raccogliere e conservare gli oltre 37 milioni di metri cubi di materiali radioattivi (77.000 tonnellate)negli STATI UNITI, ci vorranno dai 70 ai 100 anni, con una spesa che oscilla dai 200 ai 1000 miliardi di dollari.
In Italia abbiamo già dimostrato di non saper affrontare il problema dei rifiuti prodotti dalle vecchie centrali nucleari chiuse ormai da 20 anni. Fallito il tentativo di individuare un sito unico di stoccaggio a Scanziano Ionico le scorie radioattive sono disperse in molti siti alcuni dei quali pericolosi. Lo stoccaggio delle scorie potrebbe costituire un serio rischio in caso di terremoti, alluvioni o altre catastrofi naturali non sempre prevedibili.
Da queste considerazioni parte il titolo dei manifesti che da oggi sono apparsi sui muri di Imperia:
La gestione delle scorie, inoltre, pesa ancora oggi sulla bolletta ENEL dei contribuenti: le scorie costano per il solo fatto di esserci.
Per smaltirle (decomissioning) è stato stimato un costo aggiuntivo di 4,3 miliardi di euro. [stima della società incaricata Sogin SpA. Dicembre 2006].
Di cui:
û ~1.9 miliardo di euro per attività di smantellamento delle centrali ex ENEL e degli impianti ENEA (impianti di ricerca sul ciclo del combustibile e impianto di fabbricazione del combustibile di Bosco Marengo);
û 780 milioni di euro di costi di mantenimento in sicurezza
û 1.19 miliardidi euro di costi di gestione del combustibile irraggiato
û 470 milioni di euro di coordinamento
Ancora convinti del nucleare? Noi Verdi pensiamo sempre che sia una scelta sbagliata.
Pensiamo che il vero futuro dell' energia siano le fonti rinnovabili verso le quali si stanno orientando tutti i paesi più industrializzati dalla Germania alla Svezia, compresa la nuclearizzatissima Francia.
Noi verdi riteniamo stupefancente che gli Italiani che per la prima volta nella storia industriale hanno un concreto vantaggio di approvvigionamento perché sono più ricchi della materia prima sole e vento possano veramente preferire il nucleare.
Verdi vuol dire da sempre SI alle Energie Rinnovabili e NO al nucleare, e noi Verdi siamo oggi su queste posizioni con ancora più ragioni di quelle che avevamo nel 87.