SIRACUSA (UnoNotizie.it)

Una seconda giornata, quella del G8 ambiente di Siracusa, vissuta nell'attesa delle decisioni dei paesi partecipanti sui grandi temi della minaccia alle biodiversità e dei cambiamenti climatici. È Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente, il primo a parlare: “I temi che stiamo affrontando, che definiscono anche i contenuti della Carta di Siracusa, non possono essere esauriti nel tavolo di discussione del G8. È cominciato un percorso nel quale è stata sottolineata l'assoluta priorità di questi temi, si cercano strategie e linee di programma”.  

Ma intanto, dai lavori della giornata di ieri, emergono significative prese di posizione, come quella di Connie Hedegaard, ministro dell'Ambiente danese. Che sottolinea, senza mezzi termini: “Questo G8 ambiente è un passo avanti rispetto ai precedenti incontri. Spero che da qui arrivi un messaggio forte per il prossimo vertice mondiale”. Intanto, si guarda già al futuro, pensando alla Conferenza delle Nazioni unite di Copenhagen. “Il tempo corre, le scadenze sono imminenti. Forse c'è bisogno che i paesi partecipino già con un finanziamento supplementare: è stato facile raggiungere un accordo sul lungo periodo, ma ora la comunità scientifica invoca azioni per obbiettivi ben più a breve termine”. La soluzione? “La crisi climatica e quella economica non devono confliggere. I paesi in via di sviluppo devono essere sostenuti con progetti di ricerca e sviluppo, che prevedano ad esempio investimenti in ricerca pubblica”.  

Intanto, ieri è stato anche il giorno della firma dell'accordo tra Italia e Sudafrica, che impegna i rispettivi paesi alla cooperazione in varie attività e che contribuirà alla protezione ambientale e alla lotta ai cambiamenti climatici. L’accordo prosegue la cooperazione iniziata dai due paesi lo scorso dicembre alla Conferenza di Poznan sui cambiamenti climatici. Faciliterà progetti comuni per ridurre le emissioni di biossido di carbonio, aumentando l’utilizzo delle energie rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica, sviluppando bioenergia, costruzioni, trasporti e turismo ecosostenibile. “In Sudafrica arriveranno presto know-how e tecnologie che sono già in nostro possesso”, dice la Prestigiacomo.  

L’auspicio di Greenaccord è che ora l’Italia si doti di strategie energetiche coerenti anche in casa propria, rinnovando le reti che attualmente non sono in grado di assorbire la rapida crescita di nuova energia rinnovabile in corso, si dia stabilità e sicurezza al giovane mercato delle energie rinnovabili che grazie alla spinta degli incentivi “in conto energia” ha visto nell’anno passato il fotovoltaico recuperare importanti posizioni di mercato, si smentiscano le ricorrenti voci di riduzione o addirittura di ritiro degli incentivi. Infine, per la ripresa economica, nel pianificare le infrastrutture per i trasporti, si privilegi e si investa nel trasporto marittimo che richiede 1/5 dell’energia rispetto a quello stradale. 

In serata, poi, le prime dichiarazioni ufficiali di Lisa Jackson, responsabile dell'agenzia di protezione ambientale Usa. “Il messaggio di Barack Obama per questo G8 è di speranza e cambiamento. L'obiettivo per il governo Usa è l'energia pulita e l'efficienza energetica. Dichiarazioni interlocutorie, invece, sulle scadenze per il clima. “Non abbiamo novità - dice la Jackson – ognuno deve fare la propria parte”. Un passaggio che farà riflettere è quello sul tema del nucleare: “Secondo il presidente Obama sul tema ci sono questioni ancora aperte, tra cui è prioritario il problema delle scorie, non ancora risolto. Il nucleare potrebbe essere presente nello sviluppo ecologico, ma questi temi sono ancora tutti da affrontare”.  

Sul ruolo di Obama interviene anche il commissario Ue, Stavros Dimas: “È un grande cambiamento rispetto alla posizione precedente. La presenza della Jackson qui ne è chiara testimonianza. Ritengo che il congresso Usa sia intenzionato ad approvare il cap and trade system (il mercato dei crediti della Co2). L'auspicio è che questo possa avvenire prima dell'appuntamento di Copenhagen”. Dimas termina con una previsione: “Con la collaborazione delle imprese si possono introdurre le tecnologie a basso contenuto di carbonio. E il pacchetto clima ed energia può essere da stimolo per un 'New Deal verde'”.  

Oggi, nel giorno della chiusura, grande attesa per i risultati dei lavori di oggi sui temi della minaccia alle biodiversità e sui cambiamenti climatici. Il primo bilancio di questo G8 aretuso è ormai alle porte.

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