ROMA ( UnoNotizie.it )

Egr. Direttore,

la querelle estiva sul tesseramento dei Verdi, innescata dalla puntuale denuncia di Angelo Bonelli (CorSera del 10 agosto u.s.), rischia di esibire una brutta pagina  nella storia,  breve ma intensa, del partito ambientalista, che non può passare inosservata in tempi di "demolizione e ricostruzione" della classe dirigente nella Sinistra italiana.

Invero, l'accusa mossa ai dirigenti che, escludendo con pretestuosi richiami al regolamento centinaia di tesserati, avrebbero indebolito l'opposizione interna, incontra valide argomentazioni sia nel merito della vicenda (ingiustificata estromissione dei già iscritti!), che nella forma e trova riscontro in un modo di organizzare e fare politica tipico dei regimi, ove il dissenso è estirpato alla radice, prima ancora che riesca a manifestarsi democraticamente !

Dunque, gran brutta storia e pessima figura per chi l'ha ideata ed attuata! Ma i fatti parlano chiaro: centinaia di iscrizioni respinte, tutte riferite  alla corrente dei non allineati, ai "ribelli" che non credono al percorso di dissoluzione intrapreso dal gruppo dirigente, ma che vogliono concorrere a riformare la politica ambientalista, mantenendo l'identità dei Verdi.

La clamorosa ed univoca "esclusione di massa" costituisce a mio avviso un evento indegno, che mortifica le regole del pluralismo e della democrazia rappresentativa e getta pesanti ombre su coloro che intendono candidarsi a guidare i Verdi nei prossimi anni.

Appare, peraltro, debole e inconsistente la difesa della Federazione dei Verdi, che per bocca del capo ufficio stampa (CorSera, 13 agosto u.s.), ritiene  tale evento  ininfluente sul dibattito congressuale programmato in ottobre. Viceversa, è fondato il timore che le dimensioni di questa "purga" finiscano per alterare irrimediabilmente gli equilibri tra le correnti del partito, indebolendo le posizioni degli uni a vantaggio degli altri.

Ora, al di là degli aspetti giuridici, di cui si occuperanno i legali nelle sedi opportune, è scoppiato nei Verdi un problema di trasparenza e rappresentatività democratica: quando in un partito, che ha nel proprio patrimonio genetico il rispetto per l'ambiente, viene a mancare il rispetto per l'uomo e le sue idee, quando ci si mobilita al proprio interno per soffocare il confronto, per renderlo innocuo e piegarlo alle esigenze di pochi, ebbene, quel partito rischia di morire prima ancora di scomparire dal quadro istituzionale e dalla fiducia della gente.
              

                                                                                                                                 Giuseppe Teodoro

 

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