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FIRENZE / 18-01-2010

IL CENTRO ITALIA SI FA SENTIRE / Toscana, Marche, Umbria, Lazio ed Emilia Romagna contestano ''disattenzioni'' Governo

Si sono riuniti gli amministratori di Toscana, Marche, Umbria, Lazio ed Emilia Romagna. L’elenco delle richieste: dalle iniziative contro la crisi al coordinamento per l’Appennino centrale; i fondi europei e il federalismo fiscale; gli investimenti per le scuole e le infrastrutture.









Toscana, Firenze
- “Il cuore del territorio nazionale rischia di rimanere schiacciato tra le pretese leghiste e quelle del cosiddetto ‘partito del Sud’. Per questo riuniti a Firenze gli amministratori degli enti locali di cinque regioni dell’Italia centrale, per fare fronte unico contro le disattenzioni del Governo che risponde solo al Nord e al Sud dell’Italia, e sostenere i legittimi diritti delle popolazioni che rappresentiamo”.


Così il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci ha presentato assieme al collega di Pesaro-Urbino Matteo Ricci la riunione nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, riunione in cui Regioni, Province e Comuni del Centro Italia avvieranno una riflessione sulle iniziative comuni da intraprendere in futuro, consapevoli dei risultati raggiunti negli ultimi decenni. Tra le adesioni per l’iniziativa a Palazzo Medici, vi sono anche quelle del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, del Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e di numerosi parlamentari.

“Riteniamo che sia giunto il momento di alzare voce per chiedere più attenzione dal Parlamento e dal Governo – ha aggiunto Matteo Ricci - e nello stesso tempo rivendicare il ruolo essenziale di cerniera che tiene insieme l’intero Paese.

Il Centro Italia è quello che ha dato di più in termini di innovazione amministrativa e tutte le classifiche pubblicate nei giornali vedono le province centrali sempre ai posti più alti per BIL, ossia Benessere Interno Lordo. Bene – ha concluso Ricci - noi pensiamo che questo virtuosismo vada premiato. Si sente tanto parlare di federalismo, ma la verità è che siamo di fronte a un neocentralismo: chi amministra, chi ha da poco chiuso i bilanci, sa che quelle poche risorse che ci sono le tiene ben strette Tremonti”.


Presentato il contenuto del cosiddetto ‘Patto di Cagli’ (vedi allegato), il documento programmatico formulato il 28 ottobre in occasione di un incontro preparatorio.
Affrontati numerosi temi. Le risposte alla crisi economica, le risorse per le grandi infrastrutture e soprattutto la necessità di lavorare per la costruzione di una macro area europea e i contenuti del federalismo fiscale. Un’iniziativa amministrativa, prima che politica, con la raccolta di adesione fattiva anche di amministratori del centro destra.


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