VITERBO (UnoNotizie.it) Paola Gassman è l’interprete protagonista della commedia “L'appartamento è occupato! “ in scena domenica 26 aprile alle ore 16,45 al Teatro dell’Unione di Viterbo. E’ affiancata da Lydia Biondi, Mirella Mazzeranghi, Andrea Bacci, Elisa Gallucci, Maurizio Tomaciello, per la regia di Maurizio Panici. Prima opera teatrale scritta nel maggio del 2000 da Jean-Marie Chevret “Le squat” (titolo originale dell’opera), riceve nel 2001 il premio Moliere come miglior testo comico.  Successivamente “Le squat” viene messa in scena al Teatro Rive Gauche, al Théâtre de la Madeleine e al Théâtre Edouard VII, per la regia di Jean-Pierre Dravel e Olivier Macé.
“Le squat” è stato presentato a Mosca in una versione in russo. Il testo ha ricevuto il Premio de la Solidarité et de l’Anti-Racisme attribuito dalle ONG dell’ONU (un premio per la prima volta assegnato a un autore teatrale). L’ Express ha definito questo testo “una commedia irresistibile”.
Un appartamento di un quartiere borghese di Parigi viene occupato da una giovane coppia, Samir un algerino e Natasha una lituana senza permesso di soggiorno, con la complicità di Manuel, figlio di Teresa, portiera del palazzo. Samir e Natasha vivono rintanati in una stanza, dato che l’accordo con Manuel è di poter solo sostare nell’appartamento senza usufruirne. Le proprietarie dell’appartamento, le sorelle Maryvonne e Jeanne Figeac, sono in vacanza e quando tornano a sorpresa e capiscono la situazione, hanno reazioni diverse: Maryvonne vorrebbe mandare via la coppia clandestina con l’aiuto della polizia, mentre Jeanne propone una temporanea coabitazione forzata.
Dopo una prima fase di osservazione e incomprensione, con momenti ora teneri ora drammatici, si realizza finalmente prima una reciproca curiosità, poi una affettuosa accettazione. Un testo ironico, ottimista e tenero, in cui l’evoluzione dei personaggi, la scoperta della capacità di ciascuno di dare e ricevere, l’ humour, l’amore e il dialogo tendono a dimostrare come il razzismo, l’intolleranza e le barriere sociali si possono combattere e superare grazie a una volontà reale di ascoltare e comprendere l’altro.
Un testo sul conflitto generazionale e sulle differenze sociali, con situazioni divertenti, dialoghi moderni e personaggi ben delineati nelle loro caratteristiche sociali e psicologiche, grazie anche a una particolare cura del linguaggio usato: quello pulito e alto della borghesia, quello quotidiano “della strada” degli immigrati. Due mondi che si scontrano e poi si trovano.
Paola Gassman, figlia dell’indimenticabile “mattatore” Vittorio Gassman, si è dedicata quasi esclusivamente al teatro, a eccezione di alcune sporadiche ma significative apparizioni televisive in commedie e sceneggiati. All'inizio della carriera si ricordano i tre anni trascorsi nella compagnia “Teatro Libero” diretta da Luca Ronconi, che con lo spettacolo “Orlando Furioso” la vide presente in moltissime nazioni europee e negli Stati Uniti, culminando in una importante trasmissione televisiva a puntate. Sempre in quel periodo prese parte agli spettacoli “La tragedia del vendicatore” per la regia di Ronconi e “Cucina” diretta da Lina Wertmuller. E’ entrata poi nella compagnia Brignone-Pagliai con gli spettacoli “Spettri” di Ibsen e “Processo di famiglia” di Fabbri. È stata inoltre diretta dal padre in spettacoli come “Cesare o nessuno”, “Fa male il teatro” e “Bugie sincere”. Con la ditta teatrale Pagliai-Gassman ha messo in scena molti spettacoli sia nel genere drammatico sia in quello comico e brillante.. Ha recitato con registi quali Squarzina, Castri, Bolognini, Piccardi, Sciaccaluga, Ronconi, Maccarinelli, e tra i molti recenti spettacoli si ricordano “Spirito allegro” di Coward, “Giù dal monte Morgan” di Miller, “Vita col padre” di Crouse, “Harvey” di Chase, “Ifigenia in Aulide” e “Elena” di Euripide, “Viaggio a Venezia” e “La bottega del caffè” di Goldoni. Negli ultimi anni con Ugo Pagliai si è dedicata anche alla poesia e a tutti quei brani che si legano alla memoria e al repertorio.

 

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