Molte volte, quando si ha l’occasione di parlare di religione, specialmente con gli atei  o con gli aderenti ad altre religioni, ci si sente dire  che noi cristiani non siamo credibili perché non siamo coerenti con la Parola che proclamiamo e diventiamo per questo motivo di scandalo.

E’ vero?

Spesso a me capita di riflettere  sui contenuti degli scritti evangelici, sui discorsi del Papa, sui documenti della Chiesa e confrontare  il mio modo di vivere e di rapportarmi al prossimo.

Lo stesso confronto cerco di farlo con le enunciazioni ed i principi della mia Associazione e del comportamento degli addetti sociali e dei collaboratori.

Anche in questa occasione della giornata della vita, ci si è confrontati col messaggio della conferenza episcopale.

Ciò che ci si chiede come cristiani impegnati nel sociale è la coerenza ai principi che vengono enunciati ed ai quali riteniamo di riferirci.

Mi pare che l’essenza del nostro essere debba considerarsi  l’AMORE.
Dio ha mandato suo figlio tra noi per amore.
Gesù è morto per amore verso l’umanità.
Il rapporto tra gli uomini è vero, sincero e dà frutto se si fonda sull’amore.
La famiglia vive , si sviluppa, crea e progredisce se c’è amore.

Dove non c’è amore, metti amore e troverai amore, ripeteva spesso Chiara Lubich.

 E allora da un comportamento ispirato all’amore ne discende l’essere Dono.
La vita ci è stata data in dono frutto di un atto d’amore.
Noi dobbiamo essere dono uno per l’altro.
Sta scritto: Gratuitamente avete ricevuto… gratuitamente date!
 Doni sono anche i talenti naturali. Ognuno quindi ne è dotato.
 E che uso dobbiamo farne? Pensare come farli fruttare.
 Essi ci sono dati non solamente per noi stessi ma proprio per il bene di tutti. La varietà dei doni è immensa. Ognuno ha il suo e ha quindi nella comunità la sua specifica funzione.
La diversità di talenti ma anche di razze, culture, religioni,non è un ostacolo, ma una ricchezza. Un pezzetto di puzzle dove ogni cosa da sola, pur bella, non esprime il tutto, ma composta con gli altri pezzetti, forma il mosaico:l’unità delle cose.
Un fiore preso da solo è bello ed armonioso; ci apre il cuore. Ma un prato fiorito con fiori di diverse specie e colorazioni, si proietta in una dimensione soprannaturale che ci fa sentire parte di un universo più vasto.
 
Giovani, Adulti ,Anziani, ognuno può e deve essere dono per l’altro.
Posso avere un diploma e mettermi a disposizione per qualche ora la settimana, di chi non sa…
Sono giovane e so usare bene il computer… posso dedicare qualche ora ad insegnarlo ai più anziani e lenti nell’apprendimento..
Sono adulto in pensione, ho acquisito nella vita, professionalità ed esperienza… perché non metterla a disposizione degli altri anziché sprecarla e farla morire?
Ho un cuore particolarmente generoso? Posso mobilitare delle forze ancora sane in favore di gente povera ed emarginata.
Sono portato alla musica, alla poesia , alla recitazione? Vuol dire che posso allietare gli altri o rendere più attraenti , più ricche, più moderne le assemblee della comunità
Ho doti particolari per confortare? Oppure per ricamare, per cucinare, per confezionare con poco, abbigliamenti utili o per lavori manuali?
Basta guardarsi attorno e si vede chi ha bisogno di noi.
A tutto ciò dobbiamo aggiungere la preghiera che è il dono più formidabile perché consente di rivolgersi a Dio presente dappertutto. Per cui se proprio non posso muovermi o fare altro, posso pregare per chi ne ha bisogno e per le sue necessità.
Noi cristiani, non abbiamo tempo libero finchè ci sarà sulla terra un ammalato, un affamato, un carcerato,un ignorante, un dubbioso, uno triste, un drogato, un handicappato, un orfano, una vedova.
Ci sono tanti organismi che consentono un impegno nel sociale … tra cui le Parrocchie, l’Azione Cattolica, la Caritas… e le ACLI che sono formate principalmente da volontari.

Nel documento dei Vescovi per la giornata odierna è scritto:
”Tutti conosciamo persone povere di mezzi, ma ricche di umanità e in grado di gustare la vita, perché capaci di disponibilità e di dono”.
E…Proprio le difficoltà ci spingono a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacità di prenderci cura degli altri.”

Leggevo  tempo fa un rapporto sulla povertà in cui veniva evidenziato che il 4 % in Italia vive nella povertà assoluta e che in Europa soltanto l’Ungheria, la Grecia e purtroppo anche l’Italia non hanno previsto un sostegno minimo per questi cittadini.
Mi sembrava un po’ esagerato ed invece…
Invece…..
Pochi giorni prima di Natale, un parroco di Viterbo  ha indirizzato ai nostri uffici una coppia .  Vivono insieme da sei anni ed hanno alle spalle un vissuto di grandi sofferenze, abbandoni, solitudine. Proprio per questo forse, si sostengono a vicenda pur nella loro limitatezza psichica  e fisica . che non gli consente di lavorare proficuamente.
Fino ad agosto erano vissuti a Bagnaia sostenuti economicamente da un famigliare che pagava l’affitto, ma che aveva dovuto sospendere tale aiuto per sopraggiunte difficoltà economiche.
Da quella data vagavano per la città alla ricerca di un tetto e del cibo. Caritas dormitorio e mensa; suore, parroci, istituti,servizi sociali del comune, Associazioni e qualche generoso privato, erano la loro meta quotidiana per sbarcare in qualche modo il lunario … come si dice.

