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ROMA / 17-01-2010

1912, IMMIGRAZIONE: PER NON DIMENTICARE / documento Ispettorato Immigrazione Congresso Americano riguardo immigrati italiani in USA






Caro Direttore,

ho appena terminato di leggere il seguente breve testo che vorrei socializzare con i lettori del suo giornale:

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.

Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.

Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.

Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.

Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.


Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.


Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali…".


Sembra scritto in questi giorni da qualche leader della destra italiana.

E invece no.

E' un passo tratto dalla relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso Americano relativa agli immigrati italiani negli USA.

E' del 1912.


Meritevole di meditazione, vero? O no?

Deo Fogliazza

- Uno Notizie Italia - Roma -

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commentiCommenti
i miei antenati, benchè poveri, sono rimasti a casa loro, hanno condotto una vita dignitosissima con i pochi mezzi che avevano, si alzavano la mattina per andare a sgobbare sui campi fino alla sera, hanno sempre vissuto nel pieno rispetto della legge, non sono certo andati in america a fare quello che si descrive in quell´articolo. Quindi io credo di non dover riflettere proprio su niente.
commento inviato il 08/01/2010 alle 1:31 da giancarlo  
Giancarlo hai scritto un commento di elevato livello stronzoide Rifletti su questo
commento inviato il 09/01/2010 alle 2:34 da Deffon  
per la miseria due fratelli di mio padre,emigrarono in america. per integrarsi ci vollero anni;iniziarono a pulire i cessi. dal mio paese negli anni cinquanta ,emigrarono a migliaia:argentina,germania,australia. condivido l´articolo e lo sottoscrivo. carlo di figlia pignatello
commento inviato il 09/01/2010 alle 1:30 da carlo difiglia pignatello viareggio-mistretta  
x non parlare poi degli Italiani in Sizzera. 1970 x poter entrare nella Confederazione Elvetica chiunque doveva sottoporsi come ha fatto il sottoscritto alle visite mediche alla dogana di Chiasso,durata visite (dalle 4 alle 6 ore)i dichiarati abili proseguivano verso la destinazione, gli altri amaramente facevano ritorno a casa.Una volta dentro la confederazione si era protetti sia dal lavoro che non mancava sia da un organizzazione che noi oggi in Italia dopo 40 anni ci sognamo. L´integrazione veniva spontanea non ho mai notato forme di razzismo verso gli emigrati . Quello che succede adesso in Italia con gli emigrati in casa nostra e´stato l´errore di aver fatto entrare chiunque senza controllo. Questo lo dobbiamo solo ai vari governi centrali regionali e comunali che non sono riusciti a trovare una soluzione, o non l´anno voluta cercare.
commento inviato il 10/01/2010 alle 3:40 da uda antonio  







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