Un trust ecologico mondiale per una nuova concezione di economia sostenibile.
Joan Martinez Alier e Wolfgang Sachs, intervenuti durante la seconda giornata del VI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato da Greenaccord a Viterbo, hanno sottolineato i forti legami che esistono tra sviluppo economico e ambiente.
In particolare hanno posto l’attenzione sull’impellente necessità di andare verso una trasformazione “verde” dell’economia, incentrata sul concetto di ecoefficienza e sostenibilità.
“La concezione di sviluppo così come è concepito ora – ha spiegato Sachs, direttore del progetto “Globalization and Sustainability” e ricercatore al Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia - non sarà più sostenibile per molto tempo a causa dei limiti fisici della biosfera. Stiamo andando incontro ad una crisi delle risorse fossili, che si avvicinano inesorabilmente all’esaurimento, ma anche ad una crisi delle risorse “viventi”, come le foreste, il suolo, l’acqua.
E’ necessario reindirizzare l’economia verso il concetto di ecoefficienza, cioè capacità di creare valore utilizzando un input di materie prime ed energia sempre minore.
Per fare ciò occorre in primo luogo sviluppare il concetto di de-materializzazione, cioè fare le cose in modo più intelligente, imparare a utilizzare meno materiale per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture, così come in passato abbiamo imparato a utilizzare meno mano d’opera.
In secondo luogo è necessario imparare a sfruttare al meglio i flussi naturali, captando le risorse disponibili senza distruggerle. Ciò, ovviamente, implica uno spostamento dall’utilizzo delle risorse fossili all’utilizzo di risorse rinnovabili.
Infine, è necessario che tutti i Paesi rispettino un principio di “autolimitazione”, cioè si pongano dei limiti sia sulle emissioni nocive, sia sulle materie che possono essere prelevate dalla natura. Chi vuole prelevare materie ed energia dall’ecosistema, “saccheggiando” irrimediabilmente la biosfera, dovrebbe pagare una tassa, una sorta di “diritto d’uso della natura”. Un trust ecologico mondiale dovrebbe gestire le entrate derivanti dal pagamento di tali diritti e redistribuirli in modo equo tra tutti i Paesi del mondo.
“La crisi economica - ha sottolineato invece Joan Martinez Alier, professore di economia e storia economica all’Università Autonoma di Barcellona - porterà con sé un rallentamento dell’insostenibile crescita delle emissioni di anidride carbonica degli ultimi anni. Sicuramente darà l’opportunità di indirizzare l’economia verso una nuova via per quanto riguarda i flussi di materie ed energia. L’obiettivo nei paesi occidentali dovrà divenire quello di vivere bene senza l’imperativo assoluto della crescita economica.
Ciò significa - ha continuato Alier - che la felicità non è correlata alla sola crescita del reddito personale ma anche alla valutazione di fattori sociali ed ambientali. Fino ad ora le valutazioni economiche non hanno correttamente contabilizzato il costo dei danni all’ambiente e dell’esauribilità delle risorse. In virtù di questo, a livello macro economico sembra giunto il momento di sostituire il PIL con altri indicatori di carattere sociale e ambientale”.
DOMUS LA QUERCIA - VITERBO, 25-28 NOVEMBRE 2008
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