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VITERBO / 11-10-2009

ONOREVOLI, PELO E VIZIO / Giuseppe Parroncini e Ugo Sposetti. Non basta pentirsi se si continua a sbagliare

Viterbo - L'on. Ugo Sposetti e l'assessore regionale Giuseppe Parroncini (che sono due amici a cui auguro ogni bene) in questi ultimi giorni si sono distinti come maestri del coro che romba in pro della realizzazione a Viterbo di un illegale, devastante, avvelenatore ed insensato mega-aeroporto. Promettendo progresso e sviluppo, ricchezza e felicità per tutti, all'incirca come il dottor Dulcamara dell'Elisir d'amore. Con la medesima roboante retorica e tracotante sicumera di quando sul finire degli anni '70 facevano parte del mucchio selvaggio che cercava di imporci la centrale nucleare a Montalto di Castro.
Ohibo', invece di meditare sugli errori commessi in passato, ci sono persone che pretendono ancora di pontificare e - quel che è peggio - di devastare la nostra terra e di avvelenarci.

In un paese di smemorati cronici, mi permetto di ricordare che all'epoca, Sposetti in testa, e Parroncini in coda, erano tra i nuclearisti più accesi; mi scuso per l'ineleganza, ma io non ho dimenticato, giacché contro il nucleare ero a Montalto di Castro, a Pian dei Cangani, alla "festa della primavera" del '77 che diede inizio al movimento, ed ero ancora davanti ai cancelli della centrale dieci anni dopo (ed ebbi l'onore di essere investito dall'ultima insensata grottesca carica) quando avevamo già vinto il referendum ma l'Enel pretendeva di continuare col nucleare come niente fosse.

Se oggi Sposetti e Parroncini hanno compreso che allora si erano sbagliati, sono il primo a  felicitarmene. Ma vorrei che dal pentimento per l'errore di allora traessero una lezione per l'oggi: una lezione di prudenza.

Invece mi sembra che con la medesima retorica, la medesima cecità e la medesima supponenza oggi ripetano pari pari quell'errore col mega-aeroporto.
Eppure non ignorano che il mega-aeroporto devasterà preziosi beni archeologici e naturalistici, massacrerà l'area termale del Bulicame, distruggerà l'agricoltura locale, avvelenerà la popolazione viterbese, costituirà uno sperpero scellerato di denaro pubblico con esiti dannosissimi, e - last, but not least - è un'opera del tutto illegale. Un'opera del tutto illegale. Del tutto illegale. Ed essendo del tutto illegale, volerla realizzare è un atto criminale. Punto.

Servisse a qualcosa, con queste righe vorrei pregarli di rinsavire.
E di smetterla di volerci e volersi fare del male.
O almeno, se proprio non riescono ad astenersene, che non lo facciano utilizzando cariche e risorse pubbliche. Se proprio volessero avvelenarci, si dimettano prima dal Parlamento, dalla Giunta Regionale e dal Consiglio Comunale.
Dedicarsi alle pratiche delle streghe di Macbeth a spese del pubblico erario mi sembra pretesa davvero scandalosa e ignobile, sia quando l'avanzano Berlusconi e Scajola, sia quando l'avanzano gli emuli loro dalla casacca di qualsivoglia colore.

Peppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

- Uno Notizie Viterbo -


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