GIOIA TAURO - REGGIO CALABRIA (UnoNotizie.it)

 

 

AL DIRETTORE SANITARIO ASP 5 DI R.C.
DOTT. RUPENI

E, PER CONOSCENZA

Al Presidente della Giunta Regionale Calabria 
Dott. Agazio Loiero
Catanzaro

Al Prefetto della Provincia di Reggio Calabria
Dott. Francesco Mugolino

Ai Commissari Straordinari del Comune di Gioia Tauro

Al Commissario straordinario AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI R.C.,
Dott. Cetola

Al Direttore Sanitario Ospedale Giovanni XXIII,
Dott. Zampogna

Al Presidente della Conferenza dei Sindaci
Avv. Domenico Rocco Ceravolo
Laureana di Borrello

Alla Procura della Repubblica  di Palmi

Alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria

 

Constatiamo con inquietudine e preoccupazione che nonostante i vertici dell’Asp 5 abbiano dichiarato che l’Ospedale di Gioia Tauro dovrebbe essere potenziato, la realtà è completamente diversa al punto che attualmente per assenza di chirurghi il reparto di chirurgia e con esso l’intera struttura ospedaliera rischia  a  breve la chiusura.

Qualcuno ci dovrebbe spiegare come si concilia un potenziamento con una riduzione drastica dei chirurghi  che da 9 o più unità effettive ha portato oggi, dopo la riapertura del 31 marzo, a solo 3 chirurghi costretti a svolgere l’intera attività, con  turni doppi e  senza possibilità di prendere alcun permesso.

Siamo di fronte ad una gestione pericolosissima della sanità perché cosi facendo si costringono i chirurghi a lavorare in condizioni proibitive, con sovraccarichi di lavoro e senza nessun presupposto per poter  lavorare in maniera serena.

Situazione talmente estrema che potrebbe portare gli stessi  medici superstiti del reparto decimato a rifiutarsi di intervenire perché non ci sono i presupposti per erogare il servizio in condizioni idonee.

E mentre la richiesta aumenta e tutti gli interventi già programmati per questa settimana rischiano di essere rinviati a data da stabilirsi non si capisce come sia possibile che si trasferiscano chirurghi senza sostituirli, non si rinnovino contratti o che semplicemente non si rinnovino ordini di servizio.

Forse l’unica vera logica che si coglie in questo indirizzo politico sanitario è quella che prima di ogni altra cosa si vuole continuare a salvaguardare tutti i vari  orticelli  e  non ci si  preoccupa minimamente dei rischi a cui si espongono i cittadini.

Ma è possibile che non ci siano più medici chirurghi? Sono spariti tutti? Ma quelli in organico nella Piana di Gioia Tauro sono tutti impiegati dove c’è più necessità? Perché il dubbio che potrebbe venire è che siano impiegati strategicamente per giustificare il mantenimento in vita dei diversi orticelli svolgendo altrove  interventi di piccola chirurgia ambulatoriale mentre potrebbero e dovrebbero salvare vite umane.

Se così fosse alla prima tragedia dovuta a questo disservizio, sempre più annunciata, gli eventuali responsabili ne dovranno rispondere direttamente perché si potrebbe di fatto configurare un’interruzione di pubblico servizio.

Restiamo comunque disorientati e preoccupati perché al contrario delle parole di fatto le uniche decisioni che vengono assunte sembrano preludere ad una imminente chiusura del reparto di chirurgia e conseguentemente dell’intero Ospedale di Gioia Tauro.

Ma i cittadini della Piana e  i lavoratori del Porto più grande del Mediterraneo, che svolgono quotidianamente lavori a rischio rilevante di incidenti, assolutamente non possono essere privati di un servizio salvavita così importante e nel sito ad essi più vicino e rapidamente raggiungibile.

Tanto esposto, si chiede l’immediato ripristino dell’organico di medici e chirurghi necessari per garantire il servizio di assistenza sanitaria in emergenza urgenza h. 24 nella Piana e nel Porto di Gioia Tauro garantito dal reparto di chirurgia e, inoltre, il corretto funzionamento di tutti i reparti del Giovanni XXIII ad esso correlati. 

Il Coordinatore "Per il Bene Comune" di Gioia Tauro
Jacopo Rizzo

Il Coordinatore "Per il Bene Comune" Regione Calabria
Renato Bellofiore

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