Questa è la storia di Pietro Barbaranelli, ex calciatore della Viterbese Calcio, che nel 2001 vince un regolare concorso pubblico, presso il Comune di Vetralla, ed entra a far parte del progetto denominato “Cantieri Scuola Lavoro Finalizzati all’Occupazione Finale”, che prevede la stabilizzazione del proprio posto di lavoro al termine di 2 anni di cantiere scuola, così come vuole una legge della Regione Lazio.
Nel 2004, l’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Aquilani Sandrino, concretizza la suddetta stabilizzazione realizzando la “Vetralla Servizi”, una società a capitale, interamente pubblico, gestita al 100% dal Comune di Vetralla.
Le persone coinvolte nella stabilizzazione sono 14, tra le quali Barbarelli. Le figure assunte provengono in gran parte dai sopra citati “Cantieri Scuola Lavoro” con l’aggiunta di alcuni ex lpu (lavoratori di pubblica utilità).
Negli anni a seguire la società implementa il numero delle sue unità fino a raggiungere le 24 persone.
Tutto sembra procedere senza problemi, fin quando nel 2006, cambia l’amministrazione comunale e comincia a cambiare anche il destino della società che, a causa di una delibera di consiglio, si vede ridurre i servizi ed il lavoro che impegnava 24 persone diventa per solamente 12.
“Perché molti servizi sono stati tolti alla società e affidati a terzi?”, si chiede il Barbarelli.
Sulla questione indaga la procura e spetterà dunque ad altri verificare responsabilità in merito.
Ora intanto c’è da chiedersi con quale criterio il Comune procederà a stabilire quali dei 24 dipendenti della “Vetralla Servizi” continuerà a lavorare e quali rimarranno a spasso.
A tal riguardo Barbarelli commenta amaramente: “Ci avevano detto che ci avrebbero almeno messo in cassa integrazione e che questa avrebbe previsto una rotazione. Invece il sottoscritto non ha mai ruotato ed è fuori da 9 mesi e solo pochi giorni fa ho ricevuto lo stipendio (dopo 9 mesi di attesa).”
E’ facile arrivare all’esasperazione quando sai di essere nel giusto, quando un diritto sacro santo ti viene calpestato, quando rischi che ti venga pignorata la casa perché non hai i soldi che ti erano garantiti dal tuo lavoro, quando non ce la fai a sostenere le necessità basilari di una famiglia.
“Quello che sta succedendo è veramente scandaloso” – ribadisce Barbarelli come un vero tormentone – “il comune non può licenziarci poiché all’interno della Vetralla Servizi ci sono gli ex ‘Cantieri Scuola Lavoro’ che hanno diritto alla stabilizzazione.”
Due settimane fa, per difendere il suo posto di lavoro, l’ex calciatore della Viterbese è arrivato ad incatenarsi sotto il palazzo comunale di Vetralla, per far conoscere a tutti la sua storia e quella degli altri 11 che con lui la condividono.
“Ho fatto conoscere questa vicenda a tutte le testate giornalistiche locali e nazionali, sto persino aspettando di essere chiamato da MI MANDA RAI TRE” – conclude Barbarelli - “ma ancora non ho avuto né risposte e né contatti dal Comune di Vetralla.
Sabato mattina (29 novembre 2008 alle ore 9,00), ci sarà un consiglio comunale straordinario. Se neanche stavolta emergerà qualcosa di nuovo, mi troverò costretto a fare un gesto estremo che non avrà precedenti.
Io, mia moglie e forse un figlio in arrivo, non riusciamo più a vivere, non riusciamo più a pagare il mutuo della nostra casa, non abbiamo più soldi per poter mangiare, in questo inverno gelido, non sapremo più dove andare a vivere, ora tutti proprio tutti, soprattutto i politici viterbesi, sono a conoscenza del gesto estremo che mi appresterò a compiere, tutti ne saranno responsabili…”
C. De Amicis