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FABRICA DI ROMA (VITERBO) / 09-11-2009

FABRICA DI ROMA, PIANO REGOLATORE / 13 consiglieri su 17 interessati dalla variante al Piano regolatore. Vergogna!

A Fabrica è l'anarchia del mattone...  un paese, il nostro, tra i pochissimi in Italia a non aver ancora mai avuto un piano regolatore: un ritardo, quello fabrichese, di una quarantina d'anni.
In questo contesto le costruzioni sorgono ovunque, capanni agricoli e magazzini sono trasformati in ville, gli scarichi fognari nella nuda terra, Le condotte idriche non reggono l'aumento del fabbisogno e saltano.

Il paese ha raddoppiato la sua popolazione in pochi anni, superando oggi i 9mila abitanti e di pari passo sono diminuiti i servizi e la qualità della vita.
Ora qualunque amministratore pubblico si metterebbe le mani nei capelli, chiunque tranne la maggiornaza in Consiglio Comunale, che ha pensato invece a bloccare l'iter (già lentissimo) del piano regolatore in Regione, per proporre una variante, ha pensato cioè di eccepire ad un piano che ancora nemmeno c'è... ma il punto è un altro.

Può capitare che uno o due consiglieri risultino 'casualmente' interessati da una variante... non che lo siano tredici su diciassette come accaduto a Fabrica... chissà se poi andiamo a verificare le parentele fino al quarto grado, come prescrive la legge... 
Promuovore una variante non significa 'solo' spendere migliaia di euro per il progetto (19 mila dicono in Comune) e altre migliaia in lavoro che compete agli uffici, alle commissioni e al Consiglio.

In realtà il peso economico (diretto e indiretto) di una variante è enormemente maggiore.
Il tiro è che novemila paghino l'urbanizzazione primaria, le strade, i servizi, per uno 'finto sviluppo' che 'casualmente' coincide col portafoglio di quasi tutto il Consiglio Comunale e di qualche 'amico'...
Non solo tranne un consigliere di minoranza, che correttamente non ha votato perchè personalmente interessato, la maggiornaza è rimasta al suo posto e ha votato un atto illegittimo.

Già così è visto che rispettando la legge, i 13 interessati avrebbero dovuto tutti assentarsi dalla votazione, comportando con ciò la mancanza il numero legale e l'impossibilità di approvare l'atto.
I consiglieri e gli assessori del Comune di Fabrica, almeno quelli che hanno votato l'atto, risponderanno probabilmente ad un magistrato della loro condotta, nel frattempo le risposte più dignitose che possono fornire ai 9mila fabrichesi che stanno a guardare, sono le immediate dimissioni di tutti coloro che hanno votato l'atto, cosa che visti i numeri in questione vuol dire praticamente lo scioglimento del Consiglio Comunale. Vergogna.

Riccardo Fortuna
Consigliere alla Provincia di Viterbo
Rifondazione Comunista- Fabrica di Roma

- Uno Notizie Viterbo -


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