Erano senza casa… senza lavoro…senza alcun reddito.. non avevano contributi versati…non avevano diritto ad alcuna provvidenza di quelle in atto attualmente, vuoi per l’età che per il punteggio maturato.
Erano veramente gli ultimi della Società… Un caso di quelli definiti POVERI ASSOLUTI, come abbiamo detto prima.
Ho avuto la prova che questi casi esistono anche a Viterbo e sono cittadini italiani!

Che fare???????? Li ho ascoltati attentamente nel racconto della loro storia e mi immedesimavo nel loro travagliato peregrinare. Nel contempo riflettevo sulla situazione e ponevo domande per capire quali mezzi legislativi avremmo potuto utilizzare per aiutarli.
Erano ospiti dell’Associazione Alice  per qualche giorno in un casale  e ci siamo lasciati dandoci appuntamento per i giorni successivi.

Nel documento dei Vescovi sta scritto che: “..La disponibilità economica può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e  distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche ed istruzione.” Proprio in questo ordine di priorità!

Di fronte ad ogni situazione che ci si presenta abbiamo sempre più possibilità di scelta di comportamento.
In questo caso per esempio avrei potuto metter mano al mio portafoglio  o alla cassa delle Acli, dare quanto possibile e salutare. Le risposte istituzionali come patronato le avevamo già date. Loro avrebbero preso l’offerta, sarebbero stati anche contenti e avrebbero tolto il disturbo, ritornando magari dopo qualche tempo.

Ma domani e dopodomani e quell’altro giorno? Avrebbero continuato la questua e   subìto l’umiliazione a chiedere un tetto ed il cibo!

Ho sentito che dovevo “fare mio” il loro problema, perché era LUI, ( GESU’), che era entrato nella mia stanza e mi interpellava.


Abbandonato, povero, senza lavoro, sofferente, sbandato, incapace, sporco.
Era come se venissi messo alla prova. Vediamo quanto sei coerente! Verifichiamo se anche tu parli… parli…ed ho sentito forte di dover dire SI. SI ti accetto !
Ti accetto Signore in questi fratelli abbandonati e metto a tua disposizione la mia persona, i talenti che mi hai dato, l’esperienza che ho maturato nella mia vita, la mia posizione di responsabilità nell’Associazione.

Eravamo prossimi al Natale e loro dopo pochi giorni sarebbero stati di nuovo in mezzo alla strada con la neve ed il ghiaccio di quel periodo.
Ero frastornato e preoccupato. Per qualche  notte non ho dormito non sapendo dove poterli ospitare.
Ma il Signore, avuto il mio Si ha spianato la strada:
Per primo la Casa: Sul giornale l’Occasione troviamo un annuncio per una casetta disponibile a S. Martino. Occorrono seicento euro per la cauzione e la mensilità anticipata. Era sabato 19 dicembre. Chiamo alcuni conoscenti, il direttore della Caritas, due sacerdoti che li conoscevano. Con mia moglie stabiliamo anche il nostro personale sostegno e ..viene raggiunto l’importo necessario. L’indomani domenica 20 pomeriggio si firma il contratto e subito viene consegnata la casa. Un appartamentino arredato  e riscaldato!
Il tetto era stato assicurato.

 Abbiamo iniziato con ambedue un percorso per fare approfondimenti clinici al fine di un eventuale, ma difficile, riconoscimento di invalidità civile.
 Li abbiamo avvicinati in modo diverso alle Istituzioni, Comune e ASL con le quali ora hanno contatti.
Stiamo cercando chi possa aiutare per offrire una pur piccola occasione di lavoro. Vorremmo creare intorno a loro una rete di sostegno pratico ed anche psicologico. Qualche famiglia si è detta disponibile a dare un piccolo contributo , per qualche mese, per concorrere parzialmente a far fronte alle spese correnti.
Ma ciò non è sufficiente e bisogna darsi da fare per acquisire altri sostenitori e impegnarsi  per trovare una soluzione più stabile e di autosufficienza.
 Siamo tutti consapevoli che La strada sarà lunga e piena di difficoltà, anche perché a volte , in queste situazioni di degrado, accadono cose imprevedibili. Ma intanto abbiamo già raggiunto diversi risultati.
LORO HANNO UNA CASA
Persone che nemmeno si conoscevano, si trovano su questa vicenda, facendo essi stessi famiglia.
Stiamo costringendo le istituzioni pubbliche a prendere atto che anche a Viterbo il tema della povertà assoluta è attuale e bisogna farsene carico.
Abbiamo consolidato una collaborazione con la Caritas e speriamo anche con i parroci.
Stiamo cercando di vivere e far vivere  la solidarietà e la fraternità in modo concreto.

Un caro amico, deceduto, mi diceva sempre: bisogna amare con i muscoli.

La fraternità ha un senso ed è una ricchezza se viene vissuta concretamente.

Nei nostri servizi Acli a disposizione anzitutto dei più dimenticati dalla   società cerchiamo di mettere questo spirito.

I Punti Famiglia Acli  vogliono essere proprio questa fucìna di amore scambievole  ,vera ricchezza dell’umana famiglia.

 Questa può essere  la forza della vita …. la vera sfida alla povertà.

- Uno Notizie Tuscia - Viterbo -

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