MATERA (UnoNotizie.it)  Si è tenuta nella giornata di ieri, all'Università degli Studi della Basilicata, una tavola rotonda con i responsabili dell'Eni, i rappresentanti di WWF ed Unibas - rispettivamente Gaetano Benedetto e Giovanni Figliuolo - e con la partecipazione istituzionale dell'assessore regionale Vincenzo Santochirico. L'iniziativa in questione - moderata da Renato Cantore della Rai Basilicata - è stata preceduta dall'assenza assoluta di annunci mediatici (praticamente erano in pochi a conoscere l'”evento”). Gli ospiti hanno illustrato quello che potrebbe essere definito il “testamento biologico” della Val d'Agri.

Grazie alla filosofia del "tutt'apposto" si è sostenuto che farebbero più danni delle trivelle, dei centri oli e degli oleodotti, niente di meno che le pacifiche ma inquinanti mucche che pascolano nei boschi dell'Appennino Lucano - tra cui svettano i pittoreschi "alberi di natale" dell'Eni - e che le esplosioni sismiche alla ricerca del petrolio "darebbero fastidio ai serpenti esattamente come i botti dei fuochi d'artificio delle feste di paese".

In attesa di leggere nel dettaglio lo studio prodotto da Eni ed Università della Basilicata - sulla conservazione della biodiversità in Val d'Agri (ci auguriamo che venga pubblicato integralmente sui siti internet ufficiali di questi Enti) - ed esprimere nel merito puntuali osservazioni, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - attende ancora di conoscere dall'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, i monitoraggi dei dati prescritti per tutti gli inquinanti, come l'H2S, i COV e gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) ed altre sostanze prodotte dal Centro Oli di Viggiano e dai pozzi. Inoltre, ad oggi, non ci è dato ancora conoscere le sostanze che hanno inquinato le sorgenti riguardanti il Comune di Calvello, a poca distanza dai pozzi petroliferi e in pieno Parco Nazionale della Val d'Agri-Lagonegrese, il cui Ente gestore - auspichiamo - voglia denunciare.

Vorremmo, infine, conoscere se i nuovi pozzi autorizzati dalla Regione (anche nel Parco) e la recente esclusione dalla procedura VIA del nuovo pozzo "Monte Alpi 3 DIR OR A" - a poca distanza dalla diga del Pertusillo - non rappresenti un "gesto di buona volontà" da parte della Regione Basilicata nei confronti dell'Eni affinché sostenga con la Regione la battaglia contro il DDL 1195 che il Parlamento si accinge a votare e che significherebbe cancellazione delle royalty, nonché trasformazione del Parco della Val d'Agri-Lagonegrese e della Basilicata in Distretto o "Hub Energetico". Tutto questo in un territorio sempre più "Colonia d'Italia".


             


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