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ROMA / 06-12-2009

DISOCCUPAZIONE: PER ACLI MISURE IN FINANZIARIA NON SUFFICIENTI / servono investimenti per lo sviluppo e una riforma strutturale

«Forte preoccupazione» esprimono le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per i dati sulla disoccupazione diffusi oggi dall’Istat, che stimano in oltre due milioni i lavoratori disoccupati in Italia, riportando il Paese ai valori negativi del 2004.

Per il responsabile del dipartimento lavoro delle Acli Maurizio Drezzadore, «avremo a che fare con un periodo prolungato di disoccupazione, che la crescita pur prevista non sarà in grado di riassorbire in tempi brevi». «Non basta allora – avverte – prolungare i sistemi di protezione sociale in deroga, come è stato fatto in Finanziaria, ma occorre una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, capace di accompagnare questo periodo di disoccupazione che non sarà breve». «Relativamente a queste misure strutturali – insiste Drezzadore – è particolarmente necessario estendere gli interventi di protezione per i lavoratori con contratti atipici, che sono soprattutto i giovani, rispetto ai quali il nostro tasso di disoccupazione supera di gran lunga la media europea».

Proprio rispetto al confronto con l’Unione europea, che vede i nostri numeri complessivi sulla disoccupazione inferiori alla media degli altri Paesi, si tratta per le Acli «solo di un lato della medaglia». Perché «il nostro vero problema è il basso tasso di occupazione, che riguarda soprattutto i giovani e le donne, e che si supera solamente con politiche di sviluppo. Ma su questo in Finanziaria non c’è quasi nulla». «Siamo ancora nelle misure di emergenza occupazionale – ribadisce Drezzadore –, necessarie certo ma non sufficienti. Le misure degli investimenti, ancora modestissime, non sono in grado di invertire la rotta e di creare un’accelerazione forte sul piano dello sviluppo».


- Uno Notizie Roma - Lazio -


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