L'altare prima del trono: ritorna a Sovana Gregorio VII, il Papa che cambiò il corso della storia sottomettendo l'impero al papato


Nei prossimi giorni radio, giornali, agenzie di stampa e televisioni di tutto il mondo accenderanno i riflettori su un Papa straordinario che ha cambiato la storia, sottomettendo l’Impero al Papato. Parliamo di Gregorio VII, il più famoso dei papi. E’ lui che emanò il “Dictatus Papae”, nel cui testo rivendicò la superiorità del papato su tutti i sovrani laici, imperatore incluso. Infatti in questo testo il Papa si attribuiva il diritto di deporre qualunque sovrano.

Gregorio VII,  rigoroso sui principi, (con la lotta alla simonia e al concubinaggio nel clero ) f u un grande innovatore dando inizio a quella che sarà chiamata la "lotta delle investiture" con la quale rivendicò con forza il diritto di nominare i vescovi, sottraendolo all'imperatore:  aveva espressamente vietato di poter investire qualunque ecclesiastico, pena la scomunica . Il rapporto tra Stato e Chiesa era completamente capovolto: non era più l'imperatore ad approvare la nomina del  papa, ma era il papa a conferire all'imperatore il suo potere ed, eventualmente, a revocarlo.

Gregorio VII fu protagonista nel 1077 dello storico incontro con l’imperatore Enrico IV nel castello di Canossa alla presenza di Matilde.  

L’imperatore Enrico IV aveva 28 anni, il Papa Gregorio VII ne aveva 63: erano uno di fronte all’altro due potenti, uno giovane, l’altro, per l’epoca, anziano. Il castello era circondato da un triplice giro di mura e il sovrano, che pure era di «costituzione robusta», prima di essere ammesso al cospetto del Papa fu costretto ad attendere tre giorni dall’alba al tramonto (dieci ore ogni dì) immobile, vestito solo con mantello e cappuccio del pellegrino, digiuno, a piedi nudi sulla terra gelata di gennaio. Superata la prova, poté incontrare il Pontefice (in presenza della padrona di casa Matilde di Toscana, dell’abate Ugo di Cluny e Adelaide di Torino) e quella fu la prima e unica volta che i due si incontrarono.

L’Anno Gregoriano, indetto dalla diocesi di Sovana, Pitigliano e Orbetello per celebrare i mille anni dalla nascita di San Gregorio VII, Ildebrando da Sovana, che nacque nel grazioso borgo (frazione di Sorano)  mille anni fa.

Per questo sono arrivate da Salerno le reliquie del corpo di San Gregorio VII, nella Cattedrale di Sovana, proprio nel giorno della festa della cattedra di San Pietro. Nel suo paese natale San Gregorio è stato accolto dalla cittadinanza, dal clero e dal Vescovo sulla porta dell’antica cattedrale e quindi posizionato sul presbiterio. Dopo il canto dei vespri solenni il «custode portitore» delle reliquie di Salerno, don Antonio Capone, ha sigillato l’urna reliquiario traslata nella navata sinistra della spettacolare cattedrale dove rimarrà esposta fino al 14 settembre prossimo.

San Gregorio VII il papa cui s’inchinò Enrico IV

Papa Gregorio VII,  il Papa di Sovana che umiliò l'Imperatore, è stato certamente tra i più grandi papi della storia. 

Gregorio VII fu protagonista nel 1077 dello storico incontro con l’imperatore Enrico IV nel castello di Canossa alla presenza di Matilde.  

L’imperatore Enrico IV aveva 28 anni, il Papa Gregorio VII ne aveva 63: erano uno di fronte all’altro due potenti, uno giovane, l’altro, per l’epoca, anziano. Il castello era circondato da un triplice giro di mura e il sovrano, che pure era di «costituzione robusta», prima di essere ammesso al cospetto del Papa fu costretto ad attendere tre giorni dall’alba al tramonto (dieci ore ogni dì) immobile, vestito solo con mantello e cappuccio del pellegrino, digiuno, a piedi nudi sulla terra gelata di gennaio. Superata la prova, poté incontrare il Pontefice (in presenza della padrona di casa Matilde di Toscana, dell’abate Ugo di Cluny e Adelaide di Torino) e quella fu la prima e unica volta che i due si incontrarono.

