“Raggiungere il pieno ed effettivo riutilizzo sociale dei beni confiscati da utilizzare istituzionalmente oppure da affidare a comunità, enti, associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali - dice Fontana - è un obiettivo che la Regione Lazio ha deciso di perseguire con convinzione. Sottrarre le ricchezze ai boss mafiosi e restituirle alla collettività è il modo migliore per sconfiggere le mafie”.
“Non possiamo dimenticare che il Lazio è la sesta regione italiana per numero di beni confiscati alle mafie (353), appena dietro le quattro regioni ad alta densità mafiosa (Sicilia, Campania, Calabria, Puglia) e alla Lombardia. Stiamo parlando di beni sottratti a pericolose organizzazioni criminali come la banda della Magliana, il clan dei Casalesi, la camorra campana. Da Roma alla sua provincia, da Latina a Viterbo senza dimenticare Frosinone e il sud pontino - prosegue Fontana - le organizzazioni criminali si infiltrano e inquinano il tessuto economico sociale”.
“Con l’articolo approvato - prosegue Fontana - si destinano nei prossimi tre anni 900 mila euro per finanziare progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati e sei milioni di euro, sempre in tre anni, per riqualificare e ristrutturare questi immobili. Il voto unanime del Consiglio regionale - conclude Fontana - è una garanzia dell’impegno per trasformare in presidio di legalità ogni bene confiscato e sottratto alle mafie nella nostra regione”.