ROCCALBEGNA - GROSSETO ( UnoNotizie.it ) Ancora un atto intimidatorio nei confronti delle istituzioni, del WWF e soprattutto dell’ambiente si è registrato nel corso della notte a Roccalbegna.

Giovedì 11 giugno Roberta Margiacchi, guardia dell’Oasi WWF di Bosco Rocconi, si è trovata davanti ad un ennesimo atto vandalico, prontamente denunciato dal WWF ai Carabinieri.
La Land Rover  dell’oasi, acquistata grazie al contributo del Monte dei Paschi, è stata insozzata con della vernice spray,  con anche un messaggio intimidatorio “Agosto fuoco”.
Stessa sorte è toccata al nuovo Centro Visite della Provincia, recentemente terminato e alla cartellonistica,  che illustrava le caratteristiche di tutte le Riserve Naturali della Provincia di Grosseto.

Non sappiamo se il buontempone abbia voluto avvisare i suoi concittadini che ci sarà un’estate torrida, magari dovuta ai cambiamenti climatici, che  interesserà in modo particolare la bellissima cittadina dell’entroterra maremmano; certo è che avrebbe potuto trovare modi diversi per farlo, manifestando apertamente e più chiaramente il suo pensiero.

“Non sottovalutiamo l’episodio che riteniamo un pericoloso avvertimento, come abbiamo denunciato  ai Carabinieri. Certi atteggiamenti fanno parte di una cultura non propensa al dialogo ma il WWF è certo che gli abitanti di Roccalbegna aiuteranno ad isolare coloro che utilizzano la minaccia e l’aggressione per esprimere le proprie opinioni” ha dichiarato il WWF Italia.
 
Il WWF, con il contributo di tantissime persone ha acquistato l’Oasi di Rocconi nel 1995, sottraendola a rischi di tagli o speculazioni; nel 1998 è stata istituita la Riserva Naturale Regionale, di cui l’Oasi è parte, che oggi a sua volta è integrata nell’area Sic e Zps di Monte Labbro e Alta valle dell’Albegna.
Recentemente l’Oasi si è ulteriormente ingrandita grazie al contributo di una coppia di sposi, che hanno chiesto ad amici e parenti di ricevere, come regalo di nozze, una donazione, al fine di permettere al WWF di proteggere un altro tassello di natura selvaggia.

La sua tutela non rappresenta solamente un volano economico per l’intera area, ma un luogo dove, ignari dell’accaduto,  il falco lanario, il falco pellegrino, il biancone e tanti altri animali e piante continuano vivere e riprodursi, forse nella speranza che alcuni uomini possano illuminarsi.

- Uno notizie ambiente Toscana Grosseto-

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