GENOVA (UnoNotizie.it) - Alcuni rappresentanti del Coordinamento dei Comitati hanno incontrato gli studenti del Liceo Lanfranconi di Voltri. Nel corso dell'assemblea è stato proiettato il filmato che testimonia la qualità della vita degli abitanti della Val Cerusa che vivono vicino all'autostrada A26, suscitando non poca sorpresa in chi non conosce questa terribile realtà.

Le simulazioni a computer dell'impatto della nuova autostrada hanno completato l'opera.

E la prospettiva di vedere il territorio devastato da nuovi piloni, viadotti e strade di cantiere ha sicuramente colpito l'immaginario dei ragazzi presenti.

Ed il fatto che chi rappresenta il futuro della nostra città sia stato completamente all'oscuro di tutto ciò che le Pubbliche Amministrazioni intendono realizzare nei prossimi anni la dice lunga su come sia stata capillare la diffusione delle informazioni.

 

A seguire il documento che verrà diffuso durante il dibattito pubblico e che spiega la posizione dei Comitati del Ponente

 

Coordinamento dei Comitati del Ponente

 

 

 

 

GRONDA DI PONENTE: UN PROGETTO DEVASTANTE ED INUTILE

In questi giorni ci apprestiamo a vivere l’esperienza del “dibattito pubblico”, annunciato come primo vero esempio di democrazia partecipata, ma sulla cui reale efficacia nutriamo dubbi e perplessità sempre più preoccupanti.
Già all’atto della presentazione del “Debat Public” appariva evidente la mancava di uno dei suoi elementi fondamentali, ossia la cosiddetta “Opzione Zero”, la possibilità che si decida di non realizzare la Gronda di Ponente in quanto i costi sociali ed ambientali sono di gran lunga superiori ai benefici a favore della collettività.
I genovesi, quindi, sono chiamati ad esprimersi non sull’utilità dell’opera ma sulle modalità della sua realizzazione, utilizzando informazioni assolutamente incomplete e parziali, espresse in modo praticamente incomprensibile da chi non sia un tecnico esperto e, per finire, immesse in rete solo a pochi giorni dall’inizio delle Assemblee.
E’ fin troppo chiara l’intenzione da parte della nostra Amministrazione di far sì che il grande interrogativo sull’opportunità di costruire la Gronda, il dubbio che un’altra autostrada possa essere la giusta soluzione per i problemi del traffico genovese venga trasformato in un referendum su dove collocare il nuovo ponte Morandi, scegliendo tra cinque diversi percorsi, con la possibilità di sfruttare a proprio favore le inevitabili ed umane contrapposizioni tra i diversi quartieri della città.

Quello che vogliamo risulti chiaro è che, comunque, il Ponente Genovese è assolutamente contrario ad una nuova autostrada in mezzo alle case e che la gente non è più disposta a subire nuove servitù spacciate come panacea di tutti i mali, ma che in realtà nascondono enormi interessi di tipo economico.
Noi non tifiamo per questo o quel tracciato, noi vogliamo che le nostre istituzioni si rendano finalmente conto che l’unica soluzione che darebbe immediatamente respiro alla nostra città è la FERROVIA.
Oggi il Porto di Genova movimenta circa 1.500.000 container: pochi per competere con gli altri scali ma troppi per la Città, invasa da quasi 4.000 TIR al giorno! Così non c’è futuro né per il porto né per la Città che soffoca nell’inquinamento, nella rumorosità, negli incidenti e che vede peggiorare sempre più la qualità della vita dei suoi abitanti.
Occorre dunque un’alternativa radicale ed immediatamente utilizzabile, senza dover aspettare anni o investire cifre impossibili, devastando ancor più un territorio già martoriato.
Questa alternativa esiste e si chiama PORTO LUNGO, “allungare” cioè il Porto oltre l’Appennino, in modo da disporre di tutto lo spazio necessario per le operazioni nonché degli snodi stradali e ferroviari ottimali per l’inoltro delle merci verso i mercati finali di destinazione. Tutto ciò usando il TRENO come “cordone ombelicale” tra le banchine genovesi e le ampie aree dell’alessandrino per aprire alla potenzialità portuale, poter sviluppare i traffici e liberare la Città dalla morsa negativa del transito dei TIR.
Già oggi la Ferrovia è in grado di trasportare (da Voltri e Sampierdarena) 1.000.000 (un milione!!) di container in più rispetto a quelli effettivamente movimentati. Inoltre, con un minimo investimento per la realizzazione della “Bretella di Borzoli” (2.400 metri di binari che collegherebbero la linea Voltri - Ovada a quella con maggiore capacità dei Giovi) si consentirebbe il trasporto su ferrovia di oltre 200.000 container all’anno.
In questi termini e con queste premesse il senso del Dibattito Pubblico voluto dall’Amministrazione assume tutt’altro senso, per cui l’esigenza e l’urgenza di Grandi Opere di tale portata viene ridimensionata in radice.

Sebbene in un’ottica fortemente critica all’opera proposta, i Comitati del Ponente hanno accettato di partecipare al Dibattito Pubblico, rivendicando una considerazione ed una possibilità di esprimere le proprie idee almeno pari a quella concessa alla Società Autostrade.
A seguito dei molti incontri avuti con tutte le persone coinvolte dal tracciato sono emerse numerose richieste, considerate ineludibili affinchè il Debat Public possa dirsi imparziale e “partecipativo”:


1. RICHIESTA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA – In considerazione dell’impatto devastante di questo progetto, chiediamo che non si utilizzi la “Legge Obbiettivo”, ma la prassi normale che prevede, appunto, la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Impatto Ambientale;


2. FLUSSI DI TRAFFICO FORNITI DA UN’AGENZIA TERZA – E’ evidente che non possiamo usare nel dibattito pubblico i flussi forniti solo dalla Società Autostrade, in quanto soggetto di parte.


3. PROGETTO ALTERNATIVO DI TRASPORTO DELLE MERCI E DELLE PERSONE SU FERRO – Il riferimento è al progetto del Porto Lungo, a quello del “Bruco” (spostamento di container su vagoni elettrici) ed al collegamento Borzoli – Fegino.


4. OPERE PRIORITARIE: realizzazione del NODO di SAN BENIGNO - completamento della STRADA A MARE, da collegare con le due strade in sponda del Polcevera e con il casello autostradale di Cornigliano – QUADRUPLICAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA VOLTRI/PRINCIPE. Sembra evidente che, prima di pensare ad un’opera impattante e costosa come la Gronda, sarebbe opportuno realizzare tali interventi per poi valutarne l’effettiva necessità.


5. PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE LAVORI CON GARE EUROPEE COME PREVEDE LA LEGGE EUROPEA SULLA CONCORRENZA – Con le gare si ottiene un notevole risparmio economico e si garantisce una totale trasparenza sulle modalità di esecuzione dei lavori.


6. VALUTAZIONE DI UN SOGGETTO TERZO SULLA PRESENZA DI AMIANTO NEL MATERIALE DI SCAVO – La presenza di amianto nelle nostre colline è accertato da decenni. Chiediamo, quindi, che un Ente terzo valuti il reale pericolo per la salute dei cittadini.


7. PROGETTO DELLE CASE DEI DEPORTATI – Prima realizzare il progetto esecutivo della Gronda, chiediamo che venga discussa e concordata con i cittadini la costruzione dei nuovi quartieri nei quali gli stessi verranno forzatamente trasferiti. Nel contempo dovranno essere chiarite modalità ed entità degli indennizzi conseguenti agli espropri.

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