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TARQUINIA (VT) / 27-11-2008

350 MILIONI DI VECCHIE LIRE PER MANDARE UNA ''RAPPRESENTATIVA EQUINA'' ALLA FIERA DEI CAVALLI DI VERONA: IN EPOCA DI ''VACCHE MAGRE'' ATTO IMMORALE ED OFFENSIVO PER CITTADINI E CONTRIBUENTI

È, per molti aspetti, stupefacente e allarmante, che un pubblico amministratore come Alessandro Antonelli prenda cappello per la legittima richiesta avanzata da “Tarquinia Città”, in ordine all’iperbolica spesa sostenuta – pare – dalla Regione Lazio, per finanziare la partecipazione di una “rappresentativa equina” alla Fiera dei Cavalli di Verona.

È immorale e offensivo – per i cittadini – contribuenti del Lazio, che in epoca di “vacche magre” si spendano 350 milioni di vecchio conio quando il bilancio regionale, in piena bancarotta, impone alla cricca Marrazzo un aumento delle “addizionali” a carico di salari e pensioni, ridotti a puro “sostentamento”, con l’aggiunta di vergognosi ticket sanitari.

L’ira, ridicola, di Antonelli, seppure supportata dalle comiche argomentazioni del compagno Boni, conferma l’inadattabilità di certi soggetti nella gestione di pubbliche risorse, quando, poi, minaccia l’espulsione del rappresentante di Rifondazione dal Consiglio dell’Università Agraria di Giovanni Leoni, supera di molto i paletti della sua autostima.

Lo sa, egregio Antonelli, che anche lo scrivente, nel suo piccolo, è costretto ogni mesi a farsi “rapinare” dallo Stato ben 70 mila lire come “addizionale Irpef regionale”?

È intollerabile, per tutti i tarquiniesi, che i nostri sacrifici vadano a finanziare “anche” una “sceneggiata equina” in quel di Verona quando da ogni parte ci bombardano per la crisi finanziaria più devastante dell’era moderna?

Ha mai sentito parlare, come Presidente “emerito” della Università Agraria di Tarquinia, delle “priorità?”. Queste, le priorità appunto, non sono né di destra né di sinistra; fanno parte del buon senso di ogni pubblico gestore di risorse, peraltro ridotte al lumicino.

Che, poi, la sua “furia” possa determinare il “licenziamento” di Giovanni Leoni dal Consiglio dell’Università Agraria, lo può far credere soltanto ai bambini dell’Asilo Nido della stupenda cittadina etrusca.

In questa commedia all’italiana che, comunque, dovrebbe essere inserita, senza traumi, nella dialettica politica a tutto vantaggio della verità, un cenno scherzoso ma pungente lo merita il coordinatore del PD tarquiniese, Attilio Boni, che, dall’alto del suo adeguatamente valorizzato prestigio, si è detto disponibile a sostenere qualsiasi decisione di Antonelli, “anche la più drastica”.

È il caso di azzardare: “povero Partito Democratico viterbese”: se i suoi colonnelli sono questi, evviva la … truppa, almeno fino a quando riusciranno a restare a galla i … generali.

Nell’attesa che Regione Lazio e Università Agraria di Tarquinia ricevano un “encomio solenne” dalla Procura della Corte dei Conti, inviamo cordiali saluti a tutte le parti in causa.

Eraldo Delle Monache

Direttore Responsabile di “Tarquinia Città”


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