E’ stato firmato tra i presidenti dei Parchi nazionali del Pollino, dell'Appennino Lucano - Val d'Agri Lagonegrese, del Cilento-Vallo di Diano e del WWF Italia, il protocollo d'intesa per la realizzazione di un progetto di "area vasta" per la conservazione della biodiversità nei territori dei tre Parchi nazionali.


 "Con la firma di questo protocollo - ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia - si rafforza un importantissimo percorso di collaborazione tra il Wwf e i tre Parchi nazionali che consentirà di porre un tassello fondamentale per la realizzazione della rete ecologica nazionale e accrescere l'attività di conoscenza e di conservazione della biodiversità in quest'area, che costituisce un'unità territoriale di straordinaria importanza per la tutela della biodiversità all'interno dell'intero bacino del Mediterraneo."

Riconosciuta come area prioritaria all'interno del processo di conservazione ecoregionale del Wwf internazionale, l’area riveste una fondamentale importanza per la presenza di numerose specie di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, oltre che importanti specie vegetali.

Tra le molte specie di interesse conservazionistico sono presenti la lontra, il lupo, il gatto selvatico e il capriolo italico, la cicogna nera, il picchio rosso mezzano, rapaci come il capovaccaio, il nibbio reale, il lanario e endemismi floristici, ovvero specie presenti solo in quest'area, tra cui la Primula di Palinuro.

Sviluppata su una ragguardevole superficie di 441.000 ettari, l’area ospita anche una rete idrografica superficiale di immenso valore comprendente importanti corsi d'acqua come il Sele, il Calore, il Basento, l'Agri e l'Ofanto.

L'iniziativa prenderà il via attraverso la costruzione di una partnership scientifico-tecnico-istituzionale, per la realizzazione di un piano organico di riferimento per la conservazione della biodiversità. Sarà così possibile massimizzare le funzioni ecologiche dell'area, in modo da assicurare anche il suo ruolo di connessione tra i tre grandi Parchi nazionali, le riserve naturali e i siti Natura 2000.

L'applicazione della metodologia proposta permetterà di individuare in maniera coordinata e condivisa i "valori di biodiversità", cioè le specie e gli habitat prioritari, per poi passare all'esame dei fattori di minaccia, per arrivare infine a individuare gli interventi di conservazione da mettere in campo.

Il progetto prevede inoltre la promozione dell' "identità geografica" dell'area, un territorio di valori sociali, ecologici e economici. L'obiettivo è quello di creare una riconoscibilità dell'area che vada al di là dei confini amministrativi, come già avviene per altre aree come le Dolomiti, le Langhe o la Maremma.

"Abbiamo aderito in maniera convinta, dichiara il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, perché la biodiversità è la linfa del nostro Parco, grazie anche alla sua inconsueta ricchezza, e in quanto tale ogni azione volta alla sua "difesa", nel segno della conservazione e dello sviluppo, non può non vederci coinvolti. Il Parco del Pollino è impegnato da sempre nella costruzione di reti ecologiche e di corridoi naturalistici che permettano proficui scambi tra le aree protette del Sud Italia. Il progetto che ci vede protagonisti insieme con l'Appennino Lucano e il Cilento rafforza la nostra visione."

"L'iniziativa vede l'adesione convinta del P.N Appennino Lucano Val D'Agri-lagonegrese per il ruolo strategico di connessione territoriale ed ecologica di questa vasta area destinata alla tutela e conservazione di un patrimonio naturalistico, paesaggistico ed antropologico di enorme valenza", ha aggiunto il commissario del Parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri Lagonegrese, Domenico Totaro . "Siamo inoltre certi che il progetto sarà volano di rinnovato interesse nella costruzione e nel mantenimento dell'equilibrio tra qualità ambientale ed attività umane ecocompatibili e che un tale risultato potrà aiutare la necessaria condivisione delle ragioni del Parco da parte delle singole comunità che potranno trarre indubbi vantaggi da una concreta collaborazione fra Parchi nazionali contigui che contengono aree di interesse internazionale."


Infine Amilcare Troiano, presidente del Parco del Cilento -Vallo di Diano, ha sottolineato che "con questo protocollo parte dal Sud, dal cuore del Mediterraneo, un'ambiziosa ed innovativa sfida finalizzata alla conservazione della biodiversità: la pianificazione di interventi di conservazione con connesse azioni di promozione e valorizzazione di un area vasta e complessa come quella in oggetto, in grado di mettere insieme istituzioni, comunità scientifica, attori economici e semplici cittadini appartenenti a tre regioni, rappresenta un modo nuovo di progettare il futuro di un territorio e delle sue comunità in modo condiviso e concordato che può diventare un modello virtuoso per il nostro Paese."

Anche la Regione Calabria e la Regione Basilicata hanno già formalmente manifestato il proprio interesse verso l'iniziativa e aderiranno in breve tempo al protocollo.
 
- Uno Notizie  - Roma -


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