Nel corso del suo pontificato è riuscito a mettere in atto una profonda Riforma della Chiesa, svolgendo un ruolo importante nella lotta per le investiture, che lo pone in contrasto con l’Imperatore Enrico IV.

Il culto tributatogli sin dalla morte fu ratificato nel 1606 da Papa Paolo V, che ne proclamò la santità.

Comunque Gregorio VII è soprattutto famoso per aver strappato all’impero il potere universale, emanando il “ Dictatus Papae .”

Ildebrando da Sovana

Secondo la tradizione il Papa, che ha cambiato le sorti della storia, nasce a Sovana nel 1020 dal fabbro Bonizone il quale al fonte battesimale vuole che sia chiamato Ildebrando. Riceve la prima formazione a Roma dallo zio, abate di Santa Maria in Aventino. Tra i suoi maestri c’è anche Giovanni Graziano, che diviene poi papa Gregorio VI. E’ certo che quando l’imperatore Enrico III depone Gregorio VI e lo esilia in Germania, nel 1047, Ildebrando lo segue.

La sua permanenza e formazione in Germania è molto importante per la sua successiva attività ecclesiale. Nel 1047, dopo la morte di Gregorio VI, trascorre 2 anni nell’abbazia di Cluny. Ritornato a Roma, gli vengono conferiti importanti incarichi grazie al sostegno di Leone IX. Nel 1059, alla morte di Leone viene nominato arcidiacono. Da quel momento e da quell’anno diviene uno dei personaggi più influenti dell’intera corte pontificia. Dopo la morte di Alessandro II, il popolo e il clero di Roma lo acclamano Papa e l’imperatore Enrico IV ratifica l’elezione.

All’epoca di Gregorio la Chiesa è minacciata da una grave crisi interna dovuta al disordine e alla corruzione del clero ed alle investiture laiche concesse agli ecclesiastici che disgregano l’unità stessa della Chiesa. Contro la corruzione si sono da tempo levate voci perché si proceda a una generale riforma della Chiesa. Gregorio VII si prepara ad affrontare tali problemi con grande tenacia, ma la questione delle investiture lo coinvolge in una grande lotta con l’Imperatore Enrico IV.

Scomunicato, l’imperatore si presenta a Canossa a piedi nudi, vestito con il saio del penitente, per chiedere in ginocchio a Gregorio VII l’assoluzione. Quando però l’ha ottenuta e ha superato le difficoltà da cui in Germania il suo potere imperiale è stato messo in crisi, torna nuovamente contro Gregorio VII.

E così l’imperatore Enrico IV, scomunicato dal Papa, entrò trionfalmente a Roma nel 1084, costringendo Gregorio a barricarsi a Castel Sant’Agelo. Il pontefice chiamò in suo aiuto il Guiscardo. Avutane notizia l’imperatore, che temeva la potenza del normanno, si allontanò da Roma. Le truppe normanne, 7.000 cavalieri e 30.000 fanti, entrarono a Roma liberando il pontefice. Però i soldati del duca d’Altavilla devastarono e saccheggiarono completamente l’Urbe. Il rapporto già labile tra il Papa e romani si ruppe del tutto e Gregorio VII fu costretto all’esilio a Salerno.

L’ingresso trionfale del Guiscardo a Salerno, con i carri pieni del bottino portato da Roma e con il Papa "sotto protezione", contribuì ancora di più a rendere epica la sua figura. La sua forza era temuta in tutto il mondo ed anche l’imperatore Enrico IV aveva preferito scappare invece di affrontarlo.

Papa Gregorio VII a Salerno

Gregorio VII trascorse gli ultimi anni della sua vita a Salerno, dove consacrò la Cattedrale e verso la fine dell’anno convocò il suo ultimo concilio, in cui rinnovò la scomunica contro Enrico IV e Clemente III, l’antipapa eletto dall’imperatore. Il 25 maggio 1085 Gregorio morì. Fu sepolto in abito pontificale in un sarcofago romano del III secolo. Sulla sua tomba fu scolpita la frase: " Ho amato la giustizia e ho odiato l’iniquità: perciò muoio in esilio ." Fu canonizzato nel 1606 da Papa Paolo V.

Per ulteriori notizie e informazioni sulle visite guidate per gruppi e famiglie a Sovana, Sorano e Pitigliano in occasione dell' Anno Gregoriano contattare il 3388618856

                                                                                                                                 Tesori di Etruria